Un’altra spianata di cemento nel cuore «verde» delle colline

capannoni Soiano

Se misurassimo l´amore per il nostro territorio dall´attenzione che riserviamo alla sua salvaguardia, bisognerebbe trarre la conclusione che di amore, in circolo, ce n´è davvero poco. La riviera del Garda e le colline moreniche sono uno degli scorci più suggestivi d´Italia e non solo, ma stanno perdendo il loro fascino tra cattivo gusto, speculazione edilizia e ingordigia delle amministrazioni, che con le spalle al muro per la crisi non sanno resistere al fascino maligno degli oneri di urbanizzazione.
E così, il verde lascia posto al cemento, come sta capitando a Soiano in località Levrini, dove sta sorgendo, manco a dirlo vista lago, l´ennesima ammucchiata di capannoni.
LA ZONA è sul monte Spigone, lungo la strada che da Carzago porta a Moniga, al confine con Padenghe. Chi è passato da quelle parti difficilmente non li ha notati, anche perché i capannoni sono visibili pure dalla vicina pista ciclo-pedonale della Valtenesi che corre a meno di 200 metri. Un pugno nell´occhio, alla faccia di Prg, Pgt, Piani paesaggistici e Soprintendenze varie. Un´altra ferita nel cuore verde del Garda.
«LO SCEMPIO – commenta un residente allargando le braccia – è davvero impressionante. Passando davanti al cantiere dalla strada sembra di osservare il cratere di un meteorite che, cadendo dal cielo, ha spianato tutto: alberi, vegetazione e i piccoli stagni che esistevano. I capannoni già in avanzato stato di costruzione sono alti almeno 15 metri e una volta terminata, questa colata di cemento sarà visibile anche dal lago e da parecchi chilometri di distanza». Viene da chiedersi perché vengano permessi tali scempi, purtroppo assai frequenti lungo la sempre più cementificata riviera gardesana.
Percorrendo la strada provinciale da Desenzano a Salò, ci si accorge che i capannoni, i centri commerciali e i magazzini sono sorti come funghi: il risultato è che quella che dovrebbe essere una splendida costiera, assomiglia sempre più a una delle tante strade di periferia di una città del Nord: Brescia come Milano, oppure Genova e Torino.
STORIA E PROGRESSO non possono essere fermati, ma il Garda è un capitale economico e naturalistico che va salvaguardato. Pochi anni fa, Aventino Frau, all´epoca presidente della Comunità del Garda, ammoniva contro la speculazione e gli oneri: «Se si fanno i conti solo con la cassa, presto o tardi gli speculatori l´avranno vinta sul paesaggio».
Negli ultimi decenni il Garda è cambiato e si è arricchito, ma a pagarne le conseguenze è stato proprio quel paesaggio che è motore della parte buona dell´economia. Troppo spesso si è permesso di costruire senza pensare al futuro e al territorio.

Enrico Grazioli - Bresciaoggi del 7 aprile 2012

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