Desenzano, un Piano di Governo del Territorio in zona Cesarini: a che scopo?

Nonostante le contrarietà manifestate dalle opposizioni e da un buon numero di cittadini una maggioranza consigliare, al termine del suo mandato, ha voluto porre il suo timbro definitivo al Piano di Governo del Territorio (PGT) di Desenzano del Garda.

Ad una manciata di giorni di distanza, il voto popolare ha trasformato la maggioranza in minoranza, e fatto aumentare una parte della minoranza, fortemente avversa al PGT, maggioranza.

La vicenda offre lo spunto ad alcune considerazioni:

1) i consiglieri della precedente maggioranza pronosticavano che la loro parte politica vincesse le elezioni di maggio. In tal caso un minimo di cautela avrebbe imposto di rinviare l’approvazione definitiva del PGT per almeno tre motivi:

a) la legge è ben chiara a limitare i poteri del consiglio comunale, a partire dalla data di convocazione dei comizi elettorali, agli atti urgenti e improrogabili. In materia gli orientamenti dottrinari e giurisprudenziali non sono, come al solito, uniformi, ma l’orientamento prevalente non include fra gli atti urgenti ed improrogabili i piani regolatori, che la Lombardia ha denominato PGT, se non nel caso di evitare gravi danni al paesaggio naturale ed all’assetto urbanistico, e la fattispecie non ricorreva;

b) il termine fissato dalla L.R. n. 12/2005, a pena di inefficacia degli atti propedeutici del PGT, sarebbe scaduto a settembre 2012, a causa del decreto di convocazione dei comizi elettorali: non sussisteva, quindi, il requisito dell’urgenza, né quello dell’improrogabilità;

c) il rischio di impugnazione dell’atto conclusivo del procedimento di approvazione definitiva era palese ed incombente, per la ragione dianzi esposta, se non per altre, con la conseguenza che l’efficacia del PGT sarebbe incappata in notevoli incertezze e per chissà quanto tempo.

2) la precedente maggioranza pronosticava di perdere le elezioni e ha voluto tracciare i binari all’amministrazione che le sarebbe succeduta o, in ogni caso, condizionarne la gestione, costringendola ad un’attività perigliosa sotto l’aspetto giuridico-formale per modificare o revocare gli atti già perfezionati (va tenuto presente che pende già un giudizio avanti al TAR per l’annullamento dei PII delle Tassere e delle Grezze, promosso da quella che prima delle elezioni era minoranza consigliare.

3) la maggioranza che amministrava il Comune mirava con l’approvazione del PGT a catturare i voti di quella parte della cittadinanza non contraria, se non a parole, a barattare cementificazione del territorio ed urbanizzazione estensiva in cambio di qualche opera pubblica, più o meno necessaria. Il risultato della consultazione elettorale ha rivelato che la maggioranza dei cittadini è contraria a mercanteggiamenti pubblico-privati che tendono al perverso risultato di favorire la speculazione più che a favorire l’interesse pubblico all’ordinato sviluppo territoriale.

E’ prevedibile che la nuova maggioranza consigliare non si farà condizionare dal PGT fortissimamente voluto dall’amministrazione precedente e che farà uso di ogni mezzo legittimo per adattarlo al suo proprio programma.

Da qui la domanda del cittadino: a quale scopo una battaglia consigliare durata varie sedute per approvare uno strumento urbanistico, avente validità quinquennale ma esplicitamente sempre modificabile, da parte di un consiglio comunale a pochi giorni dalla scadenza del mandato, e, probabilmente, privo ormai dei poteri per approvarlo?

Umberto Persegati, un cittadino desenzanese

Leave a Comment

Powered by WordPress | Deadline Theme : An AWESEM design