La Provincia ha detto “no”, il gassificatore di Bedizzole non si farà

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Dopo che sette Comuni si erano espressi contro, dopo che diecimila cittadini avevano detto “no” firmando una petizione, dopo che centinai di questi hanno manifestato sotto le finestre dove si tenevano la conferenze dei servizi, anche la Provincia di Brescia il 13 giugno infine ha rifiutato l’autorizzazione al gassificatore di pollina (deiezioni avicole) in località Riali a Bedizzole.

Questa è stata una bellissima notizia per i cittadini. A guidare la protesta contro la realizzazione di questo impianto era sorto il Comitato civico “Salute e Ambiente”, presieduto da Giampietro Fogliazza e sostenuto dai sindaci di Beddizole, Roberto Caccaro, e Calvagese, Ivana Palestri.

Erano tanti i motivi per cui avevano timori per l’impianto proposto da una ditta della zona. Innanzitutto, come spiega il Comitato, l’impianto sarebbe sperimentale e neppure i tecnici specializzati possono prevedere con precisione l’impatto sull’ambiente e sulla salute; la produzione di energia “alternativa” è di poco superiore a quella che consuma per “trattare” la pollina, con nessun vantaggio per la comunità; la maggio parte della pollina smaltita non sarà prodotta a Bedizzole ma arriverà da altre zone, aggravando il traffico pesante e l’inquinamento; l’impianto degraderebbe una zona di pregio agricolo e agrituristico, una risorsa per il futuro del nostro territorio. Cui bisogna aggiungere che il Piano di Governo del Territorio di Bedizzole ha previsto a poca distanza un asilo.

L’esito della conferenza dei servizi è stato accolto con piacere anche dal segretario provinciale della Lega Nord Fabio Rolfi: “Esprimo viva soddisfazione per l’esito dell’istruttoria. La Provincia – ha dichiarato – si è pronunciata con un parere negativo ampiamente motivato, tenendo conto delle perplessità sulla sostenibilità ambientale dell’intervento e ascoltando le ragioni del territorio, dei comitati dei cittadini e delle amministrazioni comunali coinvolte. È stato un iter lungo, trasparente e che ha tenuto conto e ha approfondito le argomentazioni delle parti e che si è conclusa con un parere negativo che spero ora venga rispettato”.

Del resto non si poteva ignorare che di recente il Parlamento Europeo avesse approvato un documento della Commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare in vista della revisione del Programma d’azione per l’ambiente (PAA) in cui chiede il divieto di incenerimento per i rifiuti che possono essere riciclati o compostati e divieto di smaltimento in discarica per quelli raccolti separatamente. La pollina può essere compostata? Sì e il Comitato era stato chiaro: “Come ci hanno spiegato gli esperti, esistono modi diversi modi più ecologici e meno dannosi di smaltire questo rifiuto speciale”.

L’esito della conferenza dei servizi non ha però fatto sorridere i due titolari dell’azienda. “Non sono stati molto corretti – dice Ivana Palestri, sindaco di Calvagese – e ci hanno aggrediti verbalmente. Non c’era più nessuno e stavamo uscendo dagli uffici provinciali, abbiamo visto che il presidente del comitato stava venendo aggredito verbalmente e strattonato, così siamo andati in sua difesa e così io e il mio assessore all’ambiente Antonio Viola siamo stati insultati”.

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