Castiglione, c’è in gioco la sicurezza con fruti e scassi: da due mesi la capitale morenica è presa d’assalto

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Se ne è parlato davvero poco, ma il problema furti e scassi in quel di Castiglione è ormai all’ordine del giorno. Da ormai due mesi si susseguono furti in vari quartieri residenziali e, non ultimo, nelle piccole frazioni di campagna, zone tradizionalmente non toccate dal triste fenomeno. La dinamica, in molti casi, è la stessa: un piccolo foro nel vetro per accedere alla maniglia, o due piccoli buchi vicino alla serratura, per far entrare dell’azoto liquido con il quale si gela la serratura e la si fa saltare. I furti avvengono con le persone in casa, la notte, mentre dormono. Se un tempo questa tipologia era propria dei “topi di appartamento” che scassinavano le abitazioni di giorno, o sul far della sera, ma comunque con i proprietari fuori casa, ora l’effrazione avviene senza più alcuna remora. Se da un lato la cosa spaventa gli abitanti dei quartieri coinvolti – dato che, nonostante le denunce, i furti avvengono nella stessa zona e per diversi giorni – dall’altro è chiaro che si tratta di bande di professionisti ben attrezzati e pronti a tutto.

Quartiere Monte Rosso

Il primo a subire i furti è il quartiere che si trova ai piedi della ben nota “zona Belvedere”, la collina castiglionese dove hanno casa le famiglie industriali storiche di Castiglione. Il “Monte Rosso” è una zona residenziale recente (anni ’70, ma soprattutto anni ’80), caratterizzata da villette a schiera di proprietà in molti casi, e popolata da famiglie italiane per lo più dipendenti e impiegati. È la zona di chi, insomma, ha un lavoro stabile e un piccolo benessere costruito su un contratto fisso stipulato in tempi “non di crisi”. È il quartiere, in sintesi, della classe media per eccellenza. I furti si sono susseguiti per tre notti, nonostante le locali forze dell’ordine abbiamo inviato, così dichiarano, unità in perlustrazione e molti uomini in borghese. Il quartiere non ha marciapiedi e neppure è popolato la sera, essendo caratterizzato da piccole villette a schiera con giardino cintato. Non è, insomma, un quartiere dove si incontrano facilmente persone a piedi e dove la sera, soprattutto la notte, c’è del movimento. Dovrebbe, dunque, essere “facile” poter identificare persone sospette che armeggiano alle porte, o alle finestre, delle abitazioni. Tuttavia le abitazioni sono situate vicino alla collina, via di fuga naturale e facilitata per chi, dopo attento studio, abbia preso visione della zona mosso da cattive intenzioni. Resta il fatto che in molti si sono svegliati con la casa svaligiata, con le rimesse aperte e il furto di moto, auto e motorini, ma anche con il prelievo di computer, valigette del lavoro, portafogli e oggetti di valore. Chi ha studiato la zona sa che in queste abitazioni può trovare tale materiale, spesso non protetto da allarmi o da casseforti, cosa che è prassi invece nelle zone residenziali della collina Belvedere.

Zona Fontane

Se già appare un fenomeno strano nella tranquilla e quieta zona “Monte Rosso”, la triste fila di furti è ancora più incredibile nel quartiere “Fontane”, un budello lungo una via, con alcuni capillari spesso chiusi e senza uscita, dove molte macchine parcheggiate in strada rendono ancora più difficile cercare e trovare via di fuga. La dinamica dei furti è la stessa con l’aggiunta, in alcuni casi, di accessi creati da abbaini e porte secondarie site nel retro delle abitazioni. Qui gli abitanti sono spaventati perché non ricordano l’epoca di una serie di furti così ravvicinati proprio perché la struttura del quartiere rende difficile la via di fuga.

Frazioni

L’ultima parte del paese interessata dal fenomeno è quella delle campagne, soprattutto la seconda frazione per importanza e numero di abitanti, Grole, sita in direzione Solferino, nota ai più per essere la frazione dove capeggiava il Radar della Nato (ora smontato e scomparso dal profilo delle colline). Qui i furti sono avvenuti, in gran parte, di giorno e in molti abitanti denunciano la stessa dinamica: verso sera, nel momento in cui si esce per fare le ultime commissioni, oppure in pieno giorno, ma sempre quando si esce. “Che brutto”, dichiara una signora di Grole, “ricominciano, ammesso che fossero finiti, i furti in casa, la cosa che mi preoccupa è che vengono fatti in pieno giorno, mentre noi per un’ora usciamo per qualche commissione. Abito a Grole, ieri pomeriggio sono state “visitate” due case dalle 17.30 alle 18. Triste vivere con il timore che l’appartamento venga scassinato, anche se in casa non c’è nulla da “rubare”…”

La frazione è prevalentemente abitata da agricoltori (anche se in questi ultimi anni, grazie alle varie lottizzazioni, sono aumentate le abitazioni di persone che fuggono dal paese e vengono ad abitare in campagna), gli uomini sono al lavoro dunque, mentre mogli e figli sono spesso a casa ed escono per recarsi a fare spese nelle strutture commerciali di Castiglione. In queste pause avvengono i furti. Le vie di fuga qui non mancano, e spesso l’isolamento è la garanzia, per i ladri, di poter operare in tranquillità.

In due mesi, dunque, Castiglione è stato passato al setaccio. Molti cittadini si sono rivolti alle forze dell’ordine che, dalla loro parte, hanno garantito maggior sorveglianza del territorio (i mezzi non mancano, data la grande caserma dei carabinieri che è d’istanza a Castiglione), ma gli sforzi sin qui messi in campo sembrano non bastare. I cittadini puntano il dito contro gli stranieri, ma è anche vero che le dinamiche lasciano pensare a gruppi comunque organizzati, non certo a lestofanti affamati che rompono un vetro per recuperare qualche spicciolo. Fra i temi caldi di questa prossima campagna elettorale, dunque, ci sarà da affrontare anche questo problema, quello cioè della sicurezza, perché i ladri sono ladri, non hanno un’appartenenza, se non quella di essere persone che turbano la quiete dei cittadini. Subire un furto, vedere e sentire la propria abitazione violata, è una violenza che lascia il segno e, se non affrontata e presa in considerazione in modo serio da chi ne ha la competenza e il dovere, può portare a forme di intolleranza e disagio sociale spesso costruite sulla paura e sul pregiudizio. In gioco, dunque, non c’è l’ospitalità, ma la sicurezza delle abitazioni, e questo è compito del governo locale e delle locali forze di polizia.

Luca Cremonesi

One Comment

  1. Anonimo scrive:

    Una volta arrestati escono subito di galera. Sono da prendere e da picchiare col bastone come una volta!

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