“Politiche sociali: fatti non parole – per una famiglia protagonista del nostro tempo”. Note dal convegno organizzato a Desenzano dall’UDC

La famiglia come fulcro della società moderna, vera protagonista del nostro tempo: questo il tema trattato nel Convegno organizzato dall’Udc di Desenzano del Garda nella sede dell’Auditorium di Palazzo Todeschini.

I lavori sono stati coordinati dal segretario dell’UDC di Desenzano Luigi Cavalieri, che, dopo i saluti e la presentazione dei relatori, ha introdotto il tema della serata, spiegando come la famiglia possa essere aiutata e sostenuta attraverso politiche sociali adeguate.

E’ toccato, quindi, a Celestina Angeli, componente del Comitato Provinciale del partito, illustrare, dopo un primo breve riferimento alla storia della nascita delle politiche sociali fino all’affermarsi del welfare state attuale, come si sono sviluppati, nel corso degli anni, tutti quegli interventi pubblici messi in atto dal nostro Paese per garantire il benessere dei suoi cittadini.

L’aspetto sociale del tema è stato sviluppato da Massimiliano Gioncada, consulente giuridico e cultore della materia presso l’Università Cattolica di Milano. Gioncada ha sottolineato che è proprio in tempo di grandi difficoltà che si riscopre la famiglia come ancora di salvezza. Purtroppo l’approccio è spesso solo utilitaristico e questo non è positivo. L’evoluzione della famiglia, in questi anni, si è accompagnata all’evoluzione dei costumi e non tutto può essere affrontato con le leggi. Il ruolo delle Istituzioni si è fatto molto difficile per i bisogni crescenti, un abuso di diritti ed eccesso di domanda. Dare risposte alle necessità della famiglia, oggi, è diventato molto problematico.

Il punto di vista delle Istituzioni, in questo caso l’assessorato ai servizi sociali di Desenzano, è stato esposto dall’assessore Valentino Marostica, che ha illustrato i principali interventi di natura socio-sanitaria e socio assistenziale messi in campo grazie alla programmazione dei Piani di Zona dei Comuni associati. Unire le forze è diventato un obbligo per riuscire a mantenere i servizi e cercare di sviluppare le potenzialità esistenti. La crisi economica ed i tagli alla spesa pubblica non aiutano, i mancati contributi della Regione mettono in difficoltà determinati settori (disabilità ed assistenza agli anziani), a fronte di una crescente domanda di sostegno. Il dialogo col Terzo Settore ed il volontariato, a questo punto, diventa fondamentale per poter continuare a garantire tali servizi.

A rappresentare il pensiero del privato sociale ci ha pensato Nino Sutera, presidente del Forum Provinciale delle Associazioni familiari. La famiglia – ha tenuto a precisare Sutera – non è un soggetto debole da tutelare bensì un soggetto

da aiutare a crescere. Il ruolo della famiglia è determinante per la società, è il primo ammortizzatore sociale del nostro Paese e per questo è necessaria una cultura ed un’organizzazione amministrativa e sociale nuove. Il Comune è il protagonista, ma va anche creata, nei fatti, una metodologia di rete con tutte le realtà esistenti sul territorio per rispondere ai bisogni delle famiglie, oltre a testimoniare vicinanza e fare sussidiarietà.

Il compito di concludere il Convegno è stato affidato all’on. Luisa Santolini, da anni esperta di queste problematiche per l’Udc.

L’on. Santolini  ha tenuto a ribadire che la situazione attuale del nostro Paese non è facile e che al Governo d’emergenza non c’erano alternative. Detto questo, però, le Politiche Sociali sono state relegate in fondo, salvo i positivi provvedimenti della prima manovra del Governo Monti sulla modulazione della franchigia per la nuova IMU sulla prima casa e la detrazione fiscale dei figli a carico per le famiglie. Questi provvedimenti sono stati fortemente voluti dall’UDC che si è vista finalmente riconoscere quegli elementi del quoziente familiare tanto invocati nella politica fiscale in favore delle famiglie. Dopo di che ha sottolineato come il problema famiglia sia fondamentalmente culturale, politico ed economico. In Italia si pensa alla famiglie in base al reddito e non in base alla sua composizione ed al numero dei figli. Le famiglie con più figli sono punite e non ci si deve meravigliare se il nostro Paese ha una forte denatalità che incide pesantemente sulla crescita. Il modello di welfare state migliore, oggi, è quello che sa coniugare solidarietà a sussidiarietà, quello che sa riconoscere il valore sociale della maternità, dell’educazione, della cura verso i soggetti deboli. Dal punto di vista culturale le buone pratiche in campo sociale vanno esplicitate, eppure non si parla mai delle azioni in favore delle donne lavoratrici e madri, dei congedi parentali, del part-time, della conciliazione dei tempi del lavoro dentro e fuori casa. Bisognerebbe istituire un tavolo permanente per questi problemi, che consulti sistematicamente i rappresentanti delle famiglie.

L’Udc intende portare avanti queste battaglie difficili, provocatorie, scomode a volte ed a lungo termine. E’ una scommessa di ampio respiro, a largo raggio, ma che l’Udc non rinuncerà a giocare anche per il futuro.

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