Tassa di soggiorno a macchia di leopardo sul Garda

Una vista di Salò dalle acque del suo golfo

Il lago di Garda si divide sull’introduzione della tassa di soggiorno, permessa e prevista dal legge sul federalismo fiscale, quasi necessaria e molto gradita da buona parte dei Comuni per mantenere la ricchezza degli eventi estivi e la promozione turistica, anche in tempi di forti tagli ai trasferimenti statali.

Una vista di Salò dalle acque del suo golfo

Ne avevano parlato alcuni mesi fa i sindaci delle sponde bresciana e veronese a un tavolo coordinato dalla Comunità del Garda, sembravano tutti propensi a introdurla: una tassa di scopo a carico del turista. Poi però le strade si sono divise, ancora una volta forse il Benaco ha perso l’occasione di esprimersi con una voce unitaria (si veda per esempio anche l’adesione non unitaria a Lagodigarda tutto l’anno guidata da Aldo Brancher).

Sirmione ha deciso di non adottarla, come hanno fatto Desenzano, Lonato e Pozzolengo. I paesi dell’Unione dei Comuni della Valtenesi (Manerba, Moniga, Padenghe, Polpenazze e Soiano) e San Felice l’hanno introdotta: si va da 0,50 dei campeggi ai 2 euro degli alberghi più stellati al giorno. Il sindaco di Puegnago, Adelio Zeni, non ha dubbi e non la vuole.

L’ultimo a introdurla, in ordine di tempo, è stato Salò, dove, dopo numerosi incontri tra l’amministrazione comunale e gli albergatori, è stata condivisa una linea che prevede l’introduzione della tassa di soggiorno, ma con modalità particolari. L’imposta è stata infatti introdotta in forma contenuta e sarò pagata direttamente dagli albergatori: consapevoli che l’indotto turistico è il principale motore dell’economia salodiana e dunque della necessità di investire costantemente in eventi e cultura, hanno deciso di intervenire in prima persona contribuendo economicamente in maniera diretta nei confronti della Pro Loco locale, che organizza gli eventi.

“Dunque, sostituendosi ai clienti nel pagamento dell’imposta di soggiorno, gli albergatori del CARG – fanno sapere in municipio – sosterranno il turismo e la promozione culturale, nella speranza che questo sia fondamento futuro per una sempre maggiore collaborazione tra pubblico e privato e che altrettanta sensibilità venga dimostrata anche da parte di tutti gli altri operatori extra alberghieri”.

Gardone Riviera visto dall'alto

A Gardone Riviera, anzichè fissare una tariffa forfettaria, la giunta ha stabilito delle percentuali sul prezzo del pernottamento, dallo 0,50% all’1,25% per alberghi a 5 stelle: l’importo minomo dovuto per notte è di 0,20 euro, il massimo di 5. «In tal modo – spiega il sindaco Andrea Cipani- si attua in pieno il criterio della gradualità della tariffa in proporzione al prezzo, come stabilito dal decreto ministeriale. Da calcoli approssimativi, in base alle 190 mila presenze, e togliendo un 20 per cento di esenzioni, anche noi potremmo riscuotere 150 mila euro».

A Toscolano Maderno viene applicata dal 1 aprile al 31 ottobre e si dovrà pagare 0,50 e 1 euro a notte. In base alle presenze (l´anno scorso 421 mila, la stragrande maggioranza nei campeggi), si confida di incassare circa 150 mila euro, da destinare al turismo. Gargnano l’applicherà forse dal prossimo anno. Limone e Tremosine non l’hanno voluta, mentre a Tignale sarà applicata dal 1 aprile al 31 ottobre con un costo a notte tra i 0,50 e i 0,80 euro. Gargnano ci ha pensato a lungo e per quest’anno hanno detto no, se ne riparla il prossimo anno. Tremosine l’ha ritenuta inutile e Limone l’ha bocciata, nonostante il sindaco fosse propenso a introdurla.

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