Un incontro-intervista con Oliviero Beha per scoprire l’Italia tra calcio e politica attraverso lo sguardo di un grande osservatore del nostro tempo

Oliviero Beha

Oliviero Beha racconterà l’Italia che ha conosciuto in quasi quarant’anni di giornalismo, durante i quali si è occupato di sport, costume e politica con uno stile sempre graffiante e ispirato al migliore giornalismo di inchiesta e di denuncia.

L’appuntamento è programmato nell’ambito del ciclo di incontri pubblici che VivaValtenesi organizza dal 2010 con il nome “Fai la cosa giusta”, ispirato al rapporto tra etica e le diverse dimensioni del sistema sociale, dall’economia alla politica. Con Oliviero Beha è la volta dello sport, negli ultimi anni costantemente al centro di inchieste, scandali e comportamenti scorretti e illegali.

Il ciclo “Fai la cosa giusta” ha permesso ai cittadini della Valtènesi di incontrare direttamente alcuni protagonisti e osservatori tra i più importanti della vita pubblica del nostro Paese: Giuseppe Frigo, Gherardo Colombo, don Andrea Gallo, padre Bartolomeo Sorge, Massimo Mucchetti.

L’incontro è patrocinato dall’Unione Comuni della Valtenesi, dal Comune di Padenghe d/Garda e con il sostegno della BCC DEL GARDA.

VivaValtenesi è un’associazione senza fini di lucro che intende promuovere una tutela attiva delle risorse e delle comunità del Lago di Garda a partire dai sette comuni adagiati sulla costa bresciana tra Desenzano e Salò. Ha sede a San Felice del Benaco e ha organizzato tra 2010 e 2011 numerosi incontri e attività volti alla sensibilizzazione delle comunità locali sul valore delle risorse del territorio e l’esigenza di tutelarle in modo attivo.

Oliviero Beha

Nato a Firenze nel 1949, ha iniziato a fare il giornalista con TuttoSport e Paese Sera, e dal 1976 al 1985 è a La Repubblica, come inviato, dove si occupa di sport e società, con inchieste in molte parti del mondo e seguendo le manifestazioni sportive internazionali più importanti a partire dalle Olimpiadi.

Editorialista e commentatore anche politico per Rinascita, Il Messaggero e Il Mattino (e successivamente per l’Indipendente), nel 1987 inizia l’attività televisiva con Andrea Barbato conducendo “Va’ pensiero”, un contenitore culturale in onda su Raitre tutte le domeniche.

Nell’aprile 1992 dà vita a “Radio Zorro”, il programma di servizio di RadioRai più premiato negli ultimi anni, che nell’ottobre ’95 si fonde con lo storico “3131. “Radio Zorro 3131 diventa il caso radiofonico dell’anno: oltre 100 mila richieste di intervento piovono in redazione da tutta Italia e nel corso dell’ora e mezza di diretta arrivano in media 300 telefonate.

Dal settembre 1998 è di nuovo ai microfoni di Radiorai con “Radioacolori” fino a quando – nel settembre 2004 – la tanto seguita trasmissione radiofonica viene improvvisamente soppressa. Dall’inizio del 2010 è in onda con il programma settimanale Brontolo, nella mattinata di Rai3, dedicato all’approfondimento di questioni politiche e sociali.

È membro della sezione italiana del Club di Budapest, un’associazione internazionale dedicata a sviluppare un nuovo modo di pensare e nuove etiche che aiuteranno ad affrontare i cambiamenti sociali, politici ed economici del XXI secolo.

È autore di testi teatrali, saggi e raccolte di poesie. Il primo romanzo, Sono stato io (Marco Tropea Editore, tre edizioni), è in libreria nel 2004. L’anno dopo pubblica Crescete & Prostituitevi (BUR) e Trilogia della Censura (Avagliano Editore). Nel 2006 è la volta di Diario di uno spaventapasseri (Marco Tropea Editore) e Indagine sul calcio (BUR, Oliviero Beha e Andrea Di Caro). Segue Italiopoli nel 2007 (Chiarelettere, prefazione di Beppe Grillo) e Il Paziente Italiano (Avagliano Editore) nel 2008. Nel 2009 pubblica il romanzo Eros Terminal (Garzanti editore) e nel 2010 Dopo di lui il Diluvio (Chiarelettere). Nel 2011 pubblica Meteko, una raccolta di poesie che riceverà anche il Premio Laudomia Bonanni, e Il calcio alla sbarra insieme a Andrea di Caro (Bur).

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