Il futuro del “sistema allevatori” è stato al centro dell’assemblea dell’Apa di Brescia. Il presidente Germano Pè: “Il nostro ruolo è strategico per continuare a sostenere la competitività della zootecnia bresciana e lombarda”.

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“Nella riorganizzazione del sistema allevatori abbiamo imboccato la strada giusta”. Questo il messaggio lanciato dal presidente Germano Pè ai soci dell’Associazione Provinciale Allevatori di Brescia, riuniti in assemblea al President Hotel di Castel Mella per l’approvazione del bilancio e la ratifica di alcune modifiche statutarie. Un appuntamento atteso tuttavia soprattutto come momento di confronto sulle prospettive future dell’associazione, sulle quali incombe ormai da qualche anno lo spettro dei tagli alla spesa pubblica.

“La diminuzione del sostegno pubblico all’attività dei controlli funzionali svolta dalle Apa è andata sommandosi anno dopo anno – ha spiegato Pè-. Da qui la decisione dell’Associazione Italiana Allevatori di riorganizzare i controlli funzionali con un nuovo modello in cui la titolarità dell’attività passa in capo alle associazioni regionali. Questo nel corso del 2011 ha portato ad una ulteriore riduzione delle contribuzioni che per la Lombardia è stata nell’ordine del 17%. Fortunatamente abbiamo trovato un prezioso alleato nell’assessore all’agricoltura di Regione Lombardia Giulio De Capitani, che avendo compreso perfettamente il carattere strategico della nostra funzione, si è fatto carico di una quota superiore al 50% del finanziamento necessario a garantire l’operatività negli allevamenti regionali”.

Per la Lombardia quindi la riorganizzazione attraverso l’integrazione delle Apa in Ara avverrà in modo parziale e graduale. “Nella nostra regione alcune Apa hanno dimensioni che superano ampiamente quelle di molte realtà regionali – ha detto Pè-. Ciò ha portato alla concessione di una deroga all’obbligo di regionalizzazione del Sistema Allevatori Lombardo, che tuttavia rimane una prospettiva assolutamente ineluttabile anche per noi. Così come l’intero Sistema Allevatori nazionale dovrà presto arrivare ad una revisione complessiva dell’operatività, con forti cambiamenti anche nelle attività svolte negli allevamenti soci: è prevista infatti l’introduzione di nuovi sistemi di controllo e la modulazione della partecipazione finanziaria degli allevatori in funzione del loro contributo all’attività selettiva. Molto resta ancora da fare, ma riteniamo che la strada imboccata sia quella giusta”.

L’obbiettivo della riorganizzazione rimane quello di continuare a garantire il sostegno di un’adeguata assistenza tecnica ad un comparto strategico per l’economia nazionale come la zootecnia. Un lavoro che, per quanto riguarda l’Apa di Brescia ed il settore bovino, ha riguardato nel 2011 un patrimonio di 137 mila vacche controllate, con un aumento di 3000 capi rispetto all’anno precedente: la produzione media annuale si è attestata a 9.306 Kg di latte con il 3,68% di grasso ed il 3,38% di proteine. I servizi si assistenza tecnica SATA sono stati assicurati inoltre a 944 allevamenti per un totale di 8700 visite aziendali.

“Sono numeri che dimostrano quanto il ruolo del Sistema Allevatori continui a rimanere centrale per garantire competitività al settore e sicurezza al consumatore, soprattutto in una provincia come Brescia dove la zootecnia è sinonimo di primati produttivi ed eccellenze di elevato profilo qualitativo, come del resto dimostrato anche dalle vittorie di capi bresciani in competizioni nazionali dedicate alle razze Frisona e Bruna”, ha concluso il presidente. Oltre all’approvazione del bilancio, l’assemblea è stata chiamata a votare alcune modifiche statutarie, approvate con il voto contrario di alcuni esponenti di Cia e Copagri. Pè ha rimandato i soci all’appuntamento del prossimo 26 maggio per il rinnovo delle cariche, prima della tradizionale consegna delle targhe ai migliori allevamenti 2011: Gottardo e Giuseppe Rezzola di Trenzano (Frisona), Alessandro Galbardi di Zone (Bruna), Giuseppe e Fabrizio Cervati di Verolavecchia (Jersey), Andrea Cristini di Isorella (suini), Guerrino Boglioni di Castenedolo (equini), Luigi Martini di Artogne (Caprini-razza Camosciata delle Alpi) e Roberto Gualeni di Orzinuovi (caprini razza Saanen).

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