Un vecchio progetto del lungolago di Desenzano, premiato dal Comune 10 anni fa come tesi di laurea

Il lungolago di Desenzano era un tema caldo già una decina di anni fa. Bisognava svecchiarlo e rilanciare l’immagine di una città, che all’epoca contava 5mila abitanti in meno. Basta rinfrescarsi un poco la memoria, riordinare vecchi ricordi e si può rimembrare come sembrasse imminente che fuori dal Comune potesse essere affisso un bando per un concorso di progetti, ma la cosa non è mai accaduta.

Tre laureandi della Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano allora decisero di redire per la tesi un bando e stilare loro stessi un progetto. Era l’anno accademico 2002/2003, ma è poi successo che nel febbraio 2006 proprio il Comune ha premiato con 900 euro l’elaborato “Il lunago di Desenzano del Garda. Idee per la riqualificazione del tratto dal ponte alla Veneziana al Desenzanino” di Elena Chiossi, Michele Colpani e Davide Comaglio.

Il progetto coinvolgeva anche le piazze Cappelletti e Feltrinelli

Dopo mesi di dibattito infuocato sul rifacimento del lungolago di Desenzano dal Vicolo delle Lavandaie al Desenzanino, della “piazza” a lago, della cancellazione (forse sì, forse no) della spiaggia del Feltrinelli, facciamo un passo indietro nel tempo e parliamo di un progetto di cui ormai nessuno a Desenzano forse ricordava l’esistenza.

“All’epoca era un tema caldo – spiegano i tre architetti – e c’erano stati incontri con le parti interessate e studi, ma poi il Comune non ha fatto il bando del concorso. Noi abbiamo così pensato di metterci nei panni del Comune e fare il bando, così abbiamo raccolto tutto il materiale per i teorici partecipanti”. È stata una ricerca puntigliosa, che ha raccolto anche un progetto ottocentesco di rifacimento del porto.

“Abbiamo cercato di realizzare un progetto che raccogliesse le idee di tutti, tra commercianti che si sentono penalizzati senza auto in centro e cittadini che preferiscono non avere auto, ma senza stravolgere l’esistente”.

In questi anni il marciapiede a sud – ossia sul lato delle costruzioni – è stato in gran parte rifatto, ma all’epoca le sue carenze erano parecchie. Studiarono quindi un marciapiede da 4,5 m ridisegnando la strada: il viale alberato sul lato del lago diventava lo spartitraffico al centro della carreggiata, così da ricavare una passeggiata per andare incontro alle esigenze dei commercianti. Delle stesse dimensioni era stata pensata anche sul lato nord, sviluppandosi anche in questo caso sul lago, ma con misure ben diverse dal progetto che sarà concretizzato nelle prossime settimane.

Il monta-auto era previsto tra Piazza Cappelletti e Piazza Feltrinelli

Marciapiedi, passeggiate e strade erano tutte in tutte in porfido, ma con due realizzazioni differenti. L’obiettivo era di creare qualcosa di più attraente dell’esistente, ma con riferimenti ad esempi dal Nord Europa per la sicurezza ciclopedonale.

Nella ridefinizione del lungolago era anche stata ipotizzata la liberazione dalle auto di Piazza Cappelletti e Piazza Feltrinelli, installando tra le due un monta-auto da 60 posti interrati con impatto visivo modesto. All’epoca il Comune prevedeva un potenziamento del trasporto urbano all’ingresso del paese arrivando da Padenghe con l’ampliamento – effettuato – dei parcheggi di Via Vighenzi, così lì, tra la spiaggia del Desenzanino e l’ex vivaio pensarono a un infopoint e a una zona di interscambio per trasporto pubblico via lago.

Al concorso di idee o di progetti non si è più pensato e oggi i cittadini si sono trovati di fronte a un già deciso intervento da 5 milioni di euro. La popolazione non è stata interpellata sul futuro del proprio paese e così le critiche non sono mancate. “L’amministrazione dovrebbe puntare sui giovani con tante idee e – concludono i tre ormai ex studenti – la comunità potrebbe poi dare la propria opinione sui progetti. È un vizio delle amministrazioni mettere la gente davanti al fatto compiuto”. EG

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