Le fondamenta del Laudato Sì, l’ospedale oncologico in costruzione a Rivoltella

Posa 1° pietra

Il motivo per il quale don Pierino decise di demolire l’ex seminario dei Frati Conventuali per costruire l’Ospedale Laudato Sì’, è stato il bisogno di rendere anti-sismica tutta la struttura in quanto, come è noto, la zona del Garda è soggetta a movimenti tellurici.

Il 23 settembre 2006, veniva benedetta e posata la prima pietra. Quella stessa pietra l’anno precedente, aveva peregrinato in diversi luoghi e parrocchie della provincia, come richiamo al fondamento di tutta l’Opera che è la ricerca della volontà di Dio in un atteggiamento di profonda umiltà da parte degli uomini.

Don Piero ben conosceva il significato della parola umiltà e ce lo ha trasmesso attraverso la sua vita; già trent’anni fa così descriveva l’umile: «chi ama sceglie sempre di essere “debole”, perché l’amore non fa violenza, ma sta alla porta e bussa. Occorre umiltà per bussare e disponibilità per aprire». E ancora: «il male si debella solo con l’amore umile, concreto, nascosto, e perciò genuino».

Immaginando il dialogo con Dio, negli ultimi anni, don Piero sintetizzava così la sua vita, sentendosi un umile strumento nelle mani della Provvidenza di Dio:

Al Signore piace molto lavorare col niente.

.È tutta opera di Dio.

Quando ero piccolo il Signore mi ha detto:

- Come ti chiami?

- Pierì del Supela, (mio nonno faceva lo zoccolaio).

-Dio: Sai che non sei capace di fare niente?

-don Piero: Proprio niente?

-Dio: Niente. Io ti farò fare delle cose che non sei capace di fare.

-don Piero: E come farò?

-Dio: Non ti preoccupare. Una cosa devi bene tenere a mente: quando le avrai fatte, devi dirlo che non le hai fatte tu, ma che le ho fatte Io, perché non confondano le idee. Sai che ci tengo alle mie cose!”.

Tornando a quella pietra ora nascosta nelle fondamenta dell’erigendo Ospedale Oncologico Laudato Sì’, essa rappresenta lo stile che deve avere chi aderisce a questa Opera Divina: saldo nella Fede, umile e semplice nella Carità, attento alle sofferenze dei fratelli.

In una delle ultime interviste don Piero così definiva il Laudato Sì’: «E’ l’edificio dove brilla l’Amore; l’Amore che deve diventare ali ai piedi, fuoco per il cuore, luce per la mente, entusiasmo per tutte le Sentinelle che vorranno sentirsi coinvolte in questa Opera».

I lavori stanno procedendo grazie all’entusiasmo e alla bontà di numerosi amici che hanno la caratteristica di un cuore semplice e generoso. In questo periodo alcune persone molto umili, hanno compiuto gesti di enorme carità per il Laudato Sì’ dando ancora una volta prova che la Provvidenza di Dio passa ancora oggi attraverso la nostra storia.

Don Dario Pedretti

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