Il Castello di Padernello: la nascita di un sistema culturale e la sua possente meraviglia nella Bassa

castello di padernello fronte ok

Ecco quello che non ti aspetti. Un possente castello che si staglia nel verde della Bassa, circondato da un fossato pieno d’acqua, con il suo ponte levatoio tutt’ora funzionante. Una sorpresa che ti lascia con il fiato sospeso e gli occhi luccicanti. La casa torre trecentesca; la prima recinzione agli inizi del 1400; tra il 1550 ed il 1600 la costruzione del secondo piano ed il completamento del lato sud del Castello… La trasformazione da fortezza a residenza signorile, con la costruzione dello scalone d’onore a metà del 1700, grande opera dell’arch. Marchetti. Poi, nel 1861, il definitivo passaggio del Castello alla famiglia Salvadego Molin Ugoni. Eppure non sarebbero bastati sette secoli di storia per salvare questo piccolo gioiello, questo monumento nazionale dal 1912, che avrebbe potuto non esserci più, inghiottito dall’incuria degli uomini, dai danni del tempo, dalla mancanza di memoria.
Dopo la morte del Conte Filippo Salvadego (1965), il Castello rimase disabitato. Il suo destino sembrava già scritto. Il crollo del 2002 era l’ultimo avvertimento.
E poi invece… la storia si scrive al contrario, sarà il popolo nell’anno 2005 a salvare questa dimora dei nobili, attraverso un’operazione che prevede l’acquisto del Castello come bene indiviso, con una operazione pubblico-privato, dove il Comune di Borgo San Giacomo avrà il 51%, ed i privati il 49%. Contestualmente viene avviata la costituzione di una Fondazione di partecipazione, anch’essa con soci pubblici e privati, che gestisce il Castello con un contratto di comodato ventennale. La medesima procede da una parte alla ristrutturazione del Castello, ricercando i fondi necessari e contestualmente attiva progetti per la gestione dello stesso come centro di cultura aperto al pubblico. Parallelamente alla costituzione della Fondazione, si è lavorato anche alla costituzione di due pilastri, ovvero la Direzione Artistica ed il Gruppo Volontari, tutt’oggi fondamentali, nell’ambito della Fondazione, che sviluppano da un parte i valori ideali ed i progetti e dall’altro sostengono una incredibile mole di lavoro di programmazione e realizzazione dei progetti, e delle iniziative. La Fondazione attiva queste iniziative attraverso nove progetti, che vanno dal teatro, al cinema, all’enogastronomia, agli archivi storici, al progetto culturale, al turismo locale, alle mostre, riuscendo a coinvolgere il pubblico con più di 200 giorni di manifestazioni in un anno e riuscendo a portare nell’anno 2011 circa quarantacinquemila visitatori.
A sei anni di distanza, possiamo affermare, che l’operazione di acquisto pubblico-privato, che al tempo era operazione nuova ed innovativa, apparsa ad alcuni azzardata e non pienamente condivisa, si è rivelata, per il Castello di Padernello, soluzione intelligente, senza la quale scarse o nulle sarebbero state le speranze di successo per l’intera operazione.
La Fondazione ha attivato il recupero e restauro del Castello, tramite tutta una serie di operazioni per la ricerca dei fondi, ma contestualmente pensando a Padernello come motore di una rinascita culturale, come ad un laboratorio di idee, come ad un sistema culturale, che potesse interagire con tutte le Istituzioni ed Associazioni presenti sul territorio. Da allora, senza sosta, è proseguita la ricerca fondi per continuare i restauri. La nostra Fondazione è diventata una delle Istituzioni più attive nell’ambito provinciale e Regionale.
Per una Fondazione come la nostra, che ha dimostrato in questi sei anni di aver avuto la capacità di sostenere la gestione ordinaria della stessa grazie al gratuito lavoro dei volontari, alla capacità di ottenere fondi anche attraverso i bandi, al coinvolgimento di privati e ditte, è fondamentale fare insieme un viaggio sulla strada di Padernello alla ricerca della storia, della natura, della cultura, sostanzialmente un viaggio alla ricerca della nostra anima.
Alle nostre spalle sei anni di lavoro, di impegno, pienamente vissuti, arricchiti da collaborazioni preziose e di tanti rapporti umani, generosi, solidali. Di fronte abbiamo i progetti per i prossimi anni, che affrontiamo con la stessa forza e lo stesso entusiasmo, augurandoci che la nostra Fondazione, con il lavoro svolto abbia contribuito a promuovere il territorio ed a sviluppare la coesione sociale ed il bene comune, mettendo in campo un progetto culturale alto, che abbia saputo ridare dignità a Padernello ed al maniero ivi ubicato.

Gianluca Bono
Fondazione Castello di Padernello

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