Tangenti a Nicoli Cristiani: l’ARPA perde credibilità, il reato contestato sia anche danno ambientale e strage

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Franco Nicoli Cristiani, vicepresidente PDL del consiglio della Regione Lombardia ed ex assessore (per due legislature) all'Ambiente. Il 30 novembre è finito in manette, assieme ad altri tre, perché accusato di avere intascato una tangente da 100mila euro: il prezzo che l'imprenditore bergamasco Pierluca Locatelli avrebbe pagato al politico per accelerare l'autorizzazione di una discarica nel Cremonese.

Avvelenati, ribelliamoci! Gli arresti eccellenti e la messa in luce di una sconvolgente realtà lombarda mi inducono a richiamare tutti alla mobilitazione generale. I benpensanti politici del nord che hanno accusato i cittadini della Campania di inciviltà, che hanno promosso l’eccellenza lombarda nel campo rifiuti, cosa hanno da dirci?

Io da italiana che vive in Lombardia, chiedo scusa a Saviano accusato perché parlava di mafia e traffici di rifiuti tossici al Nord, chiedo scusa ai cittadini campani che rifiutavano nuove discariche incontrollate come quelle che per anni hanno avvelenato la loro terra e hanno fatto gioco alle industrie del Nord, spandendo, grazie alle collusioni con la malavita, rifiuti tossici.

Ora i cittadini lombardi vivono la stessa situazione di insicurezza, non avendo più neppure la certezza che l’ARPA, organo regionale di controllo sull’ambiente, sia totalmente indipendente e autorevole nei suoi pareri. Non posso più sopportare che non ci sia una garanzia per la salute, per il territorio, per le future generazioni! Non posso più sopportare che le logiche del guadagno siano così prive di ogni considerazione della vita umana e di come i politici non abbiamo timore ad interagire con persone che rappresentano le metastasi di un tumore ad altissima malignità come la mafia.

Pur nel rispetto del principio della presunzione d’innocenza, per cui nessuno è colpevole fino a sentenza passata in giudicato, chiedo che la magistratura renda pubbliche tutte le località in cui la ditta oggetto di indagini ha lavorato dagli inizi della sua attività. Chiedo che il reato contestato non si limiti a quello di corruzione, ma che preveda il danno ambientale e di strage. Chiedo ai sindaci, alle associazioni ambientaliste,alle associazioni degli agricoltori di mobilitarsi a difesa della salute pubblica e del territorio. Chiedo che tutti i cittadini lombardi siano rappresentati come parte lesa, perché è in discussione la salute di tutti. Chiedo che lo studio legale che difenderà la società autostradale BreBeMi come parte civile, si occupi anche dei cittadini lombardi, anche per riconoscenza di quanto questa opera costerà a tutti noi in termini di consumo di territorio, e per non averci tutelato con azioni preventive di controllo sulla correttezza delle ditte impiegate.

Il pericolo che tutti corriamo è che il problema rimanga circoscritto, e lo si voglia mantenere tale, ad una mazzetta di 100.000 euro trovata in un cassetto, e che in pochi anni vada nel dimenticatoio una vicenda di una gravità inaudita.

Annamaria Damiano

Candidata Sindaco a Desenzano del Garda

coalizione di Centro-Sinistra ( SEL-IDV-DiM-Indipendenti)

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