A Desenzano c’è il Terzo Polo per le elezioni 2012

Francesco Langella (FLI), Stefano Bianchi (API) e Luigi Cavalieri (UDC)

È ufficiale, a Desenzano c’è il Terzo Polo. In vista delle elezioni amministrative della prossima primavera UDC, FLI e API hanno preso una strada che in provincia dovrebbe essere ripresa anche a Rovato, Darfo Boario e Brescia. Per il programma elettorale – come per il candidato sindaco – bisognerà aspettare: per ora sono stati segnalati solo alcuni punti che saranno approfonditi, come la speculazione edilizia o il tema delle spiagge.

Sarà redatto dopo una fase di ascolto e confronto con la cittadinanza, non sarà calato dall’alto, sarà condiviso e non dovranno prevalere gli interessi dei singoli partiti né quelli dei singoli componenti delle liste. Sarà piuttosto la concretizzazione di un’idea di città, alla luce di indicazioni compatibili con le risorse disponibili: i cittadini non devono aspettarsi un libro dei sogni.

“La cittadinanza deve riappropriarsi della politica” ha detto Stefano Bianchi coordinatore locale dell’API, che ha poi proseguito: “Dovrà esserci un confronto con quelle che sono le varie realtà, le varie visioni per lo sviluppo di Desenzano, seguendo le indicazioni della società”.

“L’UDC – ha detto il coordinatore locale Luigi Cavalieri – ha iniziato a proporre incontri su tematiche che potrebbero interessare i cittadini. Non per criticare l’operato dell’attuale giunta, ma si tratta di temi su cui porrò l’accento il Terzo Polo, che per Desenzano è un’esperienza nuova. Per noi la politica si fa tramite i partiti”.

“Il Terzo Polo – ha detto Francesco Langella coordinatore di FLI – dovrà dare spazio ai tanti giovani che si sono avvicinati anche per la prima volta alla politica. Servirà trasparenza, per avere un dialogo con i cittadini bisogna avere credibilità. Il turismo qua è basilare e sappiamo del malcontento degli albergatori”.

 

One Comment

  1. I cattolici vogliono tornare ad essere tra i protagonisti dell’azione politica. I segnali, che ci giungono in questa direzione, sono molteplici. Peraltro lo stesso Alfano, chiamato alla guida del PDL, si dice intenzionato a far vita ad un’area moderata, con preciso riferimento al Partito Popolare Europeo. Ma il segretario nazionale dell’Udc Cesa lo invita a distinguere tra “popolare” e “populismo”.
    Il che lascia intendere che il cammino non sarà né breve né facile. Nessuna contraffazione e tanto meno surrogati!
    Viene, quindi, da chiedersi, visto che anche la stessa gerarchia ecclesiastica comincia ad avere ripensamenti, chi può difendere e tutelare i legittimi interessi del popolo cristiano? La Bibbia e l’Antico Testamento possono esserci d’aiuto. Ciro il grande o i fratelli Maccabei? È un dilemma al quale si dovrà cercare di dare una risposta.
    I cristiani sono una presenza significativa nella nostra società, basti solo pensare a quanti operano nel volontariato, ma l’elenco potrebbe essere parecchio lungo. Spesso, però, il loro ruolo non viene riconosciuto, anzi è vilipeso, ed i valori, di cui sono portatori, vengono irrisi.
    Si comincia ad avvertire la mancanza di una rappresentanza politica. Il nostro amato papa Paolo VI era solito dire che la politica è “una forma esigente di carità”.
    È arrivato il momento di scegliere, se a guidarli dovrà ancora essere uno “straniero” o si dovrà ricercare qualche nuovo Maccabeo. Senza, peraltro, indugiare in nostalgie per il passato, che è ormai morto e sepolto. Ma bisognerà pure avere il coraggio di scegliere.

    Luigi Cavalieri
    Segretario sezione Udc di Desenzano del Garda

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