Intervista al candidato sindaco Scamperle: pragmatismo per Desenzano

SCAMPERLE Renzo

Riprendiamo il filo del discorso iniziato lo scorso numero del Corriere del Garda, ci sono novità?
C’è una importante novità: oggi posso dire con orgoglio di essere il “Candidato Sindaco della Civicità Desenzanese” perché accanto al “Desenzano Civica” si è schierata “Comune Amico”, una presenza storica, naturale evoluzione dell’”Unione Civica” nata nel 1994. Il sostegno di persone con elevata competenza settoriale, moltiplica le energie e mi rende ancora più determinato perché alla guida di Desenzano ci sia un’autentica rappresentanza dei Cittadini.
Lei insiste molto sul temi dell’economia e del lavoro, non le pare una visione un po’ troppo riduttiva e di parte?
Non credo proprio, innanzitutto perché il mondo dell’impresa non è un “mondo a parte”. E poi, di questi tempi, l’economia ed il lavoro sono i veri problemi del paese e delle fa miglie. Senza lavoro non c’è sviluppo e senza sviluppo non c’è futuro, tutto il resto conta sicuramente, ma viene dopo.

Chiarissimo, ma come si concilia la sua visione “imprenditoriale” con la funzione “pubblica” a cui aspira?
Non c’è contraddizione, partendo dal presupposto che ciò che funziona, funziona ovunque, nel Privato come nel Pubblico. La mia sfida è esattamente questa: mettere la mia esperienza di imprenditore abituato a costruire, decidere e rischiare al servizio di Desenzano. Personalmente non sopporto lo spreco, l’inefficienza, la paralisi operativa dovuta a veti politici incrociati o ripicche personali.
Il suo pragmatismo puoi quindi contribuire a superare questa situazione? Mi fa un esempio concreto?
Parliamo di Turismo cuore e volano della nostra economia. Per competere dobbiamo integrare e completare la nostra offerta, prolungandone la stagionalità ed accrescendone il livello. Servono alberghi, dotati di strutture per meeting e incontri, con un numero di camere idoneo ad ospitare gruppi, comitive, senza rinunciare alla clientela abituale. Il Privato ha fatto e farà la sua parte, il Pubblico può far funzionare meglio quello che ha: spostare gli attuali spazi espositivi di Palazzo Todeschini in Castello, che può divenire un punto di riferimento, nel cuore della città con terminali in periferia. Oppure creare una struttura polifunzionale per ospitare eventi di
grandi dimensioni. Se viene collocata in una zona di facile accesso, con parcheggi adeguati, supportata da un progetto valido e da un piano finanziario corretto, la sua realizzazione potrebbe vedere compartecipi i privati; si tratta di passare dal libro dei sogni al project financial, non è facile, ma si può fare. Infine l’Acqua Termale. Va verificata l’effettiva possibilità del suo sfruttamento sia in chiave turistica, che economica. Gli albergatori potrebbero integrare la propria offerta con servizi termali e gestire l’operazione insieme al Comune. E che dire dello sfruttamento della geotermia per il riscaldamento della città? Non sono forse iniziative che gestite con equilibrio, professionalità e saggezza, possono generare introiti e ridurre la dipendenza delle entrate dagli oneri
di urbanizzazione? O vogliamo rimanere perennemente prigionieri della spirale costruzioni – oneri – investimenti, quale unica fonte per fornire e migliorare i servizi ai Cittadini?

Inserto pubbliredazione del n°18 – 1 aprile 2012

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