La Lega Nord fa barricate contro l’IMU: applicarla alle aziende agricole danneggia un settore in crisi

agricoltura

Sono 11.780 le aziende agricole presenti nel bresciano e oggi devono ulteriormente tirare la cinghia. La nuova Imposta Municipale Unica introdotta dal Governo ha un notevole impatto sui fabbricati rurali e sui terreni, traducendosi in un provvedimento che, come è attualmente, colpisce pesantemente il settore agricolo: oltre a vivere una stagione di difficoltà dei prezzi di vendita dei prodotti, si trova a dover fare i conti con una manovra economica doppiamente gravosa, poiché gli imprenditori agricoli, oltre a questa “patrimoniale agricola”, devono fare i conti anche tutti gli aumenti previsti per i cittadini.

Da Desenzano (circa 200 aziende) scatta quindi la campagna della Lega Nord per impedire l’applicazione dell’Imu. “Presenteremo in tutti i Comuni – dice Paolo Formentini, vice coordinatore provinciale dei Giovani padani e consigliere comunale desenzanese una mozione per la riduzione dell’aliquota. La legge stessa da la possibilità di ridurla ed è quello che noi chiediamo con una mozione”.

A introdurre questo “odioso balzello” è l’art. 13 del decreto “Salva Italia”, che prevede un’aliquota del 2 per mille riducibile dai Comuni all’1 per mille per i fabbricati con possibilità di riduzione anche per i terreni agricoli. “Si configura – dice Formentini – come un’imposta illeggittima perché i fabbricati agricoli già concorrono alla formazione del reddito delle aziende: va a gravare su un settore in difficoltà”.

“L’Imu – spiega il senatore Sergio Agoni – colpirà con 150 euro all’ettaro, mentre inciderà per i cascinali e fienili con 1 euro al mq”. Passando da una condizione di tassazione straordinaria a una ordinaria, le aziende dovranno sborsare anche 10mila euro contro i 500 euro dell’anno prima. “Sarebbe un settore da dettassere – commenta – per poter poi fare le tutte le verifiche a quelli che nascondono i redditi. Da questo settore dipende tutta l’economia nazionale e si sta mettendo l’Ici sulla casa delle vacche e sui porcili: è una cosa incredibile solo per far cassetto. Si tassano anche le vasche per i liquami, obbligate dalle legge”.

Il rilancio dell’economia del nostro Paese passa anche attraverso l’agroalimentare e la difesa del vero Made in Italy; a tal fine occorre prestare attenzione nell’appesantire i costi di produzione che già incidono notevolmente. La Lega infatti ce l’ha già con le quote latte e con un prezzo sul mercato che non è cresciuto al pari dei costi della vita: “Non sanno dove fare casse – lamenta Agoni – e vengono a martoriare un settore già in cirsi. Oggi prendiamo 25 centesimi a litri di latte, nei primi anni Novanta erano 30 centesimi. Gli imprenditori italiani scappano all’estero, gli agricoltori non possono”.

Vista la facoltà, prevista dalla norma, di mitigare l’impatto dell’Imu sul settore agricolo, predisponendo un apposito provvedimento che dimezzi le aliquote ordinarie, in relazione ai fabbricati rurali strumentali alle attività agricole, al fine di poterne dare attuazione nei tempi e nei modi stabiliti dalla legge, la Lega Nord intende sollecitare tutte le amministrazioni proponendo una mozione che vada in questa direzione. Il Carroccio bresciano è convinto che il settore agricolo intenda concorrere alla soluzione dei problemi del Nord senza sottrarsi alle proprie responsabilità e non ci si può quindi permettere di minare un tessuto di imprese che garantisce produzioni di eccellenza, occupazione, indotto e tutela del patrimonio territoriale.

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