Lettera aperta all’arch. Alberti, Soprintendente i Beni Architettonici e Paesaggistici delle province di Brescia, Cremona e Mantova

Uno scorcio di Valtenesi visto dal centro di Polpenazze

 

Un rendering del progetto di centro benessere a Polpenazze, in frazione Picedo

Egregio signor soprintendente,

mi rendo conto come sia difficile controllare, soprattutto in Italia, un territorio così vasto come quello a lei affidato. Infatti lei è soprintendente Beni Architettonici e Paesaggistici per le provincie di Brescia, Cremona e Mantova e nello stesso tempo soprintendente ad interim per le provincie di Verona, Rovigo e Vicenza. Un compito che farebbe “tremare i polsi”, come si suol dire, ad una persona che non fosse della sua tempra. Si tratta di un insieme di meraviglie, tra città d’arte e di cultura. E come dimenticare lo stupore di Goethe di fronte al Garda, tanto da fargli scrivere ad un suo amico: “… conosci il bel Paese dove fioriscono i Limoni?”. Forse pochi sanno che il successo del lago di Garda presso le popolazioni di lingua tedesca deriva proprio da questa frase di Goethe.

Converrà con me che la Costituzione italiana, purtroppo, ignora completamente l’ambiente e l’unico riferimento potrebbe essere l’art. 9 che recita: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”: una specie di “bazar” che contiene di tutto

Partendo dall’equivoco che può nascere dalla lettura dell’articolo 9 della Costituzione, il Ministero dei Beni Culturali è preposto alla salvaguardia del “paesaggio” e di conseguenza le soprintendenze debbono espletare il controllo. Secondo un’interpretazione che a me sembra errata, il “placet” della soprintendenza, può dare il via a trasformazioni epocali del territorio e permettere la cementificazione. Si rende conto, egregio signor soprintendente, della responsabilità che si assume: il consumo del territorio non è ricostruibile. E qui sorgono più di una domanda:

  1. Il vostro controllo riguarda la tutela dell’ambiente in rispetto delle leggi emanate dalla CE e da quelle sancite dall’Italia?
  2. La soprintendenza è dotata degli strumenti giuridici e tecnici per interpretare il valore ambientale naturale del territorio e far rispettare le leggi di tutela?
  3. Esistono alle dipendenze della soprintendenza esperti per la valutazione idrogeologica, sismica, per le sovrastrutture territoriali come le reti fognarie, i depuratori per le acque reflue, gli agronomi, eccetera?
  4. La soprintendenza ha uno staff di giuristi che sono aggiornati sulle leggi italiane ed europee circa la tutela dell’ambiente, le cui infrazioni hanno un’implicazione di carattere penale anche per coloro che mancano ai doveri di controllo, così come più volte sancito dalla Corte Europea di Giustizia.
  5. Il controllo si limita all’aspetto architettonico del progetto edilizio in rapporto con il “paesaggio” ignorando completamente la protezione ambientale di un territorio (aria, terra, acqua)?

 

Il taglio e lo spostamento di circa 250 olivi a Picedo di Polpenazze creò stupore. Era l'autunno 2009: le piante furono poi posizione più a valle, ma all'inizio l'operazione era stata permessa dalla Camera di Commercio per molte meno piante

Ripeto quanto già scritto in una precedente “lettera aperta” indirizzata al presidente Roberto Formigoni: «Praticamente ove esistono vincoli di costruzione il proprietario del terreno, spesso in collaborazione con società immobiliari, cerca di superare le regole rivolgendosi al SUAP. In alcun casi sono addirittura le amministrazioni comunali a suggerire questo marchingegno (la chiameremmo “gabola” come veniva definita dai nostri nonni lombardo veneti)». In quanto il “placet” della soprintendenza autorizza la cementificazione, l’esame della domanda dovrebbe essere estremamente accurato.

Le è mai venuto in mente, egregio signor sovrintendente, di pretendere ed esaminare una ineccepibile documentazione che stabilisca innanzitutto che nel Comune preso in esame non esistano aree non tutelate dove potrebbero nascere nuove attività produttive? Oppure ha mai richiesto l’esame della rete fognaria e dei depuratori? Si è mai domandato se la rete viaria può sopportare il nuovo traffico e se l’inquinamento dell’aria prodotto dalle polveri sottili può danneggiare la salute degli abitanti? Si è chiesto se il cambiamento di destinazione preteso non calpesti le leggi regionali, italiane ed europee? Lei sa che vi sono sentenze della Corte Costituzionale in merito all’ambiente che sanciscono che né le Regioni, né le Provincie a statuto speciale possono modificare o raggirare le leggi dello Stato, e ancora meno le delibere della CE? Secondo lei, egregio soprintendente un piccolo Comune è autorizzato a trasformare, sua sponte e con il beneplacito della soprintendenza, aree agricole tutelate dalle provincie e dalle regioni?

Le cito uno dei casi nel quale lei ha dato un parere favorevole alla cementificazione, si tratta della cancellazione di un uliveto. Il 10 giugno 2011 lei scrive una lettera al Comune di Polpenazze che porta la sua firma in qualità di soprintendente (vi è una seconda firma in qualità di responsabile dell’Istruttoria, arch. Cinzia Robbiati) ed ecco i dati essenziali:

«Oggetto: Polpenazze del Garda (BS) loc. Picedo – Proposta di Sportello Unico per l’Attività Produttive – Progetto di impianto turistico ricettivo – Ditta: Garda Wellness. Con riferimento alla richiesta a protocollo in data 28 aprile 2011 al . 0009215 inoltrata da parte dell’Amministrazione in indirizzo (OMISSIS) … Al termine dell’esame istruttorio, pur valutando nel complesso ammissibile l’intervento proposto, si ritiene che, al fine di migliorarne le caratteristiche dell’intervento e l’inserimento dell’ambito sottoposto a tutela, debbono essere osservate le condizioni di seguito elencate: – per quanto attiene alla definizione architettonica e di dettaglio dell’intero progetto a partire dal materiale, dalle finiture, dal verde, dai collegamenti infrastrutturali ecc., questa dovrà essere oggetto di più dettagliata progettazione e approvazione ai sensi dell’art. 146 D.Lgs 42/2004 da parte di questo ufficio».

 

Uno scorcio di Valtenesi visto dal centro di Polpenazze

Lo strumento del SUAP viene sempre più usato dagli immobiliaristi, con il consenso di certe amministrazioni comunali della provincia di Brescia, per bypassare la destinazione d’uso di aree agricole strategiche ed ottenere licenze di costruzione.

Vorrei ricordarle che l’area in questione:

  • è indicata come Ambito Agricolo Strategico (AAS) in quanto è destinata a un uliveto. Come lei certamente saprà, l’olio di Polpenazze in particolare e quello del Garda in generale è tra i prodotti agroalimentari più pregiati al mondo;
  • manca di una rete fognaria;
  • è priva di una rete viaria che possa consentire ed assorbire il flusso di persone previste dal progetto.

Gli esperti della soprintendenza, prima di dare il loro benestare, seppur condizionato a modifiche architettoniche, hanno preso in considerazione la relazione della società Garda Uno circa la disponibilità di acqua potabile nella zona e circa il carico della rete fognaria di Polpenazze? Per sua memoria riproduciamo quanto scritto in nel rapporto del novembre 2011: «Le attuali fonti di approvvigionamento (pozzi Concia Valseniga, Lucone, Battisti e Castelletto), oltre che a presentare repentine diminuzioni dì produzione dovute alla scarsa disponibilità delle falde moreniche di captazione, sono attualmente al limite delle loro potenzialità offrendo una portata massima alla produzione di 34.5 L/s. Nel periodo estivo le disponibilità risultano quindi appena sufficienti per sopperire all’attuale fabbisogno idropotabile. Pertanto risulta rischioso prevedere una ulteriore derivazione idropotabile a carico del sistema acquedottistico esistente pari a quella necessaria per il complesso Garda Wellness, se non previo potenziamento delle fonti di approvvigionamento e dei volumi di accumulo disponibili (OMISSIS) … Non è possibile eseguire il nuovo collegamento fognario alla rete comunale in quanto si andrebbe ad aggravare la situazione già deficitaria del collettore intercomunale gestito da Garda Uno SpA nel tratto da Polpenazze d/G fino al recapito finale nel depuratore di Peschiera. Come più volte reso noto da Garda Uno S.p.A., eventuali nuovi allacciamenti causerebbero la tracimazione e lo scarico a lago delle acque miste eccedenti che raggiungono i sollevamenti e gli sfioratori di emergenza ubicati lungo il tracciato, tutti aventi recapito nel lago di Garda. Pertanto, in alternativa all’allacciamento alla fognatura, si proporre la predisposizione, a carico dei richiedenti, di sistemi autonomi di depurazione dei reflui fognari prodotti con successivo scarico dell’acqua depurata in corpo idrico superficiale».

Il suo ufficio non solo autorizza la distruzione di un uliveto per la costruzione di un albergo ma non tiene conto che la zona prescelta è priva di acqua, di fognatura e di viabilità?

Ancora una volta ci troviamo davanti ad un progetto che, con l’obiettivo di promuovere lo “sviluppo del territorio”, si configura concretamente come consumo della risorsa “ambientale”, che invece si proponeva di valorizzare. Alla fine, in concreto, rimangono ettari di territorio sottratti all’attività agricola produttiva e alla percezione collettivi, rimangono migliaia di metri cubi di cemento. Come meravigliarsi quindi delle denunce dell’Ersaf (Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste) della Lombardia: «Ogni giorno nel Bresciano si consumano 2,16 ettari. In Lombardia “spariscono” 86,3 metri quadri al minuto».

Un altro profondo motivo di attenta analisi è quello di carattere giuridico finanziario. Egregio signor sovrintendente, non le può essere certamente sfuggito quanto risulta da una semplice visura camerale:

  1. La società Garda Wellness Immobiliare srl con sede legale a Mirano (VE) ha un capitale sociale di 10 mila Euro ed un unico socio la Garda Wellness GMBH di Zell am See (Austria). La sigla GMBH (Gesellschaft mit beschränkter Haftung) in tedesco ha lo stesso significato di S.r.l. (Società a responsabilità limitata) in italiano. Il capitale indicato è della stessa consistenza. L’amministratore unico coincide per entrambe le società: Holleis Wilfried.
  2. La società Garda Wellness srl, come risulta dalla visura camerale è inattiva. Come abbia fatto ad acquistare, in quanto inattiva, un terreno del valore di molti milioni di Euro è misterioso. Le ricordo che le società inattive vengono considerate società di “comodo” e in questo senso il loro comportamento interessa l’Agenzia delle Entrate.
  3. Una società a responsabilità limitata con un capitale inferiore a € 100 mila non necessità di collegio sindacale. Il controllo del collegio sindacale sulla società è un controllo di legalità perché i sindaci verificano il rispetto della legge e dello statuto e possono impugnare dinanzi al tribunale le delibere non conformi alla legge e allo statuto. Inoltre essi verificano l’adeguatezza dell’organizzazione amministrativa e contabile e la corretta amministrazione della società segnalando all’assemblea eventuali fatti rilevanti. Il collegio sindacale delle società può denunciare al tribunale eventuali irregolarità riscontrate nella gestione. Una società senza quest’organo appare quindi senza controllori.
  4. La Garda Wellness GMBH di Zell am See (Austria) ha anch’essa un unico socio la Holleis Privat-Hotels GmbH con sede allo stesso indirizzo. Anche la HolleisPrivat-Hotels è una società a responsabilità limitata con un capitale irrisorio, come la precedente società di diritto austriaco.
  5. A parte il nome “Wellness” non risulta alcuna specifica esperienza delle tre società nel settore dei “centri benessere”.

Lei ha una grave responsabilità cioè quella di permettere con la sua autorizzazione la cementificazione di un’area destinata alla coltura dell’olivo. Non può quindi esimersi dal verificare tutti gli aspetti di una domanda di edificazione e non soltanto i disegnini di un progetto architettonico e ciò ben prima di concedere un qualsiasi benestare.

Ha verificato se nel Comune o in quelli limitrofi vi siano aree non soggette a vincoli? Ha verificato la serietà della domanda della società Garda Welness attraverso l’esame di un “business plan”, di una serie di referenze per quanto riguarda la gestione dell’impianto turistico alberghiero? Ha verificato lo stato della rete fognaria, dei depuratori e della rete viaria di Polpenazze e dei Comuni limitrofi.

La soprintendenza di Brescia è già responsabile d’aver autorizzato l’“ecomostro” di via Sant’Anna nella frazione Barcuzzi di Lonato (vedi foto): converrà con me che si tratta di una vera vergogna ambientalistica, costruita in una zona priva di viabilità, senza un’adeguata rete fognaria, che ha cancellato un’intera collina.

In passato le ho scritto privatamente circa gli abusi edilizi, senza aver mai ricevuto risposta, ma ciò è abitudine degli enti italiani che considerano sudditi quelli che dovrebbero essere invece cittadini. Questa volta uso il sistema giornalistico della “lettera aperta”. L’associazione il Comitato promotore del Parco del Garda e delle Colline Moreniche è intenzionata a presentare per tutti quei casi in cui vengono calpestate le leggi di tutela dell’ambiente istanze direttamente alla Corte di Giustizia Europea, le cui sentenze sono immediatamente esecutive. L’Italia, oltre ad avere purtroppo una giustizia lenta e farraginosa, è anche il paese degli azzeccagarbugli. Proviamo ad essere europei.

Voglia gradire cordiali saluti.

Antonio Scanziani Champ 

3 Comments

  1. claudio buizza scrive:

    La Soprintendenza non esercita i propri poteri. E’ vero. Ma ciò che viene chiesto con la lettera aperta esula ai poteri e prerogative della Soprintendenza. Ripeto il concetto: i cittadini devono prendersela con il propri amministratori, magari quegli stessi che hanno contribuito ad eleggere. Le giuste richieste esposte richiedevano una risposta precisissima da parte del Comune, non del Soprintendente. I comuni accondiscendono a llo strumento SUAP per utilizzare procedure semiclandestine e semplificate per approvare ciò che sarebbe inapprovabile mediante una procedura trasparente. Quindi a Sindaci ed Assessori occorre imputare i danni ambientali e paesaggistici sempre più diffusi. Senza cercare alibi.

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  2. Giorgio scrive:

    Arrivo in ritardo ma voglio commentare. Ho visto la cementificazione in atto in localita’ Barcuzzi e, come dice il commento che mi precede, la responsabilita’ di cio’ non puo’ che essere dell’amministrazione comunale che ha chiuso gli occhi di fronte all’evidente scempio. Gli interventi edilizi “individualistici” e caotici di quella zona sembrano proprio il frutto di interessato disinteresse pubblico se non di abusi. Mi piacerebbe sapere quante case sono state condonate in quel luogo? Se guardate bene, il sior Holleis Wilfried, il proprietario unico della societa’ immobiliare proprietaria del costruendo resort e’ stato uomo dell’anno 2010 in Austria. L’eroe austriaco e’ il conquistatore di terreni, il trasformatore di paesaggi al fine dell’utile individuale….uhm… che cultura! Fosse per Wilfried, si farebbero palazzi ovunque. L’amministrazione comunale di Lonato piuttosto che essere controllore e buon gestore della cosa pubblica e’ partecipe delle conquiste immobiliari del nostro eroe. Viene da pensar male.

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  3. Shirleen scrive:

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