Il sogno di «Fede» e Guglielmo dalla Valtenesi agli Europei: selezionati dal grande Paolo Rossi andranno a Kiev.

Per un bambino di 7 o 8 anni non è solo un sogno: è di più. È l´esperienza più emozionante che si possa immaginare. Volare in un Paese straniero, entrare in uno stadio affollato da 100mila persone, trovarsi in campo con i grandi campioni delle figurine, e consegnare all´arbitro il pallone ufficiale dei quarti di finale dei campionati europei di calcio

È UN SOGNO che sta per avverarsi per due ragazzi della Scuola calcio dell´As Valtènesi, scelti con altri 5 pari età lombardi per andare il 24 giugno a Kiev, in Bielorussia, e vivere da protagonisti il campionato che tutti gli altri potranno solo vedere in televisione.
Si chiamano Guglielmo e Federico, e sono stati scelti dal grande Paolo Rossi e da Don Antonio Mazzi, giudici bonari di un partita tra i ragazzi dei Team Exodus, composta da piccoli giocatori di varie scuole calcio della Lombardia, alcuni dei quali della scuola calcio valtenesina.
Si sono affrontati in una combattutissima partitella, al termine della quale sono stati valutati i 7 migliori giocatori non solo in termini strettamente tecnici e calcistici, ma anche e soprattutto di correttezza e «fair play».
L´iniziativa è nata da una collaborazione tra lo sponsor Kia Motors, da sempre impegnata nel mondo dello sport e con particolare passione nel calcio, e la Fondazione Exodus di Don Mazzi, espressione di impegno e valori positivi per la costruzione di un percorso di vita migliore, con un testimonial di eccezione: il «Pablito» campione e capocanbnoniere del mitico Mundial ´82.
La selezione metteva in palio una posta molto, molto alta, perchè i 7 ragazzi prescelti hanno vinto un sogno formato Europa.
IL 24 GIUGNO andranno a Kiev per assistere a una partita dei qarti di finale di Euro 2012, a cui parteciperà la vincente del girone di Italia, Spagna, Irlanda e Croazia. Ci fossero gli azzurri in campo, sarebbe fantastico. Ma non solo: uno dei ragazzi sarà l´«Official matchball carrier» della partita, l´incaricato di consegnare all´arbitro il pallone ufficiale della gara prima del fischio di inizio. E chissà che possa toccare a Federico, o a Guglielmo.
Intanto resta nella memoria, per tutti i ragazzi che hanno partecipato alle selezioni, una giornata memorabile assieme a Paolo Rossi, che si è anche divertito a tirare alcuni calci di rigore. «Anch´io – ricorda Pablito – ho iniziato in oratorio e sono orgoglioso di partecipare a un´iniziativa così bella. Non posso che condividere il valore che viene attribuito a questo sport: per me il calcio è una palestra di vita».
E.G. – Bresciaoggi del 12/06/2012

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