Tagli alle Soprintendenze e chiusura domenicale dei siti archeologici

“Apprendiamo con sdegno ed altrettanta preoccupazione la notizia apparsa stamani della chiusura domenicale di cinque importanti siti archeologici bresciani, a causa dei tagli imposti dal Governo.”

     E’ quanto si sostiene in una nota diffusa dal coordinamento provinciale di Futuro e Libertà per l’Italia.

     “Poche zone al mondo possono contare una concentrazione museale e di aree di interesse storico-culturale come la provincia di Brescia – continua Luca Feroldi, coordinatore provinciale, unitamente ad Armando Bellelli del dipartimento cultura del partito. Attraverso gli oltre 38 musei, le decine di centri storici, le chiese, i monasteri, i castelli, le pievi, i palazzi gentilizi, gli scavi archeologici è possibile ripercorrere l’intera storia dell’umanità. Siti unici, d’importanza eccezionale.

     Recente è la notizia dell’ammissione dei siti palafitticoli gardesani all’UNESCO, in quanto patrimonio dell’intera umanità. Un grande e importante riconoscimento internazionale che purtroppo non riesce ad addolcire il gusto amaro del nostro sconcerto di fronte alla catastrofica crisi del patrimonio storico-culturale bresciano.

     Con incredulità assistiamo alla chiusura nei giorni festivi di grandi siti archeologici come le Grotte di Catullo a Sirmione o il Parco Archeologico di Capo di Ponte, solo per citarne alcuni, perchè non vi è la possibilità di pagare gli straordinari ai dipendenti (in costante calo di numero) di una Soprintendenza ormai finanziariamente stremata e soffocata da immobilismi e gravami legislativi.

     Un’assurda politica, miope e suicida, promossa dalle amministrazioni a tutti i livelli, di tagli protratti per troppo tempo ha portato la Cultura ad essere la Grande Malata della nostra povera Italia. Le disponibilità economiche del MIBAC sono state ridotte dalle ultime Finanziare a livelli di un Paese del Terzo Mondo.

     La situazione è grave e non più accettabile, solo se si pensa che il 40% del patrimonio storico-archeologico globale è sul suolo italiano. La reale e seria promozione di un”industria del Turismo e della Cultura”, peraltro, a scala nazionale e provinciale, in maniera ben pianificata e strutturata, senza timidezze o pavide dimenticanze, si trasformerebbe in un volano per tutta l’economia. Investire in cultura fa crescere il PIL. Investire in cultura significa attrarre più turisti ed investimenti stranieri.

     Ci domandiamo senza troppe aspettative – concludono gli esponenti di Futuro e Libertà per l’Italia – quale sia la linea adottata dalle Istituzioni locali ed in particolare dalla Provincia (che si dimostra sempre di più un ente costoso ed inutile) per ovviare a questa inaccettabile situazione di tagli e di chiusure domenicali forzate”

2 Comments

  1. Giunti a questo punto non vi sono più parole, ma la nostra cultura dove la vogliamo mettere sotto i piedi!!!!!

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