IL SOFISMA – I compitini

Sergio Lingeri, autore di racconti e testi drammaturgici

E finalmente ci siamo… il vento elettorale soffia e spiega le vele delle navicelle pronte a solcare il turbolento lago della politica desenzanese. Ma niente motoscafi, vaporetti o barche a remi. Tutti con un “crociera” a questa Centomiglia amministrativa. Li abbiamo recensiti tutti i candidati, noi, gli altri giornali, e abbiamo letto tutti le varie intenzioni di questo o qell’altro candidato. Una scelta andrà fatta, obviously, ma mi chiedo se c’è qualcuno oltre a me che abbia avuto l’impresione di sentire i compitini. Le dichiarazioni programmatiche, così le chiamo, perché dei veri programmi chi ne ha mai sentiti, sembrano la lezioncina detta bene e imparata diligentemente. “Vogliamo proporre una Desenzano diversa, renderla vivibile per i cittadini, ma anche promuovere il turismo, allontanarci dalle logiche di partito, portare aria nuova, puntare più sulle persone etc etc”, compitini appunto, fatti bene, ma pur sempre compitini. Voi lettori, elettori anzi, avete mai sentito una di quelle belle prese di posizione, nette, precise, DIVERSE, che dapprima ti spiazza, ti indigna magari, addirittura ti fa incazzare, ma che ti obbliga per forza a pensarci e confrontarti con essa? Frammentazione, soprattutto a centro destra, che non ha favorito l’audacia e grandi colpi di teatro (esclusi i tappeti “volanti via” di Polloni, un sussulto giallo, o verde, di campagna). Pare tutto un bel listone, dove persino gli estremi dicono le stesse cose. Tanto, lo si sa, il pastrozzo alla Super Mario ballottaggio, è pressoché obbligato. Così in queste elezioni dal sapore retrò, di prima Repubblica, di proporzionale, mi aspettavo un cielo plumbeo trafitto da lampi, non grigiolino spruzzato da una flebile e pacata pioggia. E invece, si fanno i compitini: è importante farli bene, non lo nego, e alla lunga pagano sempre di più, però resto dell’idea che l’anonimo autore del trattato “Sul sublime” abbia assoluta ragione: “i grandi ingegni non sono privi di difetti… e la grandezza contiene in sè anche l’errore”, ma chi preferirebbe essere irreprensibile nella diligenza, eppure privo di attimi di luce, piuttosto che sbagliare a volte, ma essere in grado di dare emozioni travolgenti?

Sergio Lingeri

Leave a Comment

Powered by WordPress | Deadline Theme : An AWESEM design