Confronto all’Isituto Bazoli-Polo dei candidati sindaco di Desenzano davanti ai ragazzi di quarta e quinta tra Tav e spese elettorali.

bazoli polo confronto

All’ultimo giorno di campagna elettorale, prima del silenzio, i candidati sindaco si sono misurati ancora una volta e confrontati su invito dell’Istituto Bazoli-Polo di Desenzano. Davanti alle classi quarte e quinte sono stati interrogati su spazi verdi, urbanistica e barriere architettoniche, ma in apertura i nove si sono confrontati su uno dei temi di maggiore attualità, dopo anni di sopimento dell’opinione pubblica: la Tav, che qua solcherà le colline moreniche a sud dell’A4.

Maria Ida Germontani (Desenzano che Passione): “Sono favorevole alla Tav, ma non si deve rovinare il territorio di Desenzano: il progetto come è ora danneggia alcune nostre ricchezze. Non possiamo bloccare il progresso, ma lo possiamo rendere compatibile con il territorio e batterci per una variazione del percorso”.

Pietro Avanzi (Desenzano Tricolore): “Non sono favorevole a questo tracciato, ma come non lo vogliamo qua non lo vorranno nemmeno nel mantovano. La protesta va fatta, ma nei gusti modi e nel rispetto delle regole”.

Luigi Cavalieri (Pdl-Udc): “Il cantiere danneggerebbe le coltivazioni e il turismo ne risentirebbe, un tracciato riveduto avrebbe anche meno costi. Bisogna fare di tutto per un tavolo tecnico per rivedere il percorso”.

Rino Polloni (Lega Nord): “Si parla di Tav e Tac (treni alta capacità), ma la combinazione del trasporto merci su rotaia e gomma è fallimentare. È giusto che i singoli cittadini e i sindaci difendano il territorio. Si parla di miliardi di euro e questi soldi sarebbe meglio investirli in ricerca e lavoro”.

Luisa Sabbadini (Movimento 5 Stelle): “E’ un progetto obsoleto, non è il progresso. Sarà un grosso debito per le generazioni future”.

Rosa Leso (PD e Aria Nuova per Desenzano): “Non che sia favorevole alla Tav, ma per quel che riguarda Desenzano ora mi preoccupa molto di più il Piano di Governo del Territorio approvato a 5 giorni dal voto in condizioni disumane. Nonostante la mozione di Polloni per modificare il percorso, il tracciato indicato è lo stesso. Sicuramente bisognerà salvaguardare le colline moreniche”.

Renzo Scamperle (Desenzano Civica e Comune Amico): “Qualcuno ha deciso di farla, spero con coscienza. Se il Cipe la finanzierà, sarà fatta, perché chi ci governa ha deciso che è un’opera strategica. L’amministrazione potrà incidere sui cantieri e sulle strade di accesso, che avranno un grosso impatto. Per ora si parla di spostarla, ma non è nostra competenza”.

Esterino Caleffi (Progetto Desenzano), dopo una rogatoria sull’importanza di informarsi: “Bisogna capire se spostarla non comporti altre criticità”.

Annamaria Damiano (Sel, Idv, Desenzano in Movimento): “E’ un’opera arrogante imposta dalla politica sulla testa di tutti: hanno unito sulla cartina due punti senza pensare cosa ci fosse sul territorio. Essere “no Tav” non vuol dire essere violenti e contro il progresso, questa è un’opera devastante”.

Interessante anche la questione delle spese per la campagna elettorale, anche se al momento ovviamente ci sono solo i preventivi di spesa. Damiano: “Non andremo oltre i 1.000 euro”. Caleffi: “Abbiamo fatto un preventivo di 5.000 euro, credo non li spenderemo tutti”. Scamperle: tra le due civiche, esclusi i singoli candidati consiglieri, si aggiro attorno a qualche mille euro. Leso: soldi arrivano dalle feste estive dove lavorano i volontari del partito. Sabbadini: circa 1.500 euro. Polloni: “Cinque anni fa un candidato (Enrico Frosi, ndr) aveva fatto una campagna all’americana e aveva dichiarato circa 27mila euro, ora è arrivato un decreto ingiuntivo del tribunale per pagare 86.500 euro. Io ho preventivato 7.500 euro”. Cavalieri: tra Udc e Pdl un preventivo di 20mila euro. Avanzi: spesi 4.130 euro. Germontani: preventivo 3.500 euro di cui 100 euro da parte di ogni candidato per i propri “santini”.

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