L’arroganza politica

L’arroganza della politica, quella con la p minuscola, la si respira tutti i giorni e non serve andare a Roma, basta starsene comodamente a casa. Quello che sta succedendo in questi giorni a San Felice del Benaco ha dell’incredibile ed è l’ennesimo esempio della strafottenza della classe politica nei confronti della volontà della cittadinanza e di tutti coloro che amano profondamente questo piccolo comune della riviera del Garda.

Il 28 luglio 2011 si è aperto il periodo utile per la presentazione delle osservazioni al Piano del Governo del Territorio approvato dalla maggioranza il 27 aprile. La possibilità di presentare le osservazioni si è conclusa il 26 agosto. In questo lasso di tempo ogni cittadino ha potuto presentare, in forma scritta, le proprie proposte, suggerimenti e idee per modificare o migliorare uno dei documenti che più determinano le sorti di un territorio.

Le tre minoranze consiliari, minoranze che rappresentano unite poco meno del 60% dei cittadini di San Felice, hanno nel frattempo promosso una raccolta di firme attorno ad un’idea alternativa per la riorganizzazione dei servizi pubblici comunali. Una proposta forte che prima di tutto va a sottolineare l’insensatezza del piano delle opere pubbliche voluto dal sindaco Rosa, sia per la loro dislocazione territoriale, sia per i costi insostenibili: per poterli rispettare infatti richiedono una pensante cementificazione di tutto il territorio comunale.

Il 24 agosto sono state depositate oltre 600 firme di cittadini e frequentatori assidui di San Felice, ribadendo ancora una volta che alla maggioranza dei cittadini di San Felice non piace il PGT Rosa e la cementificazione in esso contenuto.

Non curante della prassi, del rispetto istituzionale nei confronti del Consiglio Comunale e, prima di tutto, della volontà dei cittadini, il Sindaco Rosa (PDL-Lega), il 28 luglio ha pubblicato un bando di gara per la selezione del progettista che dovrà seguire i lavori di alcune delle opere messe in discussione da tutte le minoranze e dagli oltre 600 firmatari.

Ci si chiede perché il Sindaco non abbia atteso la chiusura dei termini per le presentazioni delle osservazioni dei cittadini e per la loro successiva discussione in Consiglio Comunale.

Un atto forte, quello dell’amministrazione feliciana, che si spiega solo con la volontà di ribadire che le sue scelte non possono e non devono essere messe in discussione. Uno schiaffo alla volontà popolare ed alle funzioni del Consiglio Comunale stesso. Un atto che denota un’ arroganza politica mai vista prima nel comune gardesano, indice della difficoltà di una maggioranza ormai completamente scollegata dalla cittadinanza.

Il solo incarico al progettista previsto nel bando per lo studio dell’opera, opera per altro senza attuale copertura finanziaria e con ogni probabilità scoperta anche in futuro, si aggira attorno ai 400 mila euro (non ci è dato di sapere la cifra esatta in quanto al momento in cui scriviamo i documenti in nostro possesso riportano cifre di molto differenti).

Per far fronte integralmente a questi 400.000 euro si è previsto di ricorrere ad all’accensione di un mutuo, portando così l’indebitamento del comune ad oltre 1 milione e 200 mila euro nel solo ultimo anno e mezzo. Questo tipo di scelte poco hanno a che fare con un gruppo politico che in campagna elettorale aveva fatto della partecipazione, del rispetto del territorio e della politica parsimoniosa del “buon padre di famiglia” la propria bandiera.

Capisaldi questi che oggi sono prepotentemente balzati alla ribalta dell’opinione pubblica proprio quali unica strada maestra da perseguire, a partire dal livello comunale per arrivare alle scelte di Governo nazionale.

Simone Zuin

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