Quel pasticciaccio brutto del trasporto pubblico desenzanese

Un vero “pasticcio” la vicenda che riguarda il rinnovo dell’appalto pubblico per la gestione del trasporto pubblico urbano e scolastico. Un pasticcio perché ancora una volta ci troviamo di fronte ad un ricorso al TAR. Un pasticcio perché non si è voluto pensare, a più di vent’anni dalla sua istituzione, ad un nuovo e più avanzato sistema integrato di trasporto urbano. Un pasticcio perché dopo marzo non sappiamo se i nostri studenti potranno ancora contare su un servizio essenziale. Un pasticcio perché gestito malamente dal punto di vista tecnico e politico.

Il servizio di trasporto urbano è, e lo sarà sempre più, un servizio decisivo per la comunità come quella desenzanese che per caratteristiche territoriali, frazioni popolose sul territorio, e sociali, forte presenza di popolazione anziana, richiede una sempre più attenta analisi ed elaborazione al fine di permettere una mobilità sostenibile ed efficiente senza ricorrere al traffico privato. L’amministrazione di centrodestra invece naviga a vista con una certa dose di incompetenza e superficialità.

1) La scelta di dividere in due appalti separati, trasporto urbano da una parte e quello per gli studenti dall’altra, appare più’ funzionale ai partecipanti della gara che alle esigenze della comunità. Non bisogna essere laureati alla Bocconi per capire che la parte scolastica” del servizio è la meno appetibile dal punto di vista dei ricavi per il futuro gestore, creando così le condizioni per mandare deserta la gara per il trasporto scolastico mettendone in dubbio il suo futuro. Forse i nostri “esperti” amministratori politici pensavano di replicare in formato mignon la demenziale vicenda Alitalia, tra “good company” e “bad company” ?

2) Ancora una volta si è voluto “trascinare” questo servizio importante invece di affrontarlo con una visione prospettica rivolta al futuro, dovere di ogni buon amministratore. Non si è voluto ripensare i mezzi, troppo grandi e inadatti, sia per il traffico che per il numero degli utenti. Servono mezzi più agili, con consumi inferiori, in maggior numero per garantire maggiori passaggi. Maggiori passaggi garantiscono anche maggiore integrazione tra le diverse utenze: uso alternativo del mezzo privato, collegamenti con L’Ospedale e le periferie, l’utenza scolastica e via dicendo.

Esistono tecnologie già sperimentate in vari paesi europei che garantiscono l’ottimizzazione della rete con evidenti risparmi di gestione. Desenzano non solo creò il servizio con grave ritardo rispetto ad altre località di pari grandezza, ma non si volle neppure prendere in considerazione ciò che gli altri avevano affrontato. Si partì da zero e dopo piu’ di vent’anni siamo ancora fermi.

3) Il ricorso al Tar è dovuto ad un evidente errore da parte dei “tecnici” che non hanno previsto i cosiddetti costi per la sicurezza. Errare è umano, ma un “alto funzionario” del Comune diabolicamente persevera dichiarando sulla stampa locale che non si e’ trattato di una dimenticanza perché : “Non stiamo parlando di sicurezza di un cantiere edile, cosa ben diversa”. Puntualmente il TAR ha giustamente smentito questa tesi. Quale sarà la faccina” che dovremo appioppare a quell’alto funzionario, tra quelle previste dal idicolo progetto ministeriale “mettiamoci la faccia” ? Solo una e molto arrabbiata…come questa:

 

per Sinistra Ecologia e Libertà Desenzano

Francesco Gismondi

 

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