Desenzano Tricolore, una destra più sociale rinnovata che non promette grandi opere, ma tante piccole cose.

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“Siamo – spiega il candidato sindaco di Desenzano Tricolore Pietro Avanzi – una lista di destra di sicuro estranea agli ultimi 20-25 anni. Vogliamo ripulire il Paese e rifondarlo dalle fondamenta: vuol dire che i cittadini devono tornare a fare politica. Tutti dobbiamo fare politica”. Tradotto vuol dire fare tabula resa della politica seduta dietro la scrivania che decide tra pochi “eletti”. La politica deve tornare in piazza dicono e Desenzano sarà il primo esperimento sul piano nazionale di questa nuova coalizione che vuole rispondere alla voglia di cambiamento.

La presentazione del programma e del candidato è iniziata ieri al Bar Don Carlos a San Pietra, una scelta non casuale. “Abbiamo scelto di partire dalla frazione – spiega Avanzi – perché dimenticate negli ultimi 20 anni: l’acquedotto fa fatica in estate, ci sono scarichi abusivi e  l’illuminazione è così così. I problemi si risolvono stando sul territorio. Se saremo eletti, la prima cosa che faremo sarà dare a un’assessore la delega alle frazione e creare un commissione per le frazioni che eleggeranno dei rappresentanti per risolvere i problemi con l’assessore. È vero che le frazioni sono pochi voti, ma non esistono cittadini di serie A e di serie B, sono tutti cittadini uguali”. Insomma, la gente deve impegnarsi, scegliere e non lamentarsi stando davanti alla tv.

Non mancano le frecciate agli altri candidati. “I politici – commenta – fanno tante promesse, il palazzetto dello sport! Ma qua servono i pullmini. Non vi facciamo promesse, ma se saremo eletti fare quelle poche cose che vi diciamo le facciamo subito”. Per i servizi come per le opere servono però i soldi. “I soldi? Il lungolago Cesare Battisti costa 5 milioni di euro? Sono un po’ tanti. Serve un bilancio più pubblico con più chiarezza: non si capisce mai dove finiscono i soldi. I cittadini devono partecipare attivamente e apertamente. I soldi si trovano ripensando le grandi opere, la destinazione dell’IMU e con la grande risorsa dell’acqua termale. Non facciamo le grandi opere che fanno lavorare sempre la grande impresa da fuori, ma facciamo tante piccole opere così hanno lavoro le nostre imprese”.

Altra frecciata, doppia. “Se qualcuno viene a dirvi che i PII (Tassere e Grezze, ndr) saranno fermati con il Tar non è vero, sono stati pubblicati sul Burl e sono ormai legge. Al lungolago sono destinati 5 milioni per un’azienda da fuori, però non piace nemmeno gli albergatori, facciamo un concorso di idee”. Poi c’è il Piano di Governo del Territorio e arriva un’altra frecciata, perché questo è un campo che Avanzi, professionista del settore immobiliare a Salò conosce bene: “Non è stato partecipato, ma è anche colpa dei cittadini che non si sono interessati. Chi lavora nel campo immobiliare non dovrebbe candidarsi perché il Comune con il Pgt fa girare tanti interessi, un po’ come per le tv dell’amico Silvio”.

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