Intervista all’imprenditore Renzo Scamperle, candidato sindaco per Desenzano Civica

renzo scamperle

Renzo Scamperle, candidato sindaco per Desenzano Civica

È stato il primo a presentarsi nella corsa elettorale per le elezioni amministrative di Desenzano del Garda, fissate il 6 e 7 maggio. Era il 5 novembre e il giorno dopo si votava per le primarie del PD (vinte da Rosa Leso). Con la sua “Desenzano Civica” Renzo Scamperle, classe 1946, ha scelto di sorvolare sui partiti (che lo hanno cercato) e scendere in campo con una civica e tre parole chiave: lavoro, onestà, libertà. È un noto imprenditore desenzanese (nel 1976 ha fondato la Plasticwork) e da mesi gira tra centri e frazioni per presentarsi e raccoglierne le istanze.

Il suo nome anche in passato è stato più volte indicato come il probabile candidato sindaco prima di Forza Italia e poi del PdL. Era realtà?

Mi sto proponendo per Desenzano perché ho avuto stimoli dai cittadini. Metto a disposizione la mia etica e la mia professionalità: non ho interessi di parte o altri interessi da generare. In passato il mio nome era uscito senza chiedermelo, l’ho saputo dai giornali.

Però nelle scorse settimane si è parlato di un avvicinamento della suo gruppo al PdL.

Ho letto, ma il mio nome è stato avvicinato per comodità. Noi ci raccordiamo con liste civiche, con cui auspichiamo la condivisione di un progetto e della mia persona. Abbiamo nulla contro i partiti, ma oggi la società civile deve fare una presa di responsabilità e da questo è iniziato il nostro percorso. Oggi i politici sono un esempio negativo e stanno allontanando la gente dalla voglia di partecipare.

Quali sono i punti chiave del vostro progetto?

È un progetto serio e concreto da pensare nel medio e lungo periodo. Servono metodo e concretezza con il coinvolgimento della gente, che deve essere parte attiva, propositiva, al centro. Turismo e commercio sono la macchina che crea lavoro e benessere, ma deve essere sempre un turismo sostenibile, non massificato: servono proposte di qualità, partendo da progetti culturali importanti.

Che oggi mancano…

Oggi Desenzano è percepita come una citta non viva, dobbiamo cambiare questa percazione: debbiamo tornare con il gusto del bello. A Natale non c’era nemmeno un albero, i turisti non sanno nemmeno dove è la villa romana. Il turista in estate arriva e deve esserci una valida accoglienza, ma in inverno dobbiamo portarlo concretizzando quelle piccole idee che possano richiamare le famiglie, come un bel mercatino da Via Santa Maria a Via Roma o una pista di pattinaggio sul ghiaccio. Devono venire anche le famiglie, basta alla devastazione del venerdì sera!

Se si parla di futuro, eventi e cultura, non si può non parlare anche del castello.

Sono 18 anni che è lì. La Caserma Beretta è un gioiello lasciato in mano ai piccioni. Il castello può ospitare un museo, una pinacoteca. Qualcuno aveva ipotizzato degli uffici, assolutamente no! Per sistemarlo si possono fare finanziamenti con la dismissione dei beni comunali, prché ci sono immobili per 6 milioni di euro, ma anche con fondi europei o project financing. Il castello deve diventare l’opera d’arte di Desenzano, ma la cessione dei beni deve essere fatta prospettando la Desenzano futura, senza però dismettere qualcosa che tra qualche anno potrebbe servire: come le aule della ex ragioneria che possono essere luoghi di aggregazione.

Nella vostra Desenzano del futuro quindi cosa c’è?

Ci sono il palazzetto polifunzionale, il castello, il rilancio del turismo, la valorizzazione del territorio e dei prodotti enogastronomici. Bisogna ridare prestigio alla città! Non si può fare tutto subito, ma abbiamo un progetto per la Desenzano del futuro. Ho percorso il territorio in lungo e in largo per capire le necessità. Per prima cosa bisogna riportare i desenzanesi in paese e dobbiamo fare in modo che i desenzanesi si riapproprino del territorio.

A Desenzano ci 645 piccole imprese artigiane con 1460 persone impiegate (in tutto ci sono 2822 imprese per 8563 posti di lavoro) e voi avete una proposta curiosa, di cosa si tratta?

Oggi tutto parlano di disoccupazione e difficoltà, noi vogliamo fare una proposta concreta, mettendo a disposizione strumenti impossibili per una singola impresa: un polo tecnologico e di servizi per creare professionalità. Deve essere guidato dalle istituzioni tramite le associazioni di categoria, così da mettere a disposizione macchine da 50 o 60 mila euro per verificare se i prodotti rispondano a necessità, per tenere le imprese ad alto livello. Oggi si chiede qualità e se il piccolo artigiano non è in grado di rispondere alla domanda, chiude.

Lei aveva detto: «Con “lungolago” si dovrebbe pensare a una razionale, articolata, accogliente e condivisa cornice di collegamento tra Plis, Monte Corno, punta del Vò e Madonna della Villa, fino ai confini di Sirmione». Cosa pensa del tanto discusso progetto di riqualificazione del lungolago Cesare Battisti?

Tanto per essere chiari ho firmato anche io (per il referendum, ndr), ora aspettiamo i risultati del ricorso. Sono contraro all’utilizzo selvaggio del territorio: partiamo dal riutilizzo dei volumi esistenti. Potevano fare un bando europeo, ma manca progettualità e la gente non ha partecipato. Lo stesso vale per il lungolago di Rivoltella: hanno tirato fuori da un cassetto il progetto e la gente si è trovata di fronte al fatto compiuto. Mi chiedo il perché di 5-6 milioni di euro per cemento in cambio di cemento? Perché i soldi non entrano nelle casse del Comune per lasciare poi la scelta ai cittadini. È un cattivo esempio di programmazione e la cementificazione non mi sta bene come cittadino desenzanese: dobbiamo valorizzare il nostro territorio.

A Desenzano anni fa venne “scoperta” l’acqua calda, ora se ne parla di nuovo. Lei che ne farebbe?

Non lascio cadere l’idea. Nell’arco di 12 mesi, se veniamo eletti, valuteremo la possibilità per valorizzare questa opportunità. A suo tempo Abate (ex assessore ai lavori pubblici nei primi mesi della seconda giunta Anelli, ndr) aveva fatto delle ricerche: degli studi ci sono già e può essere un’opportunità perché il turismo sta cambiando. A Desenzano abbiamo già perso l’opportunità del golf e il turismo termale è importante per l’inverno, ma bisogna capire se c’è la pobbilità di parlare di cose concrete. Darebbe lavoro e spazio e continuità al turismo.

EG

[box type="note" style="rounded" border="full"]Renzo Scamperle è stato presidente di mandamento a Desezano degli artigiani dell’Unione provinciale dell’Artigianato, presidente della Cooperativa Artigiana di garanzia (Arigianfidi), vicepresidente dell’Unione provinciale artigianato di Brescia, primo presidente di Artigianicredit Lombardia (Consorzio di garanzia secondo grado delle 4 confederazioni artigiane) e vicepresidente vicario dell’Associazione Piccola Industria di Brescia. “Sono tutti incarichi passati, perché – dice –ho un grande difetto, non sono attaccatto alla sedia. È giusto che si cresca e arrivino forze giovani per un ricambio”.[/box]

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