Grazie TAV. Lettera aperta a Mauro Moretti, amministratore delegato Trenitalia. Atto 2

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di Antonio Scanziani Champ - Atto secondo

Argomenti della prima puntata: Chiusura dei treni notturni: 800 esuberi – Il “Corridoio 5”: collegamento Lisbona / Kiev (rete viaria, ferroviaria, aerea) – Il “Corridoio 5” e l’alta velocità ferroviaria (TAV):km. 4196 – TAV: tre scartamenti differenti tra i treni iberici, europei ed ucraini – Il percorso TAV Lisbona/Kiev più utile e conveniente dei voli “low cost”?

Cisalpino, l’avventura italo svizzera di Trenitalia = un treno su dieci non arrivava a destinazione!

Egregio signor amministratore delegato,

mi sento in dovere narrarle, nel caso non li conoscesse perfettamente, i punti essenziali della vicenda. Cisalpino. Cisalpino SA è una società partecipata pariteticamente da Trenitalia e dalle Ferrovie Federali Svizzere (FFS). Effettuava collegamenti ferroviari internazionali tra Firenze, Trieste, Venezia, Milano, Livorno, Zurigo, Ginevra e Basilea. Da dicembre 2005 Cisalpino aveva preso in gestione la totalità del traffico (escluso quello notturno) fra l’Italia e la Svizzera.

Secondo le statistiche parziali del 2009 la società Cisalpino aveva effettuato 961 corse utilizzando gli ETR. Sul totale delle corse, 473 (49,22%) avevano un ritardo maggiore o uguale di 5 minuti, 273 (28,41%) avevano un ritardo maggiore o uguale a 15 minuti, 103 (10,72%) invece subirono soppressioni parziali o totali dei percorsi. In pratica un treno su dieci non arrivava a destinazione o non percorreva l’intero percorso previsto. Il ritardo medio rispetto alla statistica delle Ferrovie Federali Svizzere era di 12,56 volte superiore. Frequentemente risultava raro trovare una toilette funzionante a bordo degli ETR 470. E’ successo che convogli abbiano dovuto effettuare una sosta forzata in una stazione per permettere ai viaggiatori di utilizzare i servizi igienici in loco. La Cisalpino S.A. aveva ricevuto, da parte dell’Ufficio Federale dei Trasporti svizzero una richiesta di chiarimenti sul degrado dell’esercizio verificatosi dopo il cambio dell’orario di dicembre 2008. L’Ufficio Federale chiedeva di indicare anche i provvedimenti volti al recupero della normalità. In base alla risposta sarebbero stati valutati provvedimenti a carico di Cisalpino, tra cui non era stato escluso il ritiro della concessione. In seguito alle assicurazioni fornite dalla società, la concessione veniva confermata. In conseguenza al cambio dell’orario del 14.12.08 la Cisalpino aveva anche aumentato le tariffe, ed aveva eliminato le facilitazioni per i giovani (dai 16 ai 26 anni) normalmente applicata nei viaggi frontalieri. Questa decisione fu fortemente contestata, ma nessun organo di informazione italiano all’epoca se ne è interessato. Credo che non sia mai successo a nessuna linea ferroviaria di essere così disprezzata. L’esasperazione dei passeggeri è arrivata ad un punto tale che un gruppo ha dato vita ad un sito WEB tuttora esistente, anche se non aggiornato (http://www.cessoalpino.com/it/) dal titolo altamente significativo: “Cesso Alpino”. E’ stato creato un marchio, e sono state vendute magliette e cappelli. Questi sono i marchi:

Cisalpino: la rinuncia delle ferrovie Federali Svizzera e la sospensione del servizio!

Un triste vicenda che non depone certo bene per l’immagine all’estero del servizio offerto dalle FS/Trenitalia. La storia è finita con la messa in liquidazione della società. La decisione è così commentata nel sito WEB “Finanziachiaro.it” che riproduce un servizio della giornalista Françoise Gehring apparso il 05/02/2009, dal titolo CISALPINO : LA PAZIENZA SVIZZERA AL CAPOLINEA, ed ecco l’introduzione: “Corre ormai su binari sempre più roventi, il Cisalpino. Dopo la rabbia degli utenti, l’altro giorno al capolinea è giunta la pazienza delle autorità federali: l’interminabile catena di disservizi deve terminare. “Non posso andare a Bruxelles a ritirare un premio per la politica dei trasporti svizzera e assistere senza reagire ai disagi causati dal Cisalpino”. Sono le parole del consigliere federale Moritz Leuenberger che l’altro giorno ha commentato i passi intrapresi dal suo dipartimento (ambiente, trasporti, energia e comunicazioni) relativi alla vicenda del Cisalpino.” Parole durissime quelle del Consigliere Federale. Se tuttavia non dovesse conoscere o ricordare la vicenda, potrà prendere visione dell’ articolo cliccando:

(http://www.finanzainchiaro.it/dblog/articolo.asp?articolo=2373#ixzz1omeOSHaZ).

In Svizzera il treno è considerato come vetrina per i turisti stranieri

Vorrei lei riflettesse un momento sulla reazione del consigliere federale, incarico che in Italia corrisponde a quello del ministro. La Confederazione Elvetica è una piccola nazione con una fiorente industria altamente specializzata, bastano forse tre esempi: i settori chimico-farmaceutico, agroalimentare e orologiaio. I nostri vicini d’oltralpe hanno inoltre due piazze finanziarie di valore mondiale come Ginevra e Zurigo, ospitano importanti enti internazionali tra cui il CIO (Comitato Internazionale Olimpico), l’ONU e così via. Nonostante ciò sanno bene che una parte importante del PIL deriva dal turismo e considerano questo settore vitale. Mi rendo conto come sia difficile per un importante dirigente o per un politico italiano vivere la nazione come fanno i normali cittadini o i turisti stranieri. Viaggiano in “business” (un tempo veniva chiamata prima classe) sugli aerei, in “prima” sui treni e nelle cosiddette “auto blu” con autista nei normali spostamenti, talvolta le auto sono precedute da motociclisti e automobili di scorta. Difficile che questa “classe” di privilegiati possa rendersi conto di quei, diciamo, “rarissimi” disservizi che possono capitare a chi viaggi con i mezzi pubblici. Invece in Svizzera il presidente della repubblica copre questa carica rappresentativa contemporaneamente a quella di consigliere federale, ossia ministro a capo di un dicastero.

Non si tratta di un cumulo di cariche, infatti la presidenza cambia ogni anni a turno tra i consiglieri federali. Un bel risparmio per l’erario. Certo la vicina repubblica è una piccola nazione e non è costretta a “pompa magna”. Ritornando al nostro discorso, il presidente della Confederazione Elvetica, si reca con i propri mezzi al lavoro e spesso questi mezzi sono il treno, il tram o l’autobus. Ha quindi modo di “vivere” come i suoi concittadini. Ecco la ragione per cui, di fronte ai disastri della gestione Cisalpino, il consigliere federale Moritz Leuenberger è intervenuto drasticamente decidendo la revoca della concessione.

Gli svizzeri dunque danno molta importanza ai servizi pubblici, tra cui appunto le FFS (Ferrovie Federali Svizzere). I treni sono una vetrina della nazione. Tutti i treni e non soltanto le prime classi dei TAV come in Italia, dove si offrono bibite e giornali. Sugli stessi treni di lusso italiani, in seconda, capita di non poter entrare nei WC perché fuori uso. Provi a salire su di un treno regionale, in seconda classe, in stagione li troverà pieni di stranieri, non soltanto immigranti, ma soprattutto turisti. Se vorrà fare quest’esperimento la prego di volermi riferire di che tipo di percezione della Nazione potrebbe avere un turista straniero. L’immagine dell’Italia non è fatta soltanto di mare, spiagge, monumenti e buon cibo o vino.

So che lei, nonostante quisquiglie del tipo Cisalpino, sicuramente di poco conto, gode di grande stima e considerazione in Italia, per come gestisce Trenitalia e per come progetta, con i suoi collaboratori, le linee della TAV e della TAC. So anche che il concetto e la realizzazione di TAV e TAC sono considerati forieri di grandi sviluppi per l’Italia, tanto che lo slogan negativo dei contestatori (NO TAV), secondo coloro che si sono succeduti nei vari governi italiani dalla fine degli anni ottanta ad oggi, dovrebbe essere tramutato in GRAZIE TAV, che è appunto il titolo di questa mia lettera aperta.

Le porgo cordiali saluti,

alla prossima

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