Punta Grò a Sirmione, una fine d’estate poco piacevole

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Pulizia della spiaggia da parte di un gruppo di volontari

Non è stata una conclusione di estate da incorniciare a livello ambientale: alla vista la situazione non era delle migliori e all’olfatto non era di certo piacevole. La Punta Grò a Sirmione era in pessime condizioni, benché sia senza alcun dubbio un’area molto apprezzata a livello turistico e che in futuro ospiterà un museo della pesca, per ricordare l’attività secolare che l’ha caratterizzata.

Tra alghe in putrefazione sulla battigia, volatili morti ripescati e carcasse di anguille era scattato l’allarme. In attesa di un intervento del Comune, nei primi giorni di settembre, hanno fatto un sopralluogo il Comitato per la tutela di Punta Grò e Legambiente, cui si era aggiunta l’Asl, mentre un gruppo di altri volontari – badili in mano – ripuliva una spiaggia tutt’altro che invitante.

Abbiamo da tempo scritto una lettera al sindaco – protestava Laura Simeone, presidente del comitato – chiedendo sinergia tra amministrazione e associazione. Il Comune ha poteri e mezzi per pulire la spiaggia, spetta a loro. Non vogliamo contributi economici, l’amministrazione dovrebbe coordinare gli interventi dei volontari, ma in questo momento, ci hanno detto, la situazione finanziaria non permette di dare aiuti”.

L’associazione ambientalista – affermava Gabriele Lovisetto, segretario Comitato per il Parco delle Colline Moreniche del Garda – è la sentinella del territorio che informa un referente che il Comune. Le associazioni di volontariato non chiedono soldi, ma se il Comune è sordo è un altro discorso”.

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