Manerba, San Sivino e la pietra del patto con il Diavolo

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Il promontorio di San Sivino si protende, ripido e scosceso, nel lago tra Manerba e Moniga. Luogo di rara bellezza, da cui si gode una spettacolare vista, custodisce tra le rovine dell’antica chiesa che lì sorge da almeno mille anni, una pietra particolare, legata ad un antica ed oscura leggenda. Muta testimonianza di un patto scellerato concluso tra un uomo e il Principe delle Tenebre.

La storia narra infatti che attorno al 1200 un mugnaio cui andavano male gli affari cedette la propria anima al Diavolo in cambio di ricchezza e prosperità. L’accordo fu suggellato imprimendo su una stele l’impronta della mano, per l’uomo e quella del piede,per il demone.

Quell’abominevole reliquia, anni dopo, venne quindi murata nella chiesa. Il piccolo oratorio campestre di San Sivino si presenta ad un’unica navata con prospetto a capanna; l’interno è a campate ad archi a tutto sesto che reggono un tetto a vista. L’edificio è fatiscente, divorato dall’edera in certi punti… abbandonato a se stesso e ciò lo rende ancor più sinistro e lugubre. Di certo un luogo che di notte, magari con la nebbiolina salita dal lago, potrebbe facilmente mettere i brividi anche ai più coraggiosi.

San Sivino, la pietra del Patto con il Diavolo

Nella parete sud si trova murata la famosa pietra del Patto. E’ una stele di marmo rosso veronese,un materiale pregiato,che poco ha a che vedere con il resto della costruzione,ben più povera. In alto è scolpita una mano destra, in basso l’impronta di un piede, o di un sandalo(una caliga? ), al centro invece campeggia una croce di esorcismo, o meglio, secondo la mia ipotesi, di cristianizzazione.

Tutto l’arco alpino (Val Camonica, Val Saviore…) e prealpino è costellato di impronte, più o meno delineate, di piedi e mani scolpite nella roccia, che nascondono un significativa importanza sacrale, perché rappresentavano per gli uomini antichi la presa di possesso del luogo da parte della divinità, che lì era presente in tutta la sua potenza. Il luogo contrassegnato quindi da tali figure era sacro, meritevole di venerazione e assolutamente da non profanare, per non scatenare l’ira del Dio.

Il cristianesimo nelle nostre zone ha cominciato a diffondersi verso il IV secolo incontrando spesso forti resistenze da parte dei pagani. Per poter attecchire tra la popolazione ha fatto una massiccia opera di cristianizzazione ed “esorcismo” di quelle impronte cui venivano tributati onori divini: diventano quindi le impronte della Madonna o del tal Santo, per spostare la venerazione su attributi cristiani, oppure diventano le impronte del Diavolo, per bloccare la devozione del tutto.

La pietra di San Sivino rientra forse nel secondo caso e a Manerba, infatti, vi erano templi e santuari antichi di varie epoche (addirittura un semicerchio di pietre sommerso presso una spiaggia non lontana dal promontorio. Forse in tempi remoti in questo luogo sorgeva un tempio, a cui la chiesetta si sostituì, e per coprire e scoraggiare gli antichi culti venne tramandata la leggenda del patto col Demonio.

Qualunque sia la verità che si cela dietro queste antiche dicerie, la Chiesa del Patto col Diavolo di San Sivino è un piccolo tesoro della storia e della tradizione, che ben merita la giusta attenzione e tutela.

Armando Bellelli

Per altre foto: http://www.luoghimisteriosi.it/lombardia/ssivino.html

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