Crepuscolo sul Garda. Cent’anni dal passaggio di David Herbert Lawrence.

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Nel settembre del 1912, dopo un estenuante percorso a piedi attraverso le Alpi e un tratto in treno da Trento a Riva i due amanti giunsero sulle sponde del Garda. Il giovane poeta figlio di un minatore e di una maestra del Nottingamshire e la baronessa tedesca, all’attivo l’uno due romanzi e l’altra un marito e tre figli: David Herbert Lawrence e Frieda von Richthofen si conobbero a casa del di lei consorte, il professore universitario Ernest Weekley, e da quell’incontro fatale la vita di entrambi fu a una svolta, presso uno di quei rari e straordinari incroci della storia, che li avrebbe portati in un viaggio lungo una vita, lungo il mondo. Così il ricordo di Frieda: «Me lo vedo davanti quando entrò in casa. Una lunga figura sottile, leste gambe dritte, movimenti svelti, sicuri. Appariva così evidentemente semplice.»
Dopo brevi soste a Riva e Torbole, la coppia decise di fermarsi a Gargnano, nella frazione di Villa, dove abitò il primo piano della Villa Igea, con un breve soggiorno nel borgo di San Gaudenzio, Muslone, prima di ripartire nell’aprile del 1913.
Qui sulla Riviera Lawrence trovò un rifugio ideale per sé e la sua compagna, nonché un ambiente favorevole per ispirargli una fertile stagione creativa e maturare nel contempo una più definita poetica, e una visione filosofica che si ampliò nutrendosi della bellezza del paesaggio e della conoscenza del genius loci.
Durante il soggiorno egli termina la stesura definitiva di Figli e amanti, sua prima opera di rilievo, e scrive i primi saggi dedicati all’esperienza del viaggio, i quali confluiranno nel 1916 in Twilight in Italy, dove amplierà la parte dedicata al Garda, corpus capitale del libro. Compone anche la maggior parte delle poesie di Look! We Have Come Through, pubblicato nel 1917. Mentre da una lettera a Mc Leod scopriamo il progetto di un romanzo sulla vita di Robert Burns, in cui riconosce una sorta di alter ego. L’intenzione rimarrà tuttavia infruttuosa.
La lettura dei sette brani gardesani ci restituisce una diapositiva dell’epoca, sia pur coperta dalla patina del secolo e ancor più dall’invasività dello scrittore sopra il cronista. In effetti i primi tre, scritti nel ’13, sono molto diversi nella stesura del Crepuscolo – riscritti, con aggiunte digressioni filosofiche di taglio un po’ vago  misticheggiante, e ampliati con note sul costume e lo spirito degli italiani, nonché sul teatro (vi si leggono acute osservazioni sull’Amleto, cui assisté rappresentato da una compagnia di Brescia). Sulla qualità filosofica degli scritti del Nostro, lo scozzese Norman Douglas, nel breve tratto biografico di DHL nota che “Riusciva ad impastoiarsi in questioni filosofiche come pochi finora: nelle sue descrizioni ci sono frasi che nessuno tranne Lawrence avrebbe potuto escogitare” ma pure questo sottile esteta ne apprezzava l’opera che “si muoveva incessantemente da un soggetto all’altro, e a volte, come in certi suoi racconti, con invidiabile facilità, freschezza e maestria”. Nel testo de La filatrice e i frati si trovano congetture profonde ma di certa ridondanza, ampollosi. Come nel Giardini di limoni l’interpretazione del mutamento italiano dopo il Rinascimento si indovina la voce dell’intimo mutare dell’autore stesso. Del resto è decisamente saggio diffidare dagli autori troppo categorici in filosofia; Twilight in Italy è un libro bellissimo e suggestivo, una dichiarazione di amore assoluto per il territorio del lago, bello come il principio della creazione.
Lawrence, Lorenzo come lo battezza Frieda non si abbandona a una mitizzazione e un’esaltazione dell’Italia, come altri autori prima di lui, ma mantenendo un riserbato distacco da studioso della psicologia della gente incontrata, con occhio da botanico qual era, «E io, col mio vestito nero, mi sentivo falso, fuori posto, un estraneo» scrive descrivendo la filatrice tutta intenta nel suo lavoro; estraneo all’universo del paese.
Nei testi I giardini di limoni e San Gaudenzio aleggia una malinconica consapevolezza del declino delle tradizioni, cagionato dall’irrompere vitale della modernità. Le caratteristiche limonaie sono già in decadenza e destinate, con la ferrovia che avanza e rende più conveniente importare gli agrumi dalla Sicilia, a divenire tristi rovine che testimoniano un passato florido. Il punto di vista del poeta è qui netto e disperato, l’inumanità delle macchine erode la quieta bellezza, la placida armonia s’è già corrotta. Non c’è spazio per il ragionamento economico in Lawrence, è il puro fuggire dal moderno e dai suoi deliranti fantasmi che preme a questo anomalo anticonvenzionalista.
«Al massimo della nostra immaginazione noi siamo religiosi». Se certa vulgata fa di Lawrence un precursore della rivoluzione sessuale e un liberatore dei costumi, la visione spesso mostrata (e celebrata) appare una bozza frettolosa e superficiale. Certo la sua visione insisté in modo peculiare sull’emergenza e la naturalità dell’istinto sessuale, ché già per The Trespasser, suo secondo romanzo e in qual modo precursore giovanile di Lady Chatterley’s Lover, la censurabritannica si era allertata. Ma pure, come afferma il Douglas, egli rimaneva un provinciale ispirato, con forti inclinazioni puritane. Puritano e inflessibile, lo racconta anche Frieda.
Più corretto è leggervi la tensione nello scrittore a una trasfigurazione mistica del dato carnale, come si legge nella lettera a Collings (17 gennaio 1913): La mia grande fede religiosa è una fede che ho nel sangue (…) Concepisco il corpo dell’uomo come una fiamma (…) che solo Dio sa come possa aver origine dal nulla.
Il profondo mistero dell’istinto sessuale che lo tormenta si esplica in una guerra fra gli opposti, in una dialettica tra archetipi femminile e maschile, costantemente in lotta, che sfocia in una temporanea pacificazione nel sesso.
Direi che etichettare Lawrence come il ‘profeta della religione del sesso’, sia fuorviante, oltre che riduttivo.
Ne I giardini di limoni pare anzi figurarsi principi di una teologia propria, come nella poesia si costituiva in mitologie proprie e inconsuete. Nel descrivere i due tipi di misticismo che indovinava nell’anima dell’italiano, uno pagano e individuale espresso nel Rinascimento e uno cristiano e collettivo che radicava nel Medioevo, Lawrence individua la necessità di un terzo elemento, uno Spirito Santo che unifichi le due tendenze e ne faccia una trina Verità.
Nella poesia Mattino di primavera, composta a San Gaudenzio (in calce sottoscritto) si legge in allegoria ciò che il Garda rappresentò per Lawrence, cosa nel fondo della sua anima mosse una rigenerazione: Siamo morti, abbiamo ucciso e siamo / stati uccisi, non siamo più i noi stessi / di prima. Mi sento nuovo, bramoso / di partire ancora.
Lawrence si nutrì profondamente della natura del lago, dei suoi abitanti e dei costumi. Come nessuno straniero avesse fatto allora. E ancora qui grazie a lui, possiamo aprire una pagina del tempo.

Paolo Veronese

Bibliografia
D.H.L.
Twilight in Italy and other Essays, Penguin, a cura di S. Michelucci
Sul lago di Garda, Newton Compton, a cura di S.Michelucci
Lettere dal Garda, Ateneo di Salò
F.v.R.
Non io, ma il vento… La mia vita con Lawrence, Avagliano

CALENDARIO EVENTI PER IL CENTENARIO DA www.dhlawrence.eu

D.H. Lawrence 2012- Calendario degli eventi
Sabato 21 luglio Inugurazione mostra “D.H. Lawrence a Gargnano 1912-13″
Dal 21 luglio al 27 settembre Mostra “D.H. Lawrence a Gargnano 1912-13″
Sabato 28 luglio Escursione guidata “Sulle Tracce di Lawrence”
Sabato 4 agosto Escursione guidata “Sulle Tracce di Lawrence”
Sabato 25 agosto Escursione guidata “Sulle Tracce di Lawrence”
Sabato 1 settembre Escursione guidata “Sulle Tracce di Lawrence”
Sabato 15 settembre Escursione guidata “Sulle Tracce di Lawrence”
Dal 19 al 24 settembre Settimana Lawrenciana
Mercoledì 19 settembre Conferenza divulgativa “D.H. Lawrence tra Villa e San Gaudenzio” a cura del Comitato per Gargnano Storica.
Dal 20 al 23 settembre I° Simposio Internazionale
Giovedì 20 settembre Proiezione del Film “Lady Chatterley”
Venerdì 21 settembre Prima europea di ‘Waters are shaking the Moon (12 songs on poems by D.H. Lawrence)’ di e con William Neil
Domenica 23 settembre Proiezione del Film “Priest of Love” presentato dal prof. Nick Ceramella. Chiusura delle celebrazioni.

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