Editoriale del n° 18 – 1 aprile: Se tu non sei candidato, forse lo è il tuo vicino di casa.

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A Desenzano del Garda non si erano mai visti così tanti pretendenti alla carica di sindaco. Nel momento in cui scrivo – questo numero è andato in stampa il 22 marzo – ci sono 11 candidati, sostenuti da un numero spropositato di liste. È vero che siamo un Paese tanto affezionato al proporzionale, ma questo è un dato che dovrebbe far riflettere e io continuo a pensare che qualcosa non sia funzionato.

Da quando sono i cittadini a scegliere il sindaco – e non più il consiglio comunale – solo nel 1994, quando Massimo Rocca vinse il ballottaggio con Marco Palvarini, si erano registrati 7 candidati con 11 liste. Sembravano tantissimi. Era una frammentazione figlia del terremoto nazionale di Tangentopoli, ma nel 2012? Il proliferare di cotante liste vuol dire che tanti sono gli scontenti degli attuali gruppi in consiglio comunale, da cui non si sentono rappresentati e quindi vogliono partecipare, dire la propria, ma vuole anche e soprattutto dire che i partiti non sono stati capaci da fare da architrave per grandi coalizioni e quindi raccogliere le vere liste civiche attorno a un progetto politico.

L’uscente sindaco Felice Anelli nel 2007 era sostenuto da 5 partiti e 3 liste civiche e forse proprio le scelte e i ritardi nella nomina del candidato e delle alleanze hanno favorito il proliferare di certe liste. Alcune sono senza speranza, una semplice apparizione sui giornali e nelle piazze, una nota sul curriculum vitae per appassionati di politica.

Se andate in piazza una delle domeniche di aprile, probabilmente scoprirete che un messo comunale è stato incaricato di consegnare ai cittadini che vorrebbero passeggiare una cartina con la disposizione dei gazebo elettorali dei candiati. Un servizio sempre molto apprezzato alla fiere e che in queste settimane potrebbe servire per districarsi tra le meraviglie della politica. Queste elezioni saranno ricche di sorprese e la campagna elettorale sarà particolarmente impegnativa, ma con così tanti candidati sarà impossibile un confronto elettorale classico: ognuno potrebbe fare un solo intervento (quindi, sarebbe inutile) oppure sarebbe necessaria una maratona di alcune ore (con pop-corn e gassosa).

Sarà inoltra una perdita di tempo cercare di convincere parenti e amici a votare il vostro preferito, probabilmente anche loro si sono candidati. Ogni lista deve avere tra i 175 e i 350 sottoscrittori e la cosa curiosa è che con così tante liste, facendo due calcoli, si vorrebbe quindi mobilitare almeno un quarto degli elettori desenzanesi già prima del voto. EG

P.S. Per la cronaca ci sono (li elenco nell’ordine in cui sono apparsi all’ingresso della lizza): Renzo Scamperle con la sua Desenzano Civica, sostenuto anche da Comune Amico; Rosa Leso, vincitrice delle primarie del Partito Democratico, sostenuta anche dalla civica Aria Nuova; Annamaria Damiano per la coalizione Sinisra Ecologia Libertà, Italia dei Valori e Desenzano in Movimento; Luisa Sabbadini “portavoce” del Movimento 5 Stelle; Rino Polloni per la Lega Nord; Luisa Loda per la Lega Lombardo Veneta; Pietro Avanzi canidato con Desenzano Tricolore, che riunisce La Destra, Fiamma Tricolore e Forza Nuova; Maria Ida Germontani per Futuro e Libertà per l’Italia, senza escludere liste civiche di sostegno; Esterino Caleffi con la civica Progetto Desenzano; Luigi Cavalieri candidato per UDC e Partito della Libertà; poi c’è l’Unione Padana, ma il nome dell’aspirante sindaco indipendentista non è ancora stato reso noto nel momento in cui andiamo in stampa. Sul prossimo numero li intervisteremo uno ad uno.

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