Manerba Investimenti in liquidazione, atto di indirizzo per azione di responsabilità proposta dal liquidatore

La posa del primo monumento d'Italia al fotovoltaico: fu posato da Manerba Investimenti alla rotonda del crociale per i risutlati ottenuti nel settore. Era il 26 febbraio 2009

Trascrizione integrale del dibattito di cui all’ordine del giorno n. 2 del Consiglio Comunale del 03 novembre 2011, deliberazione n. 52 Oggetto: Manerba Investimenti S.r.l. in liquidazione: atto di indirizzo per azione di responsabilità proposta dal liquidatore.

 

La posa del primo monumento d'Italia al fotovoltaico: fu posato da Manerba Investimenti alla rotonda del crociale per i risutlati ottenuti nel settore. Era il 26 febbraio 2009

Sindaco Avv. Paolo Simoni

Passiamo adesso al secondo argomento all’ordine del giorno che è l’azione di responsabilità sulla quale do la parola nuovamente al Dott. Scardeoni e poi chiederò anche al Prof. Gorlani un brevissimo intervento…

Dott. Marco Scardeoni

Allora, in merito a questo punto all’ordine del giorno cioè dell’azione di responsabilità la mia sarà, il mio sarà comunque un intervento prettamente tecnico, lungi da me comunque, come diceva anche il Sindaco in precedenza, a cui mi associo a quello che ha detto, dare dei giudizi o determinare io delle colpevolezze o meno. Cioè io rappresento quelli che sono i fatti e vi dirò del perché sono giunto a proporre questa sera a questo Consiglio Comunale questo tipo di azione, non citerò neanche nomi in quanto poi sarà comunque oggetto dell’eventuale azione nelle sedi opportune. Allora, per giungere a questo, a questa decisione di sottoporre dapprima l’assemblea della società e quindi di conseguenza questo Consiglio Comunale, visto che la società è a socio unico un’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori ho analizzato molto attentamente tutte le attività svolte dalla Manerba Investimenti dalla sua costituzione ad oggi. Le attività svolte ve le riepilogo così almeno ci rendiamo conto di quelle che sono state, sono state: la gest … l’acquisto e la gestione degli immobili adiacenti alla casa di riposo, ovvero i 20 appartamenti e i 20 garage che ho citato anche in precedenza, la realizzazione di impianti fotovoltaici sia a utilizzo alla società che in vendita a terzi, l’acquisto e la gestione di piattaforme ecologiche per la raccolta differenziata, la realizzazione del progetto di teleassistenza che è stato denominato “Manerba Sicura”, un’operazione immobiliare di Via Montanina, gestione immobiliare denominata “Case Sparse”, la gestione della ex cava, il progetto illuminazione, progetto “Museo della Rocca” e progetto “Eolo”. Di tutte queste attività sono andato ad analizzare, mediante lo studio di tutti quelli che sono stati i Consigli di Amministrazione, e quindi i verbali dei Consigli di Amministrazione e tutta la documentazione che ho potuto rinvenire, e anche qui devo dire che non sempre si è potuto avere tutta la documentazione e qualche documento è emerso poi da soggetti terzi di cui comunque non eravamo a conoscenza né noi come società né tantomeno il Comune, dall’analisi di queste attività ho predisposto una relazione che penso che i Consiglieri abbiano tutti ricevuto nella quale ho analizzato quelle operazioni che, a mio avviso, rappresentano una sorta di gestione non proprio coerente con i sani principi di gestione aziendale e che possono portare ad un’azione nei confronti degli amministratori che l’hanno portata. Vorrei anche però dire una cosa, che non è che un risultato gravemente pregiudizievole per la società da un punto di vista economico porti con sé inevitabilmente una responsabilità degli amministratori, molte volte infatti ci possono essere delle variabili che possono incidere sull’esecuzione di un progetto, su un investimento e alcune che non sono prevedibili ex ante, ci è noto che tanti imprenditori che, ad esempio, falliscono o che alla fine non riescono a portare le loro società in utile, tutto questo non è dovuto a delle loro responsabilità dirette bensì a degli elementi anche terzi che abbiano portato a dei risultati che non erano quelli sperati. Nel valutare queste operazioni invece si è voluto tener conto proprio della, del modo con cui queste operazioni sono state poste in essere, perché, un conto è che un’operazione sia, diciamo così fallimentare per eventi sopravvenuti, non ipotizzabili, non prevedibili, un conto è che nella loro (cambio lato cassetta)…….. soprattutto là dove la società da un certo punto in poi già cominciava ad essere impegnata anche pesantemente con dei debiti assai elevati. Di queste operazioni che vi ho detto prima ce ne sono alcune che sono palesemente rappresentative di questa mancanza assoluta di una progettualità e da proprio dalla mancanza di qualsivoglia valutazione da un punto di vista economico e di sostenibilità, una di queste è proprio l’acquisto e la gestione degli appartamenti adiacenti alla casa di riposo, qui sono stati comprati, come vi ho detto prima, 20 appartamenti con 20 garage al prezzo finale I.V.A. compresa e ripeto I.V.A. compresa perché per la società ha costituito un costo di 2.530.000,00 (duemilionicinquecentotrentamila) mediante l’assunzione, un pagamento di 330.000,00 Euro (trecentotrentamila euro) e l’assunzione di un mutuo di 2.200.000,00 Euro (duemilioni e duecentomila euro), subito dopo è stato sottoscritto un contratto d’affitto della durata di 30 anni, tra l’altro i 30 anni sono la durata massima che un contratto di affitto può avere, ad un canone semestrale di 21.000,00 Euro (ventunmila euro), quindi 42.000,00 Euro (quarantaduemila euro) annui che, tradotti per appartamento, stiamo parlando di circa 160,00 Euro (centosessanta euro) ad appartamento, a fronte, vi dicevo, di un mutuo di 2.200.000,00 (duemilioni e due) che costava alla società 140.000,00 Euro (centoquarantamila euro) all’anno di rimborso tra quota capitale e quota interessi. Qui è palese e evidente che la società non poteva reggere questa situazione, perché chiunque di noi che sostiene, che accende un mutuo dove deve pagarne 140 (centoquaranta) e ne guadagna 40 (quaranta) mi deve spiegare dove va a prendere gli altri 100 (cento), per un pochino di tempo questa operazione è stata in piedi per due motivi: 1° perché per i primi due anni c’era un preammortamento e quindi si pagavano solo gli interessi, numero 2 le normative precedenti comunque potevano acconsentire al Comune di intervenire trasferendo risorse alle proprie società partecipate, come ha detto prima il collega Bizioli, il D.L. 78 del 2010 ha di fatto vietato questo tipo di trasferimenti e che comunque non avevano una logica economica, perché io non è che posso sostenere di comprare un bene perché tanto i soldi li passa il socio continuamente, cioè, ci doveva essere comunque una programmazione, programmazione che non c’è stata. Altra operazione che ha causato gravi danni alla società è quella relativa agli impianti fotovoltaici, qui dobbiamo distinguere due momenti: un primo momento diciamo quando è stato deciso di fare l’operazione per gli impianti fotovoltaici, era l’inizio del periodo in cui questi impianti si sono, come dire, sviluppati un attimino su tutto il territorio nazionale grazie anche agli incentivi nazionali che son stati dati e, devo dire che anche l’acquisto iniziale di questi beni è stato fatto in maniera corretta, nel senso che comunque sono stati acquistati a un prezzo che il mercato comunque era vantaggioso, il problema è che poi è mancata completamente quella che è, diciamo così, l’analisi della gestione di questi impianti, perché dapprima si era pensati di collocarli in un posto dopo di che questo posto non era più fattibile, allora si è deciso di riconvertirli in altri posti, nel riconvertirli sono stati comunque piazzati e collocati con dei contratti capestro nel senso che alcuni sono stati dati in comodato, alcuni sono stati poi ceduti ad altre società, altri sono stati collocati e mai entrati in funzione, anche perché poi c’era un problema di gestione vero e proprio, nel senso che la società ha iniziato questo tipo di operazione, ma poi non aveva le capacità e le risorse interne per poterle gestire per cui impianti mal funzionanti, alcuni mai entrati in funzione, i GSE, cioè che è il contributo che dava lo Stato, molte volte non sono arrivati o quando sono arrivati sono arrivati in ritardo proprio perché non erano state completate le pratiche e tutto questo ha comportato da un lato un forte indebitamento la società nell’acquisto e dall’altro quello che vi ho detto prima cioè una mancanza completa di analisi di quelli che potevano essere i ritorni economici e quindi un danno per la società in termini di incapacità della stessa società di poterli pagare. Ne è un caso quell’impianto che vi ho detto prima cioè quello ceduto alla società Sollievo Solidale che è stata un’operazione di 520.000,00 Euro (cinquecentoventimila euro), cioè l’impianto è stato ceduto per questa cifra con un primo pagamento di 150.000,00 Euro (centocinquantamila euro) tra l’altro garantito dalla Manerba Investimenti stessa, cioè, ha venduto l’impianto, si è fatta dare 150.000,00 (centocinquantamila) tramite un mutuo che la stessa società Manerba Investimenti ha garantito nei confronti di terzi, quindi di fatto si è auto pagata questo, dopo di che ha dato la possibilità di pagare in 20 anni tenendosi però in carico tutte le manutenzioni orinarie e straordinarie, quindi vuol dire che ogni volta che quell’impianto ha un problema paga la Manerba Investimenti. Dopo di che anche li c’è stato un ritardo nella predisposizione della pratica dei GSE, sono arrivati dopo, dopo di che, tra l’altro adesso pare che con l’ultimo vento si siano staccati e si sia riscontrato che sono stati installati non correttamente e queste sono tutte spese a carico della Manerba Investimenti perché, come ripeto, non solo gli ho ceduti e me li han pagati, tra l’altro sottocosto in 20 anni, ma a maggior ragione con tutte le manutenzioni a nostro carico e questo ha comportato sicuramente un danno a carico della società, ma ripeto, questa non è una semplice, diciamo così, cosa sopravvenuta che alla fine ha portato un danno alla società, questa è stata una mancanza di programmazione nell’installazione, nel dotarsi di soggetti in grado di poter installare questi impianti, di verificare i lavori effettuati. Altra operazione particolare che potrei citarvi è, ad esempio, quella del progetto di illuminazione. Alla Manerba Investimenti era stato affidato il compito di gestire tutta l’illuminazione pubblica del comune di Manerba, per …., a un certo punto il Consiglio di Amministrazione decide di dotare tutti i lampioni del Comune di Manerba di un sistema che era chiamato, scusate ma, dibawatt e questo sistema doveva consentire un risparmio in termini di consumo di tutti i 1.046 lampioni presenti sul territorio. Per fare questo son stati comprati questi strumenti e dopo di che questi strumenti dovevano essere installati da una società specializzata, poi, non so per quale motivo, si è deciso di installarli autonomamente prendendo un lavoratore in affitto il quale è andato a collocare tutti questi strumenti sui singoli lampioni e questo ha ingenerato una perdita della conformità degli impianti rendendo tutto l’impianto di illuminazione del Comune di Manerba fuori norma perché installando questo strumento, adesso io tecnicamente poi non sono dentro, installando questo strumento di fatto veniva ad essere in obbligo la massa a terra e, non essendoci, tutti questi lampioni sono andati fuori norma, quindi alla fine il Comune ha dovuto intervenire nel momento in cui poi la società ha restituito questi impianti al Comune stesso nella case di liquidazione ha dovuto intervenire per rimetterli tutti a norma. Anche qui sono stati spesi tantissimi soldi per un’operazione che alla fine non ha portato ad alcun vantaggio. Un’altra operazione particolare è stata di teleassistenza chiamata “Manerba Sicura”, questa operazione prevedeva che la società comprasse tutta una serie di centraline d’allarme che, collegate poi a un servizio telefonico, doveva permettere a tutti coloro i quali si associavano di avere un servizio di teleassistenza. Sono state comprate circa 800 centraline per la spesa di, adesso ve lo dico, un contratto di 382.000,00 Euro (trecentoottantaduemila euro), di queste 800 centraline ne sono state piazzate circa 150 le altre 650 sono tutte depositate presso i magazzini, ormai sono centraline che non sono più, sono obsolete, e comunque non sono in grado di svolgere la loro funzione, alcune di queste oggi stanno continuando a funzionare, quelle poche che si è riusciti ad installare, mi sembra che siano circa 70-80 e, anche qui, sono state acquistate con un contratto di leasing a 380.000,00 senza sapere poi fino in fondo quante ne sarebbero state vendute, se in effetti ci fosse stato un mercato sufficiente a recepire questo, senza quindi un’indagine di mercato, ma soprattutto una volta acquistate poi non c’è stata comunque nessuna, diciamo così, attenzione particolare alla loro collocazione, sono state collocate quelle poche che si è riusciti a collocare, le altre sono state messe là e a tutt’oggi son ancora lì da pagare. Queste sono solo alcune delle operazioni, potrei andare avanti anche con altre, perché poi nella mia relazione ne ho citate altre, diciamo che queste sono le più evidenti. Da ultima possiamo parlare di un terreno acquistato il 06 maggio del 2009 per un valore di circa 320.000,00 Euro (trecentoventimila euro) dando una caparra di 50.000,00 Euro (cinquantamila euro), questo terreno successivamente è stato valutato, perché è stato fatto un contratto preliminare al maggio del 2009 poi, come sapete è cambiata comunque l’Amministrazione, si è contestato questo acquisto perché comunque sembrava spropositato, è stata fatta una perizia e questo terreno è stato valutato 110.000,00 Euro (centodiecimila euro) per cui si è andati in causa, a tutt’oggi la causa è pendente, però intanto la società ha pagato 50.000,00 Euro (cinquantamila euro) di caparra che molto probabilmente la perderà e poi ci potrebbero essere eventuali danni ulteriori legati al fatto appunto che non sia stato dato seguito a un acquisto, però, ripeto, era un terreno agricolo acquistato a quel prezzo in quella data. Ecco, l’insieme di queste operazioni sommate a tutta un’altra serie di considerazioni che emergono chiaramente nella Due diligence che ha fatto il collega Bizioli, nel quale ad esempio sono stati allocati a Bilancio dei valori che sono deliberatamente messi o operazioni deliberatamente fatte per occultare delle perdite, ricordo ad esempio quella allegata all’acquisto anche lì di un terreno acquistato verso la fine dell’anno e rivalutato il 31.12 di 10 volte mi sembra di ricordare come cifra, ecco, cioè tutte operazioni che sono state poste in essere deliberatamente per occultare perdite. Alla luce di tutto questo, cosa ho fatto? Non è che ho valutato queste cose poi ho detto va beh, facciamo un’azione di responsabilità, ho ritenuto opportuno rivolgermi a un avvocato, tra l’altro ho scelto un avvocato che insegna alla Bicocca a Milano, specializzato in società pubbliche e in società commerciali, perché comunque è pur sempre una società commerciale e gli ho sottoposto tutte queste operazioni e lui le ha valutate una a una e a seguito di questo mi ha scritto una relazione dove esattamente mi dice che visto tutto quello che è stato analizzato, dice esattamente queste parole: “non vi è chi non veda che un’azione di responsabilità volta al ristoro del grave danno causato alla società sia a dir poco doverosa, le negligenze sono state talmente evidenti e talmente dannose che sarebbe oltremodo difficile motivare con serietà la mancata instaurazione dell’azione di responsabilità”, per cui alla luce di tutto questo mi sono sentito in dovere di convocare un’assemblea, di sottoporre all’assemblea della società questa proposta di azione di responsabilità e il Sindaco ha ritenuto comunque opportuno e doveroso coinvolgere il Consiglio Comunale considerando che lui rappresenta sì il Comune nell’ambito, come socio della società ma di fatto il Consiglio Comunale è sovrano in questo, ha ritenuto opportuno coinvolgere il Consiglio Comunale e è per questo che oggi io sono qua, a chiedere l’autorizzazione a questo Consiglio Comunale affinchè si possa procedere a questa azione di responsabilità. Grazie.

Sindaco Avv. Paolo Simoni

Grazie Dott. Scardeoni. Chiederei solo al Prof. Mario Gorlani un breve intervento solo per chiarire la necessità di questa azione e, onde evitare che domani mattina magari qualche, qualche giornalino pubblichi i dati completamente sballati.

Prof. Mario Gorlani

Grazie, buona sera a tutti, io non devo aggiungere molto rispetto a quello che vi è già stato ampiamente illustrato dal Dott. Scardeoni e dal Dott. Bizioli, io ho preso i dati che mi sono stati riferiti dal Dott. Scardeoni li ho valutati, ho valutato gli elementi che sono stati portati e, come dicevamo, non ho potuto far altro anch’io che ritenere necessario e imprescindibile la proposizione di un’azione di responsabilità fermo restando naturalmente che l’azione, il proporre un’azione di responsabilità non vuol dire ancora determinare o decretare condanne di nessuno, questo è assolutamente evidente, il Comune nell’interesse pubblico è tenuto ad attivarsi in questo senso, toccherà poi alle autorità giudiziarie competenti accertare se queste responsabilità ci sono o meno. Però questa necessità è particolarmente evidente in considerazione di quello che dicevano appunto i due consulenti, il Dott. Scardeoni e il Dott. Bizioli, cioè il fatto che, pur a fronte di un D.L. 78 che ha posto dei ben precisi limiti alla ricapitalizzazione di società in perdita, il Comune sta valutando l’ipotesi del concordato preventivo che in qualche modo, comunque, impegna il Comune con un’erogazione di finanza straordinaria fuori Bilancio rispetto a quello che è stato fatto fino ad oggi, è stato detto giustamente, è stata una scelta discrezionale ma di una discrezionalità che va evidentemente canalizzata e orientata verso un obiettivo ben preciso e cioè quello di valutare se il danno per il Comune, sia peggio il danno che deriva dal fallimento o peggio invece il danno che deriva dall’impegno finanziario a una liquidazione concordataria della società. In questo quadro, che è appunto un quadro discrezionale ma di una discrezionalità orientata due sono i passaggi imprescindibili che devono accompagnare le decisioni di questa Amministrazione. Il primo è di acquisire un parere dalla Corte dei Conti, è stato detto e non è immaginabile di fare nessun passo senza che la Corte dei Conti in qualche modo avvalli, sia pure nella forma che, giustamente, il Dott. Bizioli ricordava, cioè in termini di massima avvalli l’ipotesi del concordato preventivo e la seconda condizione imprescindibile è che l’Amministrazione si attivi per far verificare da un’autorità giudiziaria se ci sono responsabilità di mala gestio nell’aver causato il debito che oggi l’Amministrazione è chiamata a ripianare con questa forma concordataria. Quindi, da questo punto di vista, senza ripeto e questo lo diceva bene il Sindaco all’inizio voler decretare condanne di nessuno in anticipo, ma è doveroso l’interesse del Comune, del bene pubblico del Comune di Manerba di andare fino in fondo a queste due iniziative e soltanto dove queste due iniziative daranno le loro risposte sarà possibile poi arrivare a una soluzione positiva di tutta questa vicenda, quindi in questo senso anch’io ho avvallato nei pareri che ho reso al Segretario Comunale, al Sindaco e all’Amministrazione la, quella che ritengo la imprescindibilità di un’azione di responsabilità di cui valuteremo poi l’esito alla conclusione del giudizio.

Sindaco Avv. Paolo Simoni

Ringrazio il Prof. Gorlani.

Vice Sindaco Arch. Roberto Gussago

Solo una considerazione, mi rivolgo alla Dott.ssa Lusenti, quei dati e quei numeri che ha sentito qui Dott.ssa Lusenti non ce li siamo inventati. Ho visto che Lei si è messa lì per non prendere una decisione, noi i professionisti li paghiamo ma perché ci diano delle risposte serie e corrette, di fronte a un debito di più di 3.000.000,00 di Euro (tremilioni di euro) e a una serie di azioni che hanno portato a una mala gestio mi sembra che tutti dobbiamo avere il coraggio di prendere una decisione. Noi, come diceva il Sindaco, non siamo qui a fare un processo all’uomo politico che stasera non c’era perché è un uomo politico. Noi avremmo fatto questa azione di responsabilità anche se chi gestiva questa società Manerba Investimenti fosse stata una persona che oggi non è in politica, perché noi siam dell’idea che è ora di iniziare, di smettere che, di pensare che, quando qualcuno sperpera dei soldi pubblici tutto va bene, non succede niente. Se questi soldi sono stati spesi male, c’è stata una mala gestio è giusto che, chi l’ha fatto, indipendentemente che si chiami Rossi, Bianchi o Verdi ne paghi le conseguenze, perché se no continuiamo a andare avanti come siamo sempre andati e forse oggi l’Italia non è messa molto bene anche perché ci sono sempre queste situazioni.

Sindaco Avv. Paolo Simoni

Bene, se non ci sono altri interventi, passerei alla votazione.

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