Desenzano, Renzo Scamperle mette al tappeto il centrodestra dei partiti e ne raccoglie i voti.

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Il centrodestra partitico è crollato. A Desenzano il voto è in linea con quanto successo nel resto della penisola, con il Pdl in caduta libera e i grillini a fare man bassa tra lo scontento diffuso verso la politica in generale. Al ballottaggio del 20 e 21 maggio i cittadini desenzanesi potranno scegliere tra Rosa Leso, sostenuta dal PD e dalla civica Aria Nuova, e Renzo Scamperle, che ha rifiutato i partiti e si è presentato con Desenzano Civica e la storica Comune Amico.

Comunque vada per la cittadina sarà una piccola rivoluzione. Perché l’amministrazione uscente non ha avuto seguito. Tanti i motivi, dal Pgt a pochi giorni dal voto a una situazione di scontento diffuso, senza dimenticare la candidatura imposta “dall’alto” del castiglionese Luigi Cavalieri per la coalizione Pdl-Udc. Proprio la scelta del segretario locale dei “bianco-scudati” ha creato non pochi mal di pancia interni al gruppo pidiellino. Il dato di fatto è che cinque anni fa il solo Forza Italia aveva raccolto il 26,9%, cui si aggiungeva il 6,4% di Alleanza Nazionale per una maggioranza guidata da Felice Anelli che aveva raccolto complessivamente il 48,3%.

Erano percentuali differenti, perché con tre candidati sindaci il voto non si era frammentato come quest’anno. Resta il fatto che a frammentarsi è stato però proprio il centrodestra, con un Pdl sminuito nel suo 15,84%.

I leghisti invece hanno pagato sicuramente il momento nazionale. Dopo anni di successi elettorali, il movimento che voleva lottare contro il sistema partitico romano ha dimostrato di avere tutti i pregi e i difetti del classico vecchio partito italiano. Il voto contro i partiti e il sistema, il voto antipolitico è stato quindi assorbito dal Movimento 5 Stelle, un gran successo senza un chiaro programma elettorale: il messaggio è semplice, servono persone che facciano meno i politici e pensino a essere più onesti amministratori del bene pubblico.

Qua la Lega ha comunque resistito con l’8,8% contro il 9,63% del 2007 e ora Rino Polloni lascia libertà di voto agli elettorli: “Vanno rimarcate le forti divergenze programmatiche con i due candidati al ballottaggio, Rosa Leso e Renzo Scamperle; il PDL inoltre, probabilmente si apparenterà con Scamperle e porterebbe in Consiglio Comunale le stesse persone che facevano parte della passata amministrazione, che ha tenuto posizioni nettamente contrarie a quelle della Lega Nord, come ad esempio: il voto contrario al mantenimento e miglioramento della spiaggia Feltrinelli e l’approvazione del PGT, su cui la Lega ha votato in modo nettamente contrario. Per questi ed altri motivi, preferisco mantenere un atteggiamento coerente e fuori da ogni interesse personale e logica di spartizione di posti o poltrone”.
In realtà al ballottaggio Scamperle non ha andrà né con Pdl e Udc, ha sempre detto che non sarebbe mai andato con i partiti, eventualmente solo accordi con altre formazioni civiche. Per gli apparentamenti c’è tempo fino a domenica, ma il dato di fatto è che finora l’imprenditore prestato alla politica ha saputo mettere al tappeto Cavalieri e Polloni, raccogliendo molti più voti e facendosi parecchio apprezzare dal proprio elettorato.

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