Tremosine, le minoranze salgono sull’Aventino: chiedono le dimissioni del sindaco Ardigò

Una vista aerea del paese

Diego Ardigò, sindaco di Tremosine

Tremosine sta vivendo grandi tensioni politiche, con i gruppi consigliari di minoranza Vivere Tremosine Insieme e Tremosine al Centro che non parteciperanno più ai consigli comunali, chiedendo le dimissioni dell’attuale maggioranza guidata da Diego Ardigò.

“Sono momenti difficili per il nostro Comune, la situazione – dicono capigruppo Valeria Gabrielli e Stefano Morandi – si aggrava di settimana in settimana a causa della mala gestione e delle continue accuse e condanne che piovono sul primo cittadino”. Chiedono le dimissioni del sindaco Diego Ardigò, invischiato in più procedimenti giudiziari, le cui notizie “rappresentano all’esterno una realtà di scadimento morale, sociale e amministrativa che non dovrebbe essere tollerata”.

I due capigruppi Valeria Gabrielli e Stefano Morandi ricordano come il PDL abbia commissariato la sezione locale di fronte all’atteggiamento del primo cittadino. “Mai era successo in provincia di Brescia – dicono – che una sindaco fosse arrestato per 2 mesi e mezzo e portasse con apparente disinvoltura un fardello di accuse e di condanne che vanno dalla diffamazione all’abuso di ufficio, dalla truffa in danno dello Stato, dal peculato al falso ideologico, oltre all’interdizione dai pubblici uffici”.

In questo stato di “degrado politico e amministrativo” i due quindi comunicano alla poplazione che non parteciperanno più ai consigli comunali, continuando a svolgere comunque per quanto possibile la loro funzione di controllo. Chiedono anche a tutti i cittadini e a tutte le associazioni e a gruppi associativi presente a Tremosine “di dissociarsi da qualsiasi iniziativa dell’amministrazione comunale al fine di condannare e far terminare la degenerazione morale cui ci condannano sindaco e la sua maggioranza”.

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