Rivoltella sul Garda: come far morire un paese

Questa non è una indagine statistica, non vogliamo scomodare ricercatori esperti in marketing e comunicazione, né vogliamo fare una sofisticata disquisizione socio-economica.

Questa è solamente una costatazione amara dei danni che possono arrecare a una comunità anni di politica raffazzonata e pasticciona senza un minimo di programmazione, ma sempre pronta a giustificare scelte sbagliate, imputabili a pressioni e volontà altrui, ma, chissà perché, mai causate da errori personali.

Ripercorriamo con l’aiuto della memoria collettiva le vie del centro storico di Rivoltella, annotando porta dopo porta avvenimenti accaduti solo ieri e situazioni presenti oggi, causate in circa 20 Anni, dai primi anni 90 a oggi, di disattenzione e menefreghismo: ecco i danni inconfutabili che sono sotto gli occhi di chiunque, anche disattenti.

È nostra ferma convinzione che non è stata colpa del destino cinico e baro né dell’inesorabile legge del progresso se le vie San Zeno, G. Di Vittorio, Parrocchiale, B.Croce e Circonvallazione, che formano il centro storico, si trovino oggi in uno stato di progressivo decadimento e abbandono.

Qui a cavallo degli anni 80/90 si stava bene, vivacemente bene! Qui si viveva, si lavorava, si produceva benessere, si parlava, si comunicava, si litigava, si partecipava alle decisioni collettive, ci si scontrava sulle scelte, qui si era creata un’atmosfera di magica leggerezza dove tutto accadeva in un susseguirsi di avvenimenti naturali e equilibrati, in poche parole era semplicemente uno scorrere di vita armonioso dove gli episodi inevitabilmente legati alla vita o alla morte erano vissuti con partecipazione attiva, commossa, mai esasperata.

Così andava la vita di tutti i giorni in questo nostro centro storico del quale eravamo orgogliosi frequentatori, dei suoi negozi (non boutiques pretenziose), dei suoi bar; ci si trovava in piazza sui gradoni davanti all’ex Municipio o giù verso il Deodara o meglio davanti all’Alpino, alla Serenissima o alla trattoria del Bepi Paiola. Poi la miopia scellerata delle scelte urbanistiche, la mancanza di programmazione degli indirizzi di sviluppo economico, il menefreghismo, la sordità dei politici di passaggio falsamente interessati ai problemi locali hanno generato un progressivo svuotamento del paese.

Non è certo bastata l’ostinata volontà a rimanere dei suoi abitanti o l’intraprendenza coraggiosa di qualche piccolo commerciante o artigiano a ribaltare l’andamento costante e lento di questo declino. Attività produttive, uffici, bar, negozi, piccoli artigiani hanno chiuso progressivamente, inesorabilmente. Chi sperava che nuovi insediamenti avessero portato nuova ricchezza e linfa sociale rimase deluso: “Se prima potevamo stare in piedi e prosperare con i residenti, come mai oggi che la popolazione è triplicata, moltiplicata non ce la facciamo… dobbiamo chiudere?”.

Rivoltella stava diventando un dormitorio, un contenitore di umanità varia, qui costretta a passare la notte in condomini anonimi, un insediamento quasi forzato di famiglie, qui costrette a passare solo le settimane di Ferragosto in villaggi dai nomi accattivanti ed esotici (Green Residence, Teatri, Garda Village, Cristina…) che nulla hanno dato all’economia di questo paese e nulla hanno a che fare con il delicato equilibrio della vita sociale di questo paese.

Rivoltella, oggi, è un gigantesco dormitorio! Mai presa in seria considerazione, spesso snobbata come una fastidiosa appendice, come una riserva periferica di voti, mai aiutata dalla sorda politica ufficiale troppo impegnata altrove.

Sindaci e assessori che si sono ricordati negli anni di fare comparsate solo in occasione della rituali cene della festa di San Biagio o della Festa del Lago o delle quinquennali scadenze elettorali, con al seguito lo stolido codazzo di ossequiosi e sconosciuti accompagnatori, tutti compresi nella parte del politico interessato a elencare il solito fiume di promesse mai mantenute.

Sembra che non sia finita, c’è un nuovo Piano Intregrato d’Intervento per l’insediamento di altri 90 appartamenti circa in via Venezia e ci dicono che in cambio verrà terminata la passeggiata a lago. Mirabilia delle mirabilie!

Intanto, qui nel centro storico, altre tre attività commerciali hanno chiuso e un’altra lo farà entro la fine di quest’anno. Qui ci sono ben tre cantieri edili (per circa 27+10+8 = 45 appartamenti) fermi da mesi ai quali si possono sommare i 16 appartamenti e 5 negozi dell’ex Deodara. Altri 15 fabbricati di media e grande dimensione sono in attesa di ristrutturazione (per 60/70 appartamenti) e sommati ai suddetti ci portano alla non indifferente cifra di circa 130 unità abitative. Basterebbe e ne avanza per fare rivivere il centro storico.

Questa è la strada maestra per fare rivivere il centro storico, ma si continua scioccamente sulla strada della più stupida e invadente brutta, edilizia di consumo del territorio. Un’edilizia che nulla dà e nulla darà all’economia di questo paese e al suo equilibrio sociale.

Ma cosa vogliono ancora questi qua di Rivoltella?”. Ma fateci almeno il santo piacere di stare zitti!

Ugo Andreis

One Comment

  1. I am not surе wherе you’re getting your info, but great topic. I needs to spend some time learning more or understanding more. Thanks for fantastic info I was looking for this information for my mission.

    Rispondi

Leave a Comment

Powered by WordPress | Deadline Theme : An AWESEM design