La favola dell’oratorio di Padengopoli

C’era una volta a Padengopoli, paese bagnato da un’incantevole lago, un sacerdote che da molto tempo professava la parola del Signore. Egli decise di far costruire un mega-oratorio. Il progetto fu accolto con gioia e appoggiato con il cuore e con la tasca da tutta la popolazione. Rappresentò un’opera utile e sana per la collettività. Dopo molti sacrifici e con l’aiuto della provvidenza fu inaugurato.

Bambini, adolescenti, anziani, trascorsero nel mega-oratorio giornate fantastiche. Molti praticavano sport all’aria aperta, gli anziani giocavano a carte e ballavano mentre i giovani avevano una grande opportunità di divertirsi con giochi multimediali e manuali. Tutti facevano parte ed erano protagonisti di quel progetto ricreativo-educativo.

Con il passare degli anni il sacerdote invecchiò e con lui anche la vivacità e l’organizzazione della struttura costruita. A questa situazione in declino si aggiunsero degli eventi nefasti che procurarono delle conseguenze altrettanto nefaste: alcuni ladri o vandali entrarono di notte nella proprietà del mega-oratorio, da sempre custodito solo di giorno. Questi scellerati commisero dei danni e il sacerdote, giustamente, decise di esporre denuncia alle autorità preposte. Il prelato però, sia per l’età avanzata sia per la forte emotività, decise di chiudere il mega-oratorio e così, al fine di aver meno responsabilità e preoccupazioni, colpì tutto il gregge per colpa di poche pecorelle smarrite.

Da quel giorno il mega-oratorio è rimasto chiuso. Gli adolescenti, non avendo mai avuto altra scelta, si incontrano nei bar per adulti e alcuni iniziano a bere proprio come gli adulti; i più piccoli si abituano a rimanere in casa soli a guardare la TV e gli anziani hanno iniziato a cercare un nuovo spazio scoprendo che alla loro età c’è ancora qualcosa da reclamare.

E vivono tutti infelici e scontenti, tranne uno.

Luca Speranzini

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