È nato Q-Cumber, ognuno può segnalare criticità: un social network per la sostenibilità del futuro

discarica

Rivoluzione social. Non è un errore di stampa e, anche se la crisi d’Occidente ha fatto riscoprire al mondo le teorie di Karl Marx, non stiamo parlando di quel tipo di rivoluzione. La rivoluzione di cui parliamo è quella piccola sommossa ambientale che viene lanciata con Q-Cumber, un GeoSocialForum (come si legge dalla presentazione) che collega fra loro le persone del territorio interessate a sviluppare strategie di sostenibilità.

Finanziato a sei mani, dal Comune di Montichiari, dal Comitato SOS Terra e dallo Studio Magro dell’omonimo ingegnere che ne è primo realizzatore, Q-Cumber è stato presentato e inaugurato poche settimane fa. È un nuovo sistema di controllo ambientale perfettamente integrato con la tecnologia di Google Maps, in grado di fornire una vasta gamma di applicativi, la possibilità di postare le proprie idee, la possibilità di visualizzare ogni tipo di centralina di controllo, dal vento alle PM10, ogni tipo di attività impattante, dalle discariche agli impianti di trattamento rifiuti.

L’idea di per sé è davvero interessante, così come la sua struttura. Una volta registrati è possibile visualizzare tutte le criticità del territorio, le zone di interesse ambientale, le aree ad alta densità abitativa, le principali arterie viabilistiche. Il tutto espandibile con un click, per avere maggiori informazioni e il tutto costantemente monitorato, per sapere fino in fondo quello che ci succede intorno.

Q-Cumber – ci fa sapere l’ingegner Giuseppe Magro – è proprio questo: l’informazione calata sul territorio e con un effetto potenzialmente pazzesco”. Se di sistemi di controllo e monitoraggio già ce ne sono, la novità sta tutta nelle parole social e forum. Ogni utente iscritto infatti può permettersi di segnalare una criticità, un fastidio, un odore o un rumore, un impatto visivo o un impatto olfattivo. Per quello che riguarda gli odori è già attivo un apposito applicativo, che sembra fatto apposta per Montichiari e per le sue undici discariche.

Se per esempio allarghiamo il nostro raggio d’azione (40 km dal centro di Montichiari) quasi ci si spaventa: si contano ben 432 impianti di trattamento rifiuti, oppure 287 cave. “Questo è un progetto che farà scuola – fanno sapere dal Comitato SOS Terra – e che ci permetterà di dare risposte concrete sull’ambiente e sul territorio”. Si comincia da Montichiari per arrivare poi a tutta la Lombardia e magari a tutta l’Italia.

La si può definire come un’indagine ambientale partecipata – aggiunge Magro – che si fonda su due componenti Sulla piattaforma sono già presenti i cosiddetti stressor, dagli aeroporti agli allevamenti, dalle fabbriche ai cementifici. A cui si aggiungono praticamente tutte le zone ad alta vulnerabilità, oltre a 10 milioni di dati ambientali già caricati. Una visione non più periferica ma globale del territorio che ci circonda, con la possibilità di poter dire la nostra, come se fossimo su Facebook o sul più raffinato Twitter. Qualcosa che non va? Si fa un apposito post: una delle funzioni basilari di Q-Cumber e del suo effettivo funzionamento. Come le già citate segnalazioni, ad esempio, per una molestia olfattiva, con la possibilità di inserire in tempo reale ora, data e luogo.sostanziali. Il massimo sistema di analisi e di controllo, per calcolare il rischio e le potenzialità di impatto, e la massima partecipazione del territorio e della gente. Con questo strumento noi vogliamo migliorare la qualità della vita dei cittadini, offrendo loro qualcosa di completamente nuovo, in grado di fornire un punto di vista reale su quelli che sono gli impatti cumulativi”.

Il primo passo verso una partecipazione più efficace alla pianificazione del territorio? Piano, meglio non correre troppo. La strada è lunga, lo sanno i comitati e lo sanno i cittadini. Basta guardarsi intorno: nella società del profitto comanda sempre il profitto.

Alessandro Gatta

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