L’abbraccio di Cristian Quarenghi alla Feralpi Salò: “Dodici anni che non dimenticherò mai”

quarenghi con ex compagnia di squadra

Tutto è cominciato il 29 agosto 2010 con quel gol di Ivan Graziani alla Canavese. In tanti ne hanno parlato, magari a bassa voce, forse in pochi ci credevano davvero. La parola promozione ha riecheggiato lungo tutta la stagione, visti i risultati, è stata prima sussurrata e poi gridata a gran voce, tanto che il 12 giugno 2011 un’intera cittadina ha festeggiato un risultato storico, il coronamento ideale di una stagione a dir poco memorabile.
Un campionato da promozione vera, un secondo posto a quota 57, a meno due dalla Tritium e a più 5 dalla Pro Vercelli e dalla Pro Patria: una festa meritata, un trionfo che in pochi dimenticheranno. Poi i play off al cardiopalma, il pari con il Renate e la vittoria di misura in quel di Salò, infine la finalissima con la più blasonata Pro Patria Aurora: 1-1 in trasferta e 2-1 (all’ultimo secondo) in casa. Certo, momenti bui ci sono stati lungo la stagione, basta pensare all’1-3 proprio con il Renate, la sconfitta nel derby di Rodengo, le due partite senza gol.
Quello è stato il punto di non ritorno, il punto di svolta, quando la squadra ha cambiato rotta, e definitivamente, con cinque vittorie di fila, quindici punti e bottino pieno, secondo posto e poi il grande coraggio dei sempre maledetti play off. Si è parlato del nuovo stadio, si è parlato anche di Davide Possanzini.. ma per molto tempo ancora si parlerà di Cristian Quarenghi, storico capitano e storico volto della Feralpi Salò.
Più che un capitano una vera bandiera, nato a Gavardo e cresciuto nelle giovanili del Lumezzane, un solo anno alla Settaurense e poi il trasferimento in pianta stabile a Salò, quando ancora la Feralpi era un’esclusiva di Lonato, fabbrica e società sportiva. Dal 1999 al 2011 sono ben 12 stagioni, 12 anni a lottare per la stessa maglia e per la stessa città, 12 anni conditi da 150 gol, magari pochi all’inizio, poi sempre in doppia cifra, fino alle 21 reti del 2008-2009, guarda caso l’anno della prima storica promozione del Salò nel calcio che conta, nel calcio dei professionisti. Lo scorso anno 27 presenze e 5 reti, ma tutte pesantissime, quasi tutte decisive.
“Come ho detto più volte è stata solo una scelta di vita, non riuscivo più a conciliare l’impegno del lavoro con l’impegno della categoria. In C2 ce l’ho fatta a gestirmi, andavo a lavorare al mattino e al pomeriggio andavo ad allenarmi. E’ chiaro che in C1 diventa molto più difficile, ci sono un paio di sedute anche doppie. Sono legato tantissimo a Salò, mi sarebbe piaciuto finire la carriera in questa squadra. Ma bisogna essere obiettivi, non sarei riuscito a dare il cento per cento, come avrei voluto”.
“In cuor mio ho sempre sperato di poter continuare, mi sarebbe piaciuto giocare il campionato. Ma mi ripeto, troppa fatica fisica e troppa fatica mentale: il lavoro, la lontananza da casa.. è stata una scelta ponderata. Ma sono contentissimo per come ci siamo lasciati, non bene ma benissimo, e so che comunque a Salò la porta per me sarà sempre aperta”. Si è parlato di un ritorno, magari in dirigenza, magari in panchina: “Come allenatore non credo proprio, non mi ci vedo. Si tribola troppo a fare l’allenatore! Come dirigente, perché no? Questa opzione mi è stata offerta anche ora, ma a 31 anni è troppo presto. Non che non ci abbia pensato, ho fatto di tutto per poter rimanere, ma ormai ho deciso: ritorno a fare il dilettante”.
E così il suo viaggio calcistico fa tappa a Ciliverghe di Mazzano, in Eccellenza, con cui esordisce alla grande in Coppa Italia, una doppietta che non basta nel 3 a 2 finale in favore del Castellucchio. Il campionato è cominciato, e se in Lega Pro si è già cambiato allenatore, da Claudio Rastelli a Gianmarco Remondina, anche in Eccellenza il Ciliverghe non se la passa benissimo, e dopo sei giornate la nuova squadra di Cristian Quarenghi bazzica il fondo della classifica. Ma il campionato è lungo, e le distanze di certo non incolmabili.
Ma la Feralpi Salò senza Quarenghi? La salvezza è un obiettivo difficile, forse difficilissimo: la piazza però in fondo se lo aspetta, dopo il risultato straordinario della stagione 2010/2011. E le emozioni della finalissima con la Pro Patria? “Emozioni impagabili e indescrivibili. Nel campo di mille partite e di mille battaglie, vivere una finale così importante con così tanta gente, un tifo splendido, una tensione fuori misura.. Saranno sempre ricordi indimenticabili e indescrivibili. E la festa promozione! Un’intera cittadina che ti aspetta in piazza, ti incita, ti dedica i cori.. ci hanno fatto sentire giocatori veri”.

Alessandro Gatta

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