Lettere aperta al sindaco di Sirmione

Sindaco, cosa si prova nell’ostentare alla cittadinanza del centro storico  il proprio potere alla faccia del buon senso e del rispetto per tutti? “Se non ti va bene va ad abitare in campagna”, sa che forse Lei è il primo sindaco che invita i suoi concittadini ad abbandonare il centro storico della città?

E così, in una realtà come Sirmione, quale esempio vedono i ragazzini di oggi? Che tipo di futuri cittadini diventeranno quando famiglia e scuola  insegnano loro il coraggio delle proprie idee, il rispetto delle istituzioni, il valore della democrazia mentre la realtà invece  dimostra che i furbi spadroneggiano con un vocabolario violento, che vince la prepotenza, che ci sono, sì, le regole ma che queste valgono solamente per chi, con senso civico, le rispetta; che c’è chi può e chi non può; che il proprio interesse arriva prima della dignità e che si può fare ciò che si vuole, basta avere il proprio santo  in paradiso? In una realtà così piccola come Sirmione tutto il negativo appare ancora più visibile e peggio ancora, spudoratamente lecito.

La piccolezza di un sindaco si vede da come tratta con la gente: ovvero, quelle persone che vengono da Lei cercando di risolvere un problema causato dalle scelte dell’amministrazione (scelte a volte sbagliate, ma un sindaco intelligente può anche tornare sui suoi passi.) non sono suoi dipendenti, sono suoi concittadini e l’approccio con essi esige quel rispetto di forma che onori le istituzioni e non che le insulti. Credo che essere a capo della cittadinanza non significhi “COMANDARE” bensì impegnarsi a” SOSTENERE” nel migliore dei modi una società che per sua natura ha tante sfaccettature diverse; non è certo facile ma se si ha ben chiaro lo” stato di diritto” e la differenza che c’è tra il termine “dipendenti” e il termine “cittadini”, governare risulterà sicuramente meno gravoso e il risultato sicuramente più equo. Purtroppo basta guardarsi attorno e subito balzano all’occhio i problemi, le scontentezze della gente, le pasticciate ordinanze molto spesso inutili, lo sfacelo di panorami stravolti dal selvaggio sviluppo edilizio o dalla miopia degli addetti ai lavori: che sia Sirmione o altrove, queste realtà accomunano gli italiani più di tutti i più bei discorsi patriottici; la conseguente logica conclusione, la più lampante è:” Il mondo è pieno di cattivi amministratori” che mantengono il loro potere grazie a tutte quelle persone che si lamentano di loro e poi subiscono passivamente.

Lei ha fatto capire qual è il suo senso della Democrazia e la sua confusione nella comprensione del significato di “Crescita Sociale” : infatti, non accetta le critiche, si offende per le critiche e  non si misura con chi La critica ma lo punisce.

E per quanto riguarda il rumore? Quali argomenti userà questa volta per rispondere al Comitato dei Piccoli Proprietari Sirmionesi che vogliono difendere i loro immobili dalla svalutazione conseguente all’inquinamento acustico? Ciò premesso, può ancora dire di essersi candidato per vocazione ed essere sindaco “PER IDEALE”? Questo sfogo forse non la interesserà più di tanto, ma trova comunque parecchi sirmionesi unanimi. Complimenti!

Mariarosa Wilde

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