Chi ci governerà un giorno a Desenzano? Quattro chiacchiere con i candidati consiglieri under 30.

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A ogni campagna elettorale, sotto i gazebo e sulle pubblicità politiche, i giovani pullulano. Non c’è candidato sindaco che non vada in giro fiero a dire che nella sua lista ci sono tanti giovani, che lui crede nei giovani, che sono il futuro, che bisogna investire sui giovani et cetera; peccato che poi ci si dimentichi di loro. L’interesse viene e se ne va altrettanto velocemente. Spesso sono semplicemente uno specchietto per le allodole (i loro coetanei da convincere al voto); eppure sono veramente il futuro, politico e sociale.

Quest’anno a Desenzano del Garda, dove il 6 e 7, si rinnova l’amministrazione se ne sono candidati tanti. Stufi dei soliti confronti tra sindaci, Silvio Carnassale, presidente della desenzanese Arci “Enzo Biagi”, e il sottoscritto, come direttore di questo mensile, hanno pensato di dare per una volta la parola a questi giovani che si sono impegnati e sperano di poter essere eletti per dimostrare quanto valgono e quando possono dare per il bene di questa città.

Ospiti del Bar Bosio in Piazza Malvezzi, per la serata “Chi ci governerà un giorno?” abbiamo invitato per fare quattro chiacchiere Imer Zanetti (25 anni, Lega Nord), Martina Morselli (22 anni, Desenzano Tricolore), Giuseppe Visonà (20 anni, PD), Alberto Stefanelli (20 anni, Desenzano in Movimento), Andrea Spiller (24 anni, Movimento 5 Stelle), mentre Giovanni Maiolo (26 anni, Pdl) non è potuto venire per malattia.

Tutti concordano sull’importanza della voce giovane in una politica spesso vecchia e infatti tutti vivono con impegno una campagna elettorale ormai agli sgoccioli, senza rimpianti, speranzosi e con tanta voglia. Però un dato di fatto è che gli spazi siano non pochi, ma malgestiti e che una struttura come quella della Consulta giovani qua non ha ancora funzionato, tra trafile burocratiche per entrarvi e domande sull’appartenenza politica*.

“La biblioteca di Desenzano – dice Spiller – è usato solo per il prestito dei libri e per l’area di studio servirebbero orari continuati e aperture serali, magari anche con una forma di autogestione volontaria”. “Bisogna dare lustro alle attuali strutture e dare più facile accesso alla Consulta giovani, rivedendone lo statuto”, a dirlo è Stefanelli che ha anche parlato della necessità di una nuova gestione del Punto Giovani e del Centro di Aggregazione Giovanile, che hanno orari “impossibili” per chi studia, ipotizzando anche l’apertura di un ufficio “start-up” (avvio, ndr) per i giovani che vogliono aprire un’attività.

Visonà, parlando a favore di un nuovo statuto della Consulta prendendo esempio da quella di Padenghe, ha parlato di “coesione giovanile a prescindere dall’appartenenza politica” e di valorizzazione dell’associazionismo. Morselli, ribandendo che la Consulta deve essere apolitica, ha parlato di un Festeival dei giovani e di creare una sezione a parte del sito comunale per l’offerta/ricerca di lavoro interna al paese. Zanetti, invece, nella Consulta vede anche una struttura che più che creare eventi “possa essere di aiuto a chi vuole avviare un’azienda, sulle carte da fare, con persone volontarie che ti consigliano”.

Villa Brunati, sede della biblioteca: tutti sperano che possano diventare un vero polo culturale, senza dimenticare che alle sue spalle ospite un bell'anfiteatro per spettacoli musicali.

Tutti avrebbero piacere che gli spazi esistenti venissero sfruttati meglio, perché le associazioni oggi fanno fatica a trovare uno spazio dove ritrovarsi, tutti farebbero delle “notti bianche” per il commercio, ma con eventi culturali e tanta musica, di vario genere, dal rock alla classica.

Tanti i punti condivisi, ma ognuno appartiene comunque a un retroterra culturale e politico diverso, così abbiamo rivolto a ognuno di loro una domanda. A Zanetti sul fatto di essere candidato per un movimento oggi in un momento particolarmente tormentato e che ormai è un movimento con pregi e difetti dei vecchi partiti: “Io mi sono impegnato per la Lega Nord prima che si sapessero queste cose e ne sono rimasto schifato, ma mi sono candidato per Desenzano perché qua sono nato, qua vivo e qua ho aperto un’azienda. Non l’ho fatto perché ambisco a diventare un politico, ma perché credo nell’impegno per questa città”.

A Morselli, unica rappresentante del gentil sesso tra gli ospiti, come viva l’appartenenza a una lista con riferimenti a una certa destra sociale e come viva l’essere giovane e in politica quando nelle cronache la cosa è spesso associata a persone Nicole Minetti: “Noi facciamo riferimento a una destra socialista, ma non dobbiamo più guardare a un certo passato. C’è stato il 25 aprile ed è così. I nostri valori sono comunque questi, come dare la casa agli italiani. Per quanto riguada la Minetti, non è il mio caso, sono capolista perché hanno creduto in me e perché ci credo io”. A Visonà il rapporto tra quantità e qualità, perché tra lista PD e quella Aria Nuova per Desenzano, che sostengono Rosa Leso, ci sono tanti ragazzi e ragazze e quindi come sia possibile valorizzarli: “Siamo in tanti è vero, ma siamo in due liste perché con storie politiche diverse. Essere in tanti è un bene, ma negli anni a venire dobbiamo restare tanti”.

A Stefanelli, che fa parte di una lista quasi del tutto under 25, abbiamo chiesto se è un rischio essere andati in coalizione con altre due liste, perché nel caso in cui si debbano accontentare delle file della minoranza quasi certamente non avranno rappresentanti eletti: “E’ un rischio che abbiamo pensato. Noi siamo nati come associazione, poi siamo diventati lista e all’inizio volevamo concorrere alle elezioni da soli, ma abbiamo visto che con Sel e Idv c’erano valori e idee condivise e abbiamo fatto una coalizione, perché da soli era forse impossibile. Sappiamo del rischio, ma così cresceremo”. A Spiller, visto che i grillini stanno riscuotendo un certo successo nella penisola, se il Movimento 5 Stelle non corre il rischio di diventare il solito partito: “E’ una cosa possibile, ma non accadrà. Io non sono interessato a diventare un politico, mi sono impegnato per altro, vigileremo affinché questo non accada”. EG

* All’indomani dell’incontro, Erick Carella, presidente della Consulta Giovani di Desenzano ha tenuto a specificare, per altro dispiaciuto di quanto detto, che tale organo non è politicizzato e che nei mesi scorsi ha più volte cercato di coinvolgere ragazzi di più estrazioni culturali per coinvolgerli impegnandosi direttamente presso la segreteria comunale per agevolarne l’ingresso. Ora con le elezioni e la campagna elettorale l’organo si è fermato, con l’estate tornerà a essere operativo probabilmente subito con un altro tour enogastronomico.

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