Cane sepolto vivo dal padrone, salvato dalla polizia dopo 40 ore di guaiti sotto mezzo metro di macerie

100_0126

È una vicenda così allucinante sulla follia umana che il comandante della polizia locale Carlalberto Presicci fa fatica a trovare gli aggettivi giusti per raccontare la storia di Jerry, cane di razza bretone di 13 anni sepolto vivo nella campagna delle Grezze, vicino alla vecchia casa di Sant’Angela Merici, patrono cittadino. Gli agenti lo hanno trovato martedì sotto mezzo metro di macerie e il padrone, denunciato a piede libero, si è giustificato dicendo di averlo seppellito pensandolo morto.

A mezzogiorno è arrivata la chiamata di una coppia di fidanzatini che passeggiando aveva sentito dei flebili lamenti provenire da un accumulo di materiali edili di scarto. Gli agenti hanno subito pensato potesse trattarsi di una persona, ma al loro arrivo non sentivano alcun lamento.

Poi all’improvviso un sospiro doloroso dal terreno ha permesso di individuare il punto dove cercare. “Gli agenti hanno scavato a mano – ricorda Presicci – ed apparsa una scena raccapricciante: il cane bendato era stato sepolto vivo. È stato sottoposto alle cure del veterinario, ha delle lesioni, ma non è in pericolo di vita”.

Respirava a fatica, era completamente immobile, con gli occhi all’infuori e fortemente disidratato. Lo hanno tolto da quella che sarebbe stata la sua tomba e, grazie al tatuaggio, si sono messi alla ricerca del suo padrone e sono bastate poche ore per rintracciarle l’uomo, un desenzanese di cui non è stato rivelato alcun dettaglio, oltre al fatto che è proprietario di altri cani.

In Comando gli agenti sono restati sbigottiti, perché l’uomo ha ammesso di averlo sepolto circa 40 ore prima del ritrovamento, secondo lui era già morto. “Quando gli abbiamo mostrato le foto – dice il comanante – ha avuto la reazione di chi vede un fantasma”.

Deferito all’autorità giudiziaria sottolineando la particolare crudeltà con cui era stato sepolto il cane, rischia per l’articolo 544-ter del Codice penale sul maltrattamento sugli animali 3 mesi di carcare e 10mila euro di sanzione e per l’articolo 727 sull’abbandono fino a 6 mesi più un ammenda.

Jerry è stato affidato al canile di Brescia, ma è probabile che una volta rimessosi venga trasferito a quello di Desenzano, sperando che presto lo possa accogliere un padrone migliore.

Enrico Grazioli – Il Giorno, Brescia 4/11/11

One Comment

  1. “Mi auguro che ci siano comminate delle pene esemplari. Quello che è successo è aberrante. Non ha nessuna scusante”, duro il commento di Andrea Zanoni, Europarlamentare IdV e Presidente della LAC al ritrovamento di un cane sepolto vivo sotto mezzo metro di terra a Desenzano (BS).

    “Purtroppo in Italia non ci sono pene sufficienti severe per punire i responsabili di questi atti inumani e inqualificabili”, ha aggiunto il leader ambientalista e animalista. “Complimenti ai vigili di Desenzano che sono intervenuti in modo celere e tempestivo”.

    Il 1 Novembre la Polizia Municipale di Desenzano è intervenuta a salvare un cane di tredici anni, razza bretone, sepolto dal suo padrone, un cacciatore, che pensava di essersene così disfatto per sempre da non curarsi del tatuaggio sul cane. Adesso il cane sta bene nonostante alcune piaghe ed i danni al treno posteriore. A giorni, il cane Jerry, questo il suo nome, potrebbe essere trasferito nello stesso canile di Desenzano.

    Il proprietario del cane, una volta individuato, è stato condotto in Caserma ed ha sostenuto che il cane era morto. Il responsabile del maltrattamento, salvo che in caso di emanazione di Decreto Penale di Condanna (pena ridotta) rischia una massimo di 30.000 euro di multa. La previsione di pena reclusiva riguarda un massimo di 18 mesi. Una reclusione virtuale visto che trattasi di un periodo ben al di sotto della soglia di punibilità prevista dal nostro ordinamento giuridico.

    Rispondi

Leave a Comment

Powered by WordPress | Deadline Theme : An AWESEM design