Il Piano di Governo del Territorio di Desenzano al voto del consiglio a pochi giorni dal voto dei cittadini per la nuova amministrazione: una follia.

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Sembra un folle incubo, invece è mera realtà. L’amministrazione uscente di Desenzano del Garda vorrebbe addottare definitivamente il Piano di Governo del Territorio a fine mese, in una seduta probabilmente di tre giorni (per valutare tutte le osservazioni pervenute) e a pochi giorni dal voto per decidere chi succederà al sindaco Felice Anelli, che ha deciso di non ricandidarsi.

Adottato il 28 settembre, questo strumento urbanistico poteva essere l’occasione per compiere un doveroso cambio di direzione nella gestione del territorio locale. Nelle realtà vicine, come già segnalato nei mesi scorsi, ci sono recenti esempi di una rinnovata presa di coscienza da parte degli amministratori locali rispetto alle discutibili scelte del passato: si pensi a Manerba, Padenghe e Moniga.

A Desenzano è invece emersa una continuità con la politica di cementificazione e han voglia gli assessori di dire che è il protagonista vero è l’ambiente: forse a Palazzo Bagatta ne hanno un’idea distorta, ossia di spazio da cementificare in cambio di oneri. La previsione è di una quasi inutile distribuzione complessiva di 409.325 mc, che porterà ad avere un suolo edificato che si attesterà al 26%.

Il lungolago Cesare Battisti: un approvato Piano Integrato d'Intevento prevede una nuova passeggiata a lago di 8.600 mq

La volontà è di fare di Desenzano una futura città, soprattutto in un’ottica turistica volta a valorizzare con opere e infrastrutture le qualità della cittadina. Benvenga, ma non vanno dimenticati i PII Tassere e Grezze che, già adottati prima del PGT in cui sono inseriti, prevedono la costruzione di circa 500 nuovi appartamenti per due opere contestate (il lungolago per la spesa e il progetto, la scuola per la posizione). Costruire per garantirsi entrate: questa è la logica dei Comuni che non possono permettersi le grandi opere e quindi pensano di rovinare quel bene ambientale che fa apprezzare ai cittadini, a chi qua vuole trasferirsi e ai turisti un paese come Desenzano.

Si vuole farediventare Desenzano una città e si parla di 3.000 nuovi abitanti nei prossimi 10 anni. Va bene, ma non vanno dimenticate le case oggi invendute e quindi vuote: se ne stimano tra le 1.000 e i 2.000. Bisognerà quindi incrementare la rete di servizi atta a sostenerne il peso, in un Comune già pesantemente congestionato dal traffico automobilistico.

Sulle pagine di questo giornale, dopo l’adozione del PGT, Simone Maraggi scriveva: “Padenghe dal recupero dell’Ici evasa a partire dal 2006 su seconde case ed aree edificabili ha stimato una quota pari a 2 milioni di euro. Questa cifra permetterebbe di coprire i costi di realizzazione di almeno un’opera pubblica senza ricorrere per esempio ai tanto agghiaccianti PII, che non nascono da reali esigenze abitative ma rappresentano solo una merce di scambio. Mi domando pertanto se anche a Desenzano siano presenti simili fenomeni di evasione e se sia possibile dotarsi di adeguati strumenti di rilevazione”.

A pochi giorni dal voto è una follia voler adottare uno strumento che condizionerà la futura amministrazione. Chi verrà non deve trovarsi obbligato a seguire e attuare le scelte di questa giunta, a cominciare dal candidato Luigi Cavalieri che sostenuto da Pdl e Udc vorrebbe parlare di rinnovamento, passando poi – giusto per citare solo alcuni dei candidati sindaco – per Rosa Leso del PD che da mesi contesta questo Piano, Annamaria Damiano che ne critica l’inutile cementificazione, Maria Ida Germontani che dice che la cementificazione va fermata.

La data, oltre che vergognosa, è ovviamente inaspettata anche se ormai nell’aria da qualche giorno. Avutane notizia la consigliere Maria Vittoria Papa del PD ha deciso di dimettersi, queste le sue parole scritte sul profilo Facebook del circolo locale del partito:
Cari tutti,
a fine mese durante il ponte del I maggio l’amministrazione comunale di Centrodestra adotterà il PGT.
A nessuno sfugge l’importanza politica di un tale atto amministrativo nella settimana in cui si va ad elezioni.
Proprio per questo motivo io oggi mi sono dimessa dalla carica di consigliere comunale.
Per questioni familiari programmate da tempo io non sono a Desenzano dal 27 aprile al I maggio, non mi è possibile fare diversamente, inoltre quando ai primi dimarzo abbiamo stabilito in famiglia l’impegno, mai avremmo immaginato di trovarci di frammezzo un consiglio comunale.
Data l’importanza del consiglio, non mi sembra corretto che i consiglieri di centrosinistra non possano al completo esprimere la ferma opposizione a questo scellerato piano di governo del territorio, anche se sono minoranza. Pertanto nell’ottica del servizio politico reso alla città, ritengo sia più opportuno che il mio posto sia occupato da un altro consigliere e la mia assenza nonvenga strumentalizzata, danneggiando me ed il centrosinistra in questi ultimigiorni di campagna elettorale.
Dalla nostra abbiamo che siamo uniti, che siamo responsabili. Mi pare che non sia poca cosa in questi tempi. Ricordatelo e fatelo ricordare, quando andrete a votare.

Da sinistra a destra: Stefano Borghesi, Paolo Formentini, Rino Polloni e Fabio Rolfi

Il Piano di Governo del Territorio portato all’adozione finale a pochissimi giorni dal voto e con una seduta consigliare di tre giorni è un assurdo politico, perché la democrazia esige trasparenza e partecipazione, che sono mancate nell’adozione di questo strumento urbanistico e che tra l’altro sarebbero richieste dalla stessa legge regionale 12/2005 che l’ha introdotto. Il volerlo votare ora significa due cose: innanzitutto che il Comune è in ritardo e lo è per una difficoltà nell’esprimere una propria linea unitaria sul futuro della città all’interno del Piano a causa di divisioni e differenti visioni nella maggioranza; in secondo luogo che i cittadini vorrano sapere il perché di questa data, quando normalmente un consiglio comunale non è già più operativo. Il Piano di Governo del Territorio muove enormi interessi economici, determina il futuro del paese, stabilisce come e quando potrà cambiare sia in meglio che in peggio. Non serve farlo di fretta, serve pensarci e deve parlo chi poi amministrerà.

Resta comunque il nodo del voto. Se arriverà veramente in consiglio comunale, innanzitutto potrebbe mancare il numero legale: la Lega Nord a fine novembre aveva annunciato di volerlo far mancare il numero per il PGT. Ricordando che Paolo Barziza (uscito dal Pdl) è in contrasto con l’attuale maggioranza, se i leghisti e i consiglieri di centrosinistra uscissero dall’aula… Fine. EG

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