Le Paludi, progetto di parco urbano a San Felice del Benaco

parco urbano san felice

La vita famigliare si basa di norma sul buon senso applicato alle azioni quotidiane. Ad esempio, se si vuole affrontare una spesa considerevole il “buon padre di famiglia” per prima cosa valuta se sia veramente indispensabile e poi se economicamente sostenibile. La “diligenza del buon padre di famiglia” esiste anche in diritto e dovrebbe essere un modus operandi posto a guida delle azioni nell’amministrazione pubblica.

Purtroppo non sempre è così, o quanto meno non lo è a San Felice del Benaco. L’amministrazione comunale ha iniziato l’iter per la realizzazione dell’opera chiamata “Riqualificazione del Parco urbano delle Paludi”. Le “Paludi” sono un’area incolta di oltre 27 mila metri quadri all’ingresso del territorio comunale che necessita effettivamente di una riorganizzazione. È previsto un ampio parco, un’area per il cinema all’aperto, un auditorium da 300 posti e locali per alcune realtà associative del territorio. Tutta l’opera costerà alla comunità di San Felice oltre 5 milioni di euro.

Va detto che il progetto presentato dallo studio incaricato ha molti aspetti positivi e la filosofia che lo guida è assolutamente condivisibile: rispetto dell’esistente, mantenimento della linea d’orizzonte del vecchio nucleo abitativo e forte mitigazione del nuovo edificato. Un progetto che andrebbe sicuramente attuato se ce ne fosse veramente bisogno. Sempre più cittadini, infatti, si stanno ponendo due semplici domande a cui proveremo a dare le nostre personali risposte.

Ci serve unopera di questa entità e dimensione?

Questo progetto nasce più da esigenze politiche e d’immagine che da bisogni effettivi. Ad oggi non ci è dato sapere se alla base della decisione di affrontare quest’opera ci sia un serio studio sulle reali necessità del paese.

Le esigenze del territorio sanfeliciano non sono tali da giustificare un intervento di questa entità. L’auditorium non sarà utilizzato al completo per più di cinque/sei volte l’anno. Mediamente poi gli eventi organizzati nel comune vedono la partecipazione di 30/60 persone e non avrebbe quindi senso impiegare una struttura di queste dimensioni. Senza poi parlare delle implicazioni negative che avrebbe sulla vita culturale del paese il concentramento di tutti gli eventi in un unico luogo.

L’Amministrazione ha comunicato che l’auditorium potrà essere di stimolo al turismo congressuale, dimenticando però di dire che realtà similari già esistono in zone limitrofe ed hanno grosse difficoltà a decollare, nonché di spiegare chi dovrebbe coordinare l’attività di promozione e di gestione.

Si è escluso poi dal dibattito pubblico qualsiasi valutazione sulla riorganizzazione e sistemazione delle strutture esistenti, sulla ricognizione delle proprietà utilizzabili e sull’opportunità di individuare soluzioni alternative. Forse un’opera di diversa entità, o strutturata in più stralci indipendenti, avrebbe avuto più senso in questi periodi di grave crisi economica.

Ci possiamo permettere di sostenere una spesa di oltre 5 milioni di euro?

Il bilancio del Comune di San Felice del Benaco è di poco superiore ai 6 milioni di euro. Già questo dato dà il peso dell’impegno economico che i cittadini dovranno accollarsi.

È stato spiegato dall’Amministrazione che non saranno attivati mutui per la realizzazione dell’opera (in parte falso perché il progetto è già stato appaltato grazie ad un mutuo). Le risorse saranno reperite dalla vendita dei beni immobili di proprietà comunale e dai proventi del Piano del Governo del territorio. In parole povere quest’opera sarà finanziata con la svendita del territorio sanfeliciano a favore delle seconde case.

Altri forti dubbi riguardano i costi di mantenimento. Quanto può costare annualmente la gestione di un parco, così come progettato, di oltre ventimila metri quadri? E quanto sarà il costo del puro sostentamento delle infrastrutture? Anche su questo fronte le informazioni da parte dell’Amministrazione latitano.

Sempre più cittadini di San Felice si pongono queste domande e sta aumentando il fronte di coloro che vedono quest’opera come inutile e troppo costosa. Quello che i cittadini chiedono all’Amministrazione è che venga sistemata l’area delle “Paludi” senza dover per forza realizzare cattedrali nel deserto. Un bel parco studiato per ridurre al minimo la manutenzione potrebbe essere un buon inizio lasciando la costruzione delle piramidi ai futuri faraoni che, speriamo, possano vedere economie più sane.

Sobrietà e buon senso sono le caratteristiche che, oggi più che mai, dovrebbero guidare un amministratore. Caratteristiche che, in tutta onestà, non riusciamo a vedere nel Sindaco Rosa Paolo.

Simone Zuin – www.simonezuin.it

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