Letti per voi… “La gioia di scrivere” di Wislawa Szymborska

A febbraio, durante la trasmissione televisiva “Che tempo che fa”, Roberto Saviano ha reso omaggio a una grande poetessa polacca scomparsa da pochi giorni: Wisława Szymborska. Mi ha colpito molto come Saviano sia riuscito a trasmettere il messaggio e la poetica di questa donna, forse perchè anche lui cerca la bellezza nelle cose più semplici. Per questo abbiamo chiesto di parlare di lei a una nostra corrispondente polacca, laureata in italiano,  che le ha dedicato questa recensione.

Grazie a Julia Wollner; julia@ilponte.pl;  www.viagiulia.pl

Qualche settimana fa una delle riviste femminili più lette in Polonia, “Twój Styl”, ha pubblicato un’intervista con Katarzyna Kolenda-Zaleska, giornalista e autrice di un film su Wisława Szymborska con cui ha visitato, nel 2008, la Sicilia. Nel suo racconto sulla grande poetessa, premio Nobel 1996, la Zaleska ricorda questa scrittrice leggendaria che scende dal piedistallo per parlare delle cose più semplici e usuali come, ad esempio, la superiorità del rossetto sul lucidalabbra, la bellezza del divo americano George Clooney o il piacere di fumare una sigaretta dopo il pranzo o la cena. La giornalista ricorda anche certe abitudini curiose come quella di organizzare a casa sua serate con giochi di lotteria, o di acquistare durante i viaggi cianfrusaglie e ricordini kitch per i suoi amici, o di interessarsi alla vita delle scimmie, suoi animali preferiti. A questa intervista con Katarzyna Kolenda-Zaleska fanno corona numerosissimi saggi e articoli, pubblicati dopo la morte della Szymborska avvenuta nel febbraio 2012, che mettono tutti in rilievo la capacità che aveva questa grandissima poetessa di rendere suggestive le cose più umili,  di mettere in moto la fantasia raccontando gli eventi più quotidiani. Per noi polacchi è un motivo di grande orgoglio aver avuto come compatriota questa grande poetessa e questa grande donna, di cui abbiamo ammirato la nobiltà d’animo, l’elevatezza del suo mondo fantastico e l’amore verso il suo popolo.

Pietro Marchesani – grande traduttore italiano delle poesie di Wisława Szymborska – scomparso qualche mese prima di lei – sottolinea nella prefazione alla raccolta “La Gioia di scrivere. Tutte le poesie (1945-2009)” (Adelphi, 2009, euro 19,00), pubblicata recentemente da Adelphi – che anche in Italia la poetessa polacca è diventata una scrittrice di culto. Ne sono un esempio l’accenno che si fa alle sue poesie nei film (come Cuore sacro di Ferzan Ozpetek) o nelle canzoni rock (per esempio di Jovanotti). Lo conferma anche la fortuna che queste stesse poesie godono presso i giovani, i quali ne apprezzano il linguaggio semplice, tinto spesso di una lieve ironia, e la leggerezza espressiva con la quale la Szymborska riesce ad esprimere le sfumature più delicate delle emozioni umane e a dar voce a ciò che d’insolito e di enigmatico vi è in tutto quello che, a prima vista, può sembrare consueto e perfino banale.

Per suggerimenti e informazioni, scrivete a veronica@libreriabacco.com

a cura di Veronica Oliosi

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