Desenzano, ieri sera candidati sindaco a confronto in un Palazzo Todeschini gremito di cittadini.

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C’è un candidato per tutti i gusti e infatti non sono pochi i cittadini di Desenzano del Garda che devono ancora scegliere chi è il proprio preferito da votare il 6 e 7 maggio. Per metterli a confronto sabato sera Bresciaoggi ha organizzato un confronto tra tutti i 9 potenziali futuri sindaci in un gremito Palazzo Todeschini, dove in una sala secondaria c’era pure la videoproiezione dell’incontro moderato dal collega William Geroldi.

Dopo un giro di risposte alla domanda del giornalista che chiedeva il perché fossero fiorite così tante liste quest’anno (nel 2007 c’erano “solo” tre candidati sindaco) e quindi cosa caratterizzase questi canidati sindaco. C’erao no tutti: Esterino Caleffi (Progetto Desenzano), Sen. Maria Ida Germontani (Desenzano che Passione), Annamaria Damiano (Sel, Idv, Desenzano in Movimento), Luisa Sabbadini (Movimento 5 Stelle), Rino Polloni (Lega Nord), Luigi Cavalieri (Pdl, Udc), Renzo Scamperle (Desenzano Civica, Comune Amico), Rosa Leso (Pd, Aria Nuova per Desenzano) e Pietro Avanzi (Desenzano Tricolore).

Dopo questa introduzione, a fare le domande è stato il pubblico. È stato chieso il futuro del Polo del Lusso: il consiglio comunale con un voto trasversale lo ha bocciato per sempre, ma spesso torna all’ordine del giorno nelle chiacchiere dei bene informati. Tutti i candidati hanno detto no non solo a questo, ma più in generale a futuri centri commerciali, rassicurando quindi i commercianti del centro storico. Poi si è parlato di verde pubbico, sicurezza (qualcuno ha negato la necessità di allarmismo, mentre Polloni per esempio ha ricordato l’inutilità delle telecamere di sicurezza installate dal Comune poiché con immagini troppo poco nitide), del Piano di Governo del Territorio che sarà in consiglio comunale per l’approvazione definitiva in quattro sedue consigliari a una settimana dal voto amministrativo, del ballotaggio, di come fossero stati scelti per esse candidati sindaco, della “nomina” già ad assessore da parte del coordinatore provinciale del Pdl Alessandro Mattinzoli per Enrico Frosi escluso dalla candidatura a consigliere per un errore formale nella presentazione dei documenti. Tra le varie domande tutti i candidati hanno promesso che, qualora forssero eletti in minoranza, non si dimetterebbero.

Un paio di candidati si sono anche abbastanza risentiti per un paio di domande dal pubblico, comunque sempre rivolte a tutti i 9 candidati, sempre con 3 minuti ciascuno per rispondere, ma a onor del vero una domanda è stata posta anche da un candidato consigliere. Nessuno ha però domandato ai candidati della Tav (citata dalla Damiano), degli immobili invenduti o sull’essere un paese noto anche per prostitute ed escort. Ora la campagna elettorale prosegue e i cittadini, tra le fatiche quotidiane, devono anche guardare al futuro.

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