Il mago e la regina. Cronaca di uno sciame in partenza per la villeggiatura

A notte fonda ci furono avvisaglie: graffianti, ripetute risonanze di sirena, affievolitesi lentamente in un balbettio stentato. Poi, il mastio torna a dormire placido: ogni suo pertugio è nido, riparo di uccelli, nottole, insetti, terreno fertile di urticacee. Il silenzio si protrae fino all’alba. Dopo una notte incerta, in una radiosa mattina di maggio, la regina lascia il Castello seguita da una miriade di sudditi fedeli. Così come fece la Marchesana di Mantova in gita a Sirmione “con i suoi nanetti inghirlandati”, fa visita alla Piazza; ne osserva con curiosità ogni angolo per poi intrufolarsi in una “passeggiata” di vetrine, naturalmente dal carattere prettamente femminile. Rincorre le luci e si sofferma talora per meglio apprezzare i bei capi esposti. Poi ritorna all’aperto per godere la bellezza del sole. Dopo qualche giro in tondo, attratta dal profumo del gelsomino, si posa sul balcone di Dirce. Lì, attende il Mago. Qualcuno ha fatto sapere che arriverà al più presto.

Tutti sono in trepida attesa: la Regina, la Corte, la figlia di Dirce, mentre nella piazza gremita di un popolo internazionale, c’è un brusio stupito, pieno di curiosità. “Regarde, la reine!”. Clic! Clic! “The queen”. Clic!Clic! “…ohh die koeningin”… Clic! Clic! “La legina…”. Clic! Clic! Tutti con il naso all’insù a fotografare questo singolare spettacolo.

Poi, dopo una conveniente attesa, il mago arriva: il momento è solenne, consacrato dal Rito del Fumo. Intanto, nella piazza colma di gente di ogni lingua e colore, continuano gli scatti fotografici che immortalano le ribelli folate del fumo e i movimenti che lo regolano: si odono commenti: “Schon!”, “Che spettacolo!” “…ohhh!” “Piquez! Piquez! Il faut piquer!” (come prevedibile, pure in vacanza, la “grandeur francese” non perde l’occasione di manifestarsi!).

Dopo un tempo ragionevole, l’ultimo suddito si riunisce alla regina e il Rito del Fumo termina. Ora, si può pensare alla villeggiatura. La regina, con il suo seguito, è pronta per la partenza, ospite d’onore nella reggia del Mago. Dalla Piazza si alzano gli applausi ed anche stavolta, a Sirmione, la Natura ci ha regalato un mirabile evento, applaudito, fotografato, gradito da un pubblico internazionale. E per giunta, gratis!

C’è un buco nero sulla parete della torre nord-ovest del Castello Scaligero di Sirmione, accanto all’apparecchio d’allarme ben visibile dalla Piazza, che, miracolo della Natura, da anni è diventato un favo perfetto. Ogni inizio estate, uno o due sciami escono per far posto ad una nuova regina ed alla sua corte. Quando ciò accade è necessario proteggere le api cacciate per rispettare l’ecosistema.

Ancora una volta interviene quindi Antonio che con provata maestria e con l’aiuto del fumo, raduna in una grossa scatola uno sciame di più di tremila api che ci garantiscono la continua impollinazione dei fiori ed anche tanto dolcissimo miele per la soddisfazione dei più golosi.

Mariarosa Buffa

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