Tagli ai trasferimenti statali tra lacrime e sangue: gli effetti sui più grandi Comuni del lago di Garda

Desenzano del Garda centro-2

Felice Anelli, sindaco di Desenzano

È un cane che si morde la coda. La manovra anti-crisi per risanare le casse nazionali a Desenzano del Garda si tradurrà in tagli, prima di tutto, alle manifestazioni e alla promozione con il rischio che diminuisca l’indotto turistico. Ci saranno anche meno investimenti nelle opere pubbliche ovvero ci sarà meno lavoro per imprese edili e artigiani, con il rischio che parecchie persone restino senza lavoro.

Il decreto legge 78/2010 ha ridotto di 415mila euro i contributi per quest’anno e di circa 700mila euro per il prossimo, senza considerare ancora la nuova manovra. Il secondo Comune della Provincia di Brescia inizia a porsi dei dubbi: si rischia di dover revocare servizi già in atto? “Queste cose – spiega il sindaco Felice Anelli – ci mettono in grandissima difficoltà, noi dobbiamo dare delle risposte ai cittadini che ci chiedono dei servizi”.

Il primo cittadino non sa se in futuro potrà ancora garantire il dopo-scuola, ma intanto deve fare i conti anche con il Patto di Stabilità, senza sapere se in futuro il Comune con i nuovi parametri sarà virtuoso o no. Quest’anno se ne vanno 1,8 milioni di euro, che nel 2012 dovrebbero essere circa 3: “Una cifra improponibile”, dicono alla ragioneria municipale, dove c’è preoccupazione.

Fare previsioni non è facile, ma alcuni scenari sono ipotizzabili, perché di sicuro a Palazzo Bagatta arriveranno meno soldi e dovrà spenderne di più dove non può tagliare, ossia ai servizi sociali, il cui budget è di circa 5 milioni. “Dovremo fare i tagli maggiori alla manifestazioni, al turismo, alla cultura e alle associazioni, che incidono concretamente meno sulle famiglie, ma ricadranno sullo sviluppo delle attività commerciali”.

“Quando fai eventi di richiamo turistico come la “Notte d’Incanto” o metti le luminarie natalizie (ogni anno costano circa 100mila euro, ndr) sei criticato per la spesa, ma senza questi richiami meno persone, viene meno gente a spendere con tutte le conseguenze sull’indotto e sull’occupazione”. La parola d’ordine è di dare la priorità a ciò che è essenziale, ma si rischia il paradosso.

“Faremo di tutto per mantenere i servizi alle persone, per non creare disagi alle famiglie, ma – dice il sindaco – abbiamo la sensazione di non potercela fare. In un momento di maggiore necessità abbiamo meno trasferimenti: non è molto logico. Non sono capace a fare miracoli”. La Regione potrebbe eliminare i contributi ai servizi, tra cui quello in percentuale per lo sportello affitti, che quest’anno mette a disposizione 250mila euro per le famiglie in difficoltà.

“Avremo sempre meno soldi. In media abbiamo sempre preso 5 milioni di oneri di urbanizzazione, se andrà bene quest’anno saranno la metà e sono soldi che ci servono per gli investimenti”. Che danno lavoro alle imprese locali. Desenzano ha un bilancio milionario, ma non può spendere per il Patto di Stabilità. Il taglio a consiglieri e assessori non sarà un gran risparmio e in futuro bisognerà pensare alla tassa di soggiorno o all’aumento dell’IRPEF.

Barbara Botti, sindaco di Salò

Le prospettive non sono rosee nemmeno a Salò, dove la manovra anti-crisi è l’ultima stangata che fa vacillare l’amministrazione sul futuro dei servizi alla persona, ma per l’istruzione si sovvenziona ancora tutto il possibile. “Quello sui giovani – dice il sindaco Barbara Botti – è l’unico investimento che di sicuro vale fare, poi forse arriverà comunque il tempo di ritirare i remi in barca. Spero qualcosa cambi”.

Ai servizi alla persona (sociale e istruzione) sono destinati in bilancio 3,4 milioni di euro, ma, a suon di tagli, il rischio – concreto – è che a risentirne possano essere le fasce più deboli della popolazione. Per ora di aumentare l’addizionale IRPEF nel Palazzo della Magnifica Patria non se ne parla e la Tarsu, già aumentata del 20% nel 2009, non si ritocca.

Si taglia a Roma, ma a metterci la faccia sono gli amministratori locali, cui i cittadini si rivolgono per avere delle risposte. “Mi auguro che i concittadini capiscano che se non realizziamo cose non è colpa nostra. Noi avevamo detto in campagna elettorale che non avremmo fatto opere, se avremo la possibilità faremo per scuole e sociale”. Gli investimenti intanto sono inevitabilmente crollati: “Si sono ridotti quest’anno a 1 milione, di solito negli anni passati erano tra i 6 e gli 8 milioni, ma il prossimo anno saranno ancora meno”.

Il mattone oggi non aiuta. “Speriamo in un boom economico per far ripartire l’edilizia. Il mercato immobiliare – le fa eco Bernardo Berardinelli assessore al bilancio e ai servizi sociali – è fermo. Di solito prendevamo 1,4-1,8 milioni di euro di oneri, siamo scesi a 400-600mila euro. Lo scorso anno con un taglio chirurgico alle uscite senza toccare scuola e servizi sociali abbiamo avuto un saldo attivo di 750mila euro per il Patto di Stabilità”.

“Il tagliabile lo abbiamo tagliato – spiega sconfortata Botti – e siamo tra i pochi che pagano la carta igenica alle scuole. Il tribunale ci costa l’ira di dio e rispetto alla spesa ci viene trasferito sempre meno. Sul tribunale gravitano 47 Comuni e a ogni sindaco abbiamo chiesto 100 euro per contribuire, ma sono arrivati i sì solo da 6”.

I contributi culturali e sportivi sono stati ridotti oltre della metà, ma qualche piccolo miracolo si fa ancora come per il servizio scuolabus con costi inversamente proporzionali alla distanza dal centro: chi abita fuori spende meno. Sono però esclusi la tassa di soggiorno e un aumento dei prezzi dei parcheggi, con cui si rischia rompere un flusso di gente in arrivo. “Se stiamo qui a leccarci le ferite – conclude Botti – non se ne esce più, ma anche i cittadini dovranno capire che il Comune non potrà sempre intervenire a coprire le spalle”

Gabriele Bocchio sindaco di Lonato

A Lonato del Garda si razionalizza tra annosi e ripetuti tagli. Senza considerare gli ancora poco dettagliati effetti della manovra il sindaco Mario Bocchio deve comunque fare i conti con una riduzione di trasferimenti di 348mila euro e un Patto di Stabilità che richiama la ragioneria alla massima attenzione. Il percorso è già intrapreso: il comandante della polizia è convenzionato con il Comune di Bedizzole; nei prossimi mesi la mensa scolastica sarà centralizzata e si potranno risparmiare tra i 60e 100mila euro, mentre i pulmini per i ragazzini da 5 sono diventati 4, di cui 3 gestiti autonomamente.

“Diamo molta attenzione alle entrate proprie – dice il primo cittadino – e siamo stati tra i primi i riscattare la rete del gas è stato tra i primi a riscattare la rete del gas, abbiamo affittato alcune proprietà zona lago e dalle infrazioni al codice della strada arriva 1 milione di euro (la metà deve essere reinvestita in sicurezza, ndr). Abbiamo riscattato la rete di illuminazione pubblica, risparmiamo sui 100mila euro annui. Per il prossimo anno stiamo valutando di gestire il cimitero. Come Comune dobbiamo fare quadrare sempre i conti e qualche anno fa a seguito di esternalizzazioni abbiamo di diminuito il personale”. Che è passato da 73 a 50 dipendenti.

“Ad oggi il 90% dei servizi è stato mantenuto”. Tra servizi sociali e istruzione a bilancio ci sono circa 4 milioni, il 40% delle spese correnti. Anzi, tra il 2010 e il 2011 gli stanziamenti sono aumentati: “Siamo uno dei pochi Comuni – spiega Bocchio – che stanziano sempre di più per i servizi alla persona. Il contraccolpo vero è sulle opere pubbliche. Lonato deve fare economia per mantenere i servizi, aumentarli sarà difficile, ma sul sociale abbiamo comunque messo qualcosa in più”.

Le opere, senza essere cancellate, slittano in attesa che cambi qualcosa. L’obiettivo è mantenere i servizi e diminuire le spese senza aumentare l’addizionale IRPEF. La situazione economica di certo non aiuta i cittadini: “In tanti si affidano ai servizi sociali, magari anche per un lavoro e il Comune – conclude il sindaco – sembra talvolta un’agenzia di collocamento. Ci sono richieste di piccoli contributi per la bolletta o l’affitto e questo fa capire quanta difficoltà ci sia in giro”.

Alessandro Mattinzoli sindaco della penisola di Catullo

Storia ben diversa quella di Sirmione, che si riscopre ricca grazie all’Ici, ai parcheggi e alle proprietà. Tutti i Comuni si sono ritrovati all’improvviso un poco più poveri e il sindaco Alessandro Mattinzoli può dirsi fortunato, perché dal bilancio 2011 non deve ridurre o eliminare alcun servizio e il merito va “alla presenza di molte seconde case e all’afflusso del turismo”.

Bilancio alla mano si può vedere come degli 11 milioni totali di entrate solo l’8% è legato al contributo statale erogato in proporzione alle tasse pagata dai cittadini: 5 milioni arrivano dall’Imposto sugli immobili (la Cedolare Fissa frutterà qualcosa come 300/400mila euro in più), 3 dai parcheggi a pagamento e un altro milioncino dagli immobili comunali. Se è comunque inevitabile stringere un poco la cinghia in certi momenti, qua si vive un godibile paradosso: i tagli della manovra anti-crisi portano un aumento dei finanziamenti statali, aumentati da 650mila a più di 900mila euro. Il motivo? Federalismo fiscale, che ha cambiato i parametri per la concessione dei contributi e in caso di bisogno ci sarà la tassa di soggiorno: un euro a testa per un milione di turisti.

Ivana Palestri sindaco di Calvagese

Colpa dei tagli, ma il Comune di Calvagese della Riviera si è trovato di fronte a una decisione non semplice. “Abbiamo fatto una scelta drastica – dice il sindaco Ivana Palestri – perché dovevamo scegliere o fare le opere messe a bilancio o destinare i soldi che avevamo per aiutare le famiglie”. La scelta è ricadute sul lato umano, sui servizi sociali e all’istruzione.

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  1. Lonato è tra i sette Comuni virtuosi della Provincia di Brescia indicati dal Ministero dell’economia e delle finanze: ridimensionato il patto di stabilità. | Il Corriere del Garda

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