La Tav tra Garda e colline: un danno economico per il turismo e la produzione enologica

Diciamo le cose come sono realmente, la TAV tra Milano e Venezia, con fermata intermedia a Verona, è inutile. Serve solo a chi la costruisce. Già oggi si può già coprire il tragitto tra il capoluogo lombardo e quello veneto in due ore e mezza (gli ultimi trenta minuti sono per Padova-Venezia dove il treno evidentemente non può correre), ma il dato di fatto è che la domanda è per le brevi distanze.

Nel 2007 l’87% dei biglietti ferroviari era per tratte inferiori ai 50 km: dalle piccole stazioni verso le metropoli o i paesi più grandi, spostamenti di operai, colletti bianchi e studenti. Al momento è insignificante anche la domanda di trasporto merci. Il dibattito sulla linea ad altà velocità però tocca anche la questione ambientale che qua sul Garda vuol dire vino e turismo.

Finora però ne hanno parlato solo le associazioni ambientaliste con l’interessamente del Consorzio di Tutela del Lugana, che vederebbe parte dei vigneti eliminati dai cantieri. La politica per ora ha detto e fatto poco e non esiste un progetto pubblico. La tratta che interesserà il Garda (Lonato, Desenzano, Pozzolengo, Sirmione, Peschiera) è ancora in fase di progettazione, ma si sa che i costi dagli 1,5 milliardi di euro del 1991 per la tratta Milano-Verona sono lievitati a 4,2 miliardi.

A fine febbraio intanto se ne è parlato a Desenzano, in un incontro organizzato dalla candidata sindaco Annamaria Damiano (Sel, Idv e Desenzano in Movimento) con ospite l’ing. Ivan Cicconi, autore del volume “Il libro nero dell’Alta Velocità”. “Non c’è una domanda di questo servizio tra Milano e Venezia e l’attuale infrastruttura – ha detto Cicconi – è usata al 60% delle proprie potenzialità e integrarla con un binario costerebbe un decimo e il servizio sarebbe migliore. Così si vuole dare denaro alle lobby delle grandi imprese senza dare un servizio a nessuno”.

Non va dimenticato che il TGV, l’alterego francese già attivo, è in perdita. Questi sono trenti sensati e convenienti su tratte oltre i 300 km, altrimenti tengono la velcità di punta per pochi minuti e perdono ogni senso di esistere.

Il tempo però stringe e sono i sindaci a doversi muovere. Tagliare queste campagne, già sezionate da strade, autostrade, ferrovie e tangenziali, vuol dire rovinare un bene comune quale il paesaggio, che da queste parti ha anche una funzione turistica. Varebbe la pena di approfondire la questione e capire quali sarebbero i danni economici. Si parla tanto di promozione dei prodotti del territorio, turismo, produzioni vitivinicole, salvaguardia ambientale, ma per una vanità di inutile modernizzazione…

5 Comments

  1. Dopo l’approvazione definitiva del Piano Integrato d’Intervento che porterà in dote un nuova passeggiata a lago di circa 8mila mq, la città resta ora in attesa del parere della Soprintendenza sulla variante del progetto che “salverà” la spiaggia Feltrinelli. Nel frattempo si discute ancora su quei 49mila mc concessi alle Tassere, un’area potenzialmente vitivinicola.

    “È vero che è territorio del Lugana – spiega l’assessore all’urbanistica Tommaso Giardino – ma non è mai stata coltivata al tal senso ed è incolta da 20 anni. Né noi né la Provincia l’abbiamo riconosciuta come ambito agricolo strategico”.

    “Non è un ambito agricolo strategico della Provincia perché il Comune – commenta il consigliere Maurizio Tira – non lo ha suggerito come tale”. “È una zona perimetrata dal Lugana – fa eco Rudy Bertoni – ed è vocata a un’agricoltura di pregio, anche se per ora non è attiva, ma sarà una zona di ampliamento del Lugana la cui zona di produzione perderà decine di ettari per la Tav”.

    La nuova linea ferroviaria che percorrerà l’entroterra rivierasco potrebbe cancellare almeno il 20% dei 1.000 ettari e poco più coltivati a “Trebbiano di Lugana”: con l’ultima vendemmia si produrranno 9,5 milioni di bottiglie. Nata per sveltire i collegamenti europei, rischia di distruggere una zona di pregio enologico, caratterizzata da terreni molto argillosi.

    I vigneti potrebbero migrare altrove e una delle zona indicate come ospitale sarebbe la campagna attorno alle “Tassere”, oggi incolta, ma con attorno già tre aziende vinicole. Già alcuni anni fa il Comitato del Parco Colline Moreniche del Garda aveva proposto un tracciato alternativo più a sud per salvare la produzione.
    E.G – Il Giorno – Brescia, 5 novembre 2011

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  2. Ho navigato più di 3 ore in rete, ma non avevo ancora trovato un articolo così
    interessante. Se tutti i blog avessero contenuti fatti così bene, il web sarebbe molto più
    interessante da leggere. Un sincero saluto.

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