Desenzano, si rinnova e amplia il parcheggio di Viale Cavour, ma spariscono i pini.

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Il 10 aprile sono iniziati a Desenzano i lavori di ampliamento e riqualificazione del parcheggio di Viale Cavour. La sua posizione è strategica, fra il centro storico e la stazione ferroviaria (la mattina di avvio dei lavori due carroattrezzi hanno fatto la spola con il deposito), sempre pieno nei giorni lavorativi di auto dei pendolari e sempre pieno nei fine settimana assolati.

Sterrato e sconnesso con buche e sassi il Comune ha giustamente pensato di sistemarlo. L’opera, prevista da tempo, si è potuta concretizzare solo dopo l’esproprio dell’area ed ha richiesto un investimento di circa 100.000 euro. Il parcheggio resterà chiuso fino al 14 maggio con qualche inevitabile disagio per gli automobilisti, ma nel frattempo l’area sarà asfaltata e saranno indicati gli stalli di sosta, con ampliamento dei posti disponibili ad oltre 80. Sarà realizzato l’impianto di illuminazione e sarà fatta la piantumazione di aree verdi.

Questo sembra un controsenso perché il giorno di lavori sono stati eliminati parecchi pini e pini marittimi che facevano di quest’area l’ultimo polmone verde nel pieno centro della città. Pare che il taglio fosse in regola e fosse dovuto al fatto che le piante erano malate (anche se a tal riguardo abbiamo qualche dubbio): l’erba ricrescerà, ma non si avranno mai più piante così grandi. Si è perso quel bel senso di “tranquillo giardino tra cemento”.

COME ERA PRIMA

4 Comments

  1. Algo Carè scrive:

    Sono contento che il Corriere del Garda si stia occupando di questo parco/parcheggio. Avevo sofferto quando avevano tolto il boschetto per farci il parcheggio e oggi che il “progresso” va avanti è importante tenere gli occhi aperti. Anche nel caso di scempi temo sul piano legale si possa far poco, perché,
    come i poeti hanno per primi intuito, il nostro è il tempo della “bellezza in fuga, della grazia e del mistero sul punto di scomparire, come le apparizioni e i segni arcani della fiaba”: “un parco ombroso, il verde specchio di un lago corso da dei germani dorati, nel cuore della città, della tormenta di cemento armato. Come non pensare guardandolo: l’ultimo lago, l’ultimo parco ombroso?” (Crista Campo).

    Rispettare la legge non vuol dire fare le cose bene, ma la legge qualche rarissima volta funge da strumento di difesa nei confronti dei cultori del brutto e della distruzione. Occorre pertanto accertarsi con ogni cautela che tutto sia in ordine, esteticamente, eticamente, e legalmente.

    Tecnicamente, la questione “malattia dei pini” mi lascia perplesso, e occorrono spiegazioni dettagliate e convincenti. So per certo che il pino all’ingresso del parco, un sopravvissuto, aveva spesso nidi di processionaria. Caratteristica di vari pini comunali: ricordo le lunghe file di processionaria che si mettevano in moto dai pini della stazione, così come quelle che dal parco/parcheggio avanzavano verso casa mia minacciose. Che io sappia, il comune multa o minaccia di multare i cittadini che non disinfestano (a loro carico) i propri pini, difficile però credere che disinfestasse i suoi propri a giudicare dai numerosi nidi. Quest’anno non ho controllato i pini né pubblici né altrui, e non so come stessero quelli tagliati, ma se i nidi di processionaria sono stati la scusa per abbattere alberi, allora si conferma l’idea che qualunque scusa è buona per fare scempio. Prima che qualcuno proponga la soppressione dei pubblici dipendenti malati di raffreddore, occorre sincerarsi che la scusa per l’abbattimento non fosse questa, o un’altra simile.

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  2. Algo Carè scrive:

    Aggiornamento: mi sembra che il lavoro svolto sia un buon lavoro. Questa volta (nel complesso) mi sembra sia andata piuttosto bene. No?

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  3. EG scrive:

    Il risultato è buono, ma avendo presente come era prima si potevano mantenere alcune piante molto grandi che non sembravano malate.

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  4. Algo Carè scrive:

    Eh, quello è un dubbio che per ora resta.

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