La VI commissione del Consiglio regionale della Lombardia lascia la porta aperta alla discarica tra Muscoline e Puegnago

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La VI commissione del Consiglio regionale della Lombardia lascia aperta la possibilità di un riempimento previo allargamento della cava di San Quirico di Puegnago, cui si accede solo dalle strade di Muscoline, su cui ricadrebbero i problemi di viabilità e che comunque viente il transito dei mezzi pesanti. Si tratta, lo ricordiamo, di 12mila mq con la prevista escavazione di altri 22mila metri cubi per una discarica che preoccupa vari comitati ambientalisti, i residenti della zona e la stessa amministrazione di Muscoline.

Un momento del sopralluogo

Ieri mattina i consiglieri sono stati accolti da una cinquantina di cittadini che li hanno guidati verso la valle e al piccolo santuario di San Quirico. “Il presidente della commissione Giosuè Frosio (Lega Nord) – spiega Mariella Bazzoli di Legambiente – ha detto che ha capito il problema, che questa è una zona molto bella e che è un peccato toccarla, ma dovranno fare un’altra riunione per capire meglio anche le carte del Comune che ha specificato meglio cosa può esservi conferito. La loro però è un’opinione consultiva e la decisione spetterà al Comune di Puegnago, perché hanno già avuto problemi con un’altra cava per cui è stato fatto ricorso al Tar”.

Cittadini, ambientalisti e amministratori del Comune di Muscoline a febbraio erano già stati ricevuti dalla Commissione, che si era mostrata perplessa su questo progetto di recupero. Però dopo l’incontro il sopralluogo di ieri i timori sono di un nuovo sfregio alla valle è grosso. Tra l’altro il Comune, assieme a Calvagese e Prevalle, ha siglato con la Provincia il divieto del transito dei mezzi pesanti di passaggio sulle proprie strade e alla cava vi si accede solo passando da Muscoline, per la gioia del vicino residence; ma non va nemmeno dimenticato che il Piano di Governo del Territorio di Puegnago classifica l’area come di valenza agricola e paesaggistica. 

“Noi non siamo contrari all’allargamento. L’amministratore delegato dell’azienda – prosegue Bazzoli – ha detto che se non potessero fare l’allargamento non farebbero nemmeno il riempimento, eppure dicono che vogliono ripristinare l’ambiente perché a loro interesserebbe come zona agricola. Non riusciamo a capire, potrebbero riempirla con materiale di scavo e accontentarsi come fanno tutti gli altri agricoltori che qua ci sono. La nostra paura è che quando iniziano a scavare poi, come succede da tutte le parti, vengano richiesti degli altri allargamenti”.

L’esempio di che può portare è recupero ambientale di un ex cava da lì non tanto distante. ”Inoltre – conclude – non riusciamo a capire perché Muscoline sia stato informato della procedura in corso solo all’ultimo. Sono due paesi confinanti che dovrebbero collaborare e tra l’altro i camion passerebbero proprio da Muscoline”.

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