Partirà dal Colosseo la seconda edizione della Marcia per la Vita, inaugurata a Desenzano lo scorso anno.

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Nel paesaggio, nel linguaggio, nel rito, nelle arti: l’alfabeto dello spirito umano è celato o sfregiato. Quanto nei secoli si è amato, conservato, perfezionato, e che potrebbe oggi come sempre favorire quella pace senza la quale non può zampillare l’amore, è odiato. Se riproposto, è riproposto sottovoce di modo che i più non vi badino; oppure in caricatura affinché sia vilipeso dalle masse isteriche, schiave di riflessi condizionati scambiati per libertà. Così accade pure per la legge morale cosiddetta naturale, quella cioè che fornisce la condizione affinché il cuore umano possa riposare nel suo centro, cessando di dissiparsi nella vanità delle passioni. Mostruosità etiche ed estetiche sono invece difese e promosse dalle leggi. Leggi senza valore la cui unica autorità è nell’urna che si finge elettorale oggi, si rivelerà funeraria domani. Perché o l’autorità porta un raggio divino, oppure è fumo.

Il nostro tempo è figlio di quell’odio per l’ordine della creazione e di quella rovesciata filantropia che hanno per profeta il marchese de Sade, il quale mise in bocca a Madame de Saint-Ange parole modernissime: “Anche se fosse già nato saremmo sempre padrone di distruggerlo. Non c’è al mondo nessun diritto più certo e assoluto di quello delle madri sui loro figli”.

Gli intellettuali gli han tenuto bordone e anche oggi incensano col fumo dei camini ospedalieri il diritto materno di espellere dal grembo le proprie creature, avvelenate dalle stesse madri o fatte a pezzi dai sacerdoti in camice bianco. Pochi anni fa, qualcuno lamentava sui giornali che all’ospedale di Desenzano i medici rifiutassero di uccidere i feti. Il sadico si lamentava, sebbene il “servizio” (così si leggeva sul Giornale di Brescia) venisse lo stesso assicurato “una volta la settimana, tramite un gettonista”. In quell’anno, l’ISTAT riporta duemilacinquecentosessantasei “servizi” eseguiti nella provincia di Brescia. Sei o sette servizietti al giorno cementano, con l’abitudine, l’indifferenza.

Ma qualcuno resiste. Nel Maggio 2011, Desenzano ospitò la prima Marcia Nazionale per la Vita, della quale riferimmo con entusiasmo da queste pagine. Oggi vive, ed opera, una generazione che ha assaporato i frutti avvelenati di una cultura infetta, alla quale, con mitezza e fierezza, si oppone. I resistenti non devono essere né timidi né pochi se quest’anno, il 13 Maggio, la marcia partirà dal Colosseo, con un profluvio di adesioni.

Per informazioni: http://www.marciaperlavita.it/.

Algo Carè

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