Bicentenario del Collegio-Convitto di Desenzano (1812-2012). Un allievo eccezionale: Giovanni Treccani

Lo studioso Edoardo Campostrini, prima alunno e poi docente al Liceo Girolamo Bagatta di Desenzano, è autore di vari libri: l'ultimo è “Girolamo Bagatta: una Vita per un Liceo”

Sarebbe bello ricordare tutti gli alunni che sono transitati nel Collegio-Convitto fondato 200 anni fa da Girolamo Bagatta, ma necessariamente ci si deve limitare a quelli che più di altri hanno raggiunto onore e gloria. E più di tutti è doveroso ricordare colui che fu il capofila di una lunga schiera, Giovanni Treccani degli Alfieri.

Nato a Montichiari il 3 gennaio 1877 da Pancrazio Luigi, negoziante di tessuti, e da Giulietta Gaifami nobildonna di Castiglione delle Stiviere, a 12 anni, nel 1889, entrò nel Collegio-Convitto di Desenzano del Garda e fu iscritto nella Scuola Tecnica. Era Direttore di quella Scuola Giovanni Rambotti (1817-1896), che fungeva anche da Preside del Ginnasio-Liceo, uomo di vasta cultura, primo sindaco di Desenzano dopo l’Unità d’Italia, famoso tra gli scienziati per i suoi studi preistorici. La Scuola Tecnica di Desenzano, aperta già dal 1861, era la più antica della provincia, e questo giustifica ampiamente la scelta dei genitori di Giovanni. Il giovane studente dimostrò una precoce passione per la musica (suonava la tromba e la chitarra) e per il teatro, nel quale si esibì anche come attore. Tutto ciò conferma la vitalità della pedagogia bagattiana, in cui trovava spazio, accanto alle discipline curricolari, la ginnastica, il teatro, la musica, le lingue straniere, la religione, ecc. Da Desenzano passò nel 1892 al regio Istituto Tecnico N. Tartaglia di Brescia, il cui corso di studi gli parve però incompleto e scarso di prospettive (conferma indiretta della superiore bontà dell’istituto desenzanese). A questo punto uno zio materno, che viveva a Milano, lo mise a contatto – entusiasmandolo- con gli impianti tessili di una delle maggiori industrie di allora e poi lo aiutò finanziariamente a trasferirsi nel 1895 presso la migliore scuola tessile del mondo, a Krefeld, in Germania. Tornato in Italia dopo due anni, fu assunto da varie industrie tessili, percorrendo in tal modo tutti i gradini dirigenziali. Salvò stabilimenti in crisi, riportandoli alla piena attività. A 37 anni  aveva raggiunto il grado più elevato della gerarchia industriale.

La crisi economica mondiale 1929-1933 si rivelò per Giovanni Treccani una grande occasione, che si tradusse nel passaggio dall’attività di imprenditore industriale a quella prevalente di imprenditore culturale. Tale svolta nasceva, come egli disse, “dal concetto che l’industria è debitrice di tutto alla scienza“. L’intensa attività a vantaggio della cultura e dell’arte diede vita a mille iniziative, tra le quali si annovera  il recupero della Bibbia di Borso d’Este, che dopo mille peripezie, stava per emigrare in America. La acquistò per circa 5 milioni di lire e la consegnò alla Biblioteca Estense di Ferrara. L’impresa generosa gli valse prestigio e onore e la nomina a senatore. Ma il suo sogno più grande fu il progetto di un’Enciclopediaitaliana in 36 volumi e 300.000 voci. Preventivo di spesa: 54 milioni. Fondò nel 1925 l’Istituto Giovanni Treccani, che, nell’atto costitutivo, afferma di ispirarsi alla coscienza del glorioso passato del Popolo italiano. L’impresa ciclopica proseguì attraverso varie vicende, che costarono al fondatore “indicibili sofferenze”, finché una legge speciale del 1933 riconobbe il carattere nazionale della grande opera, che vide l’uscita dell’ultimo volume nel 1937. Arduo sarebbe elencare tutte le iniziative e realizzazioni di G. Treccani, dal Dizionario biografico degli Italiani alla Presidenza della Società per la storia del Risorgimento, dalla Storia di Milano in 16 volumi all’intensa attività di collezionista di opere d’arte.

Questo figlio della terra bresciana si arricchì come imprenditore abile e fortunato, ma ebbe sempre chiara l’idea della funzione sociale della ricchezza, sostenendo che “il capitale ha ragion d’essere in quanto sia propulsore di bene e di prosperità per una maggiore giustizia sociale“.

Morì a Milano il 6 luglio 1961.

Edoardo Campostrini

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